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mercoledì 17 aprile 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Unicredit e Intesa sotto la lente


L'analisi del Ftse Mib

Quarta chiusura consecutiva in rialzo ieri per il Ftse Mib che si è accontentato di un progresso più contenuto dei suoi colleghi europei, portando a casa un progresso dello 0,12%.
L'indice ha provato a mettere nuovamente sotto pressione l'area dei 22.000, da cui però è stato respinto, ripiegando verso i 21.800 punti, con successivo rimbalzo poco oltre i 21.900.
La soglia dei 22.000 punti non è un ostacolo facile da superare, ma il fatto che l'indice continui a stazionare a poca distanza dalla stessa lascia ancora ben sperare,
Se il Ftse Mib riuscirà ad avere ragione di questo ostacolo, allora potrà allungare il passo prima verso i 22.200 punti e in seguito in direzione di area 22.500, raggiunta la quale il rialzo in atto potrebbe andare incontro ad una nuova pausa.
L'eventuale superamento dei 22.500 punti aprirà le porte ad un'estensione rialzista verso la soglia psicologica dei 23.000 punti, da raggiungere verosimilmente più avanti nel tempo.
Nuove titubanze da parte dell'indice a contatto con l'area dei 22.000 potrebbero favorire dei ripiegamenti che troveranno un primo sostegno sui minimi di ieri in area 21.800.
Al di sotto di tale soglia la discesa proseguirà verso i 21.500 punti, da cui l'indice è ripartito nei giorni scorsi, ma con il cedimento anche di questo livello sarà verosimile assistere ad una chiusura del gap lasciato aperto a inizio aprile a ridosso dei 21.300 punti.
La tenuta di quest'ultimo livello sarà importante per evitare approfondimenti ribassisti verso i 21.000/20.950 punti, che già in più di un'occasione di recente hanno mostrato la loro validità come supporto.

Unicredit sale con forti volumi.

Nuovi rialzi oltre i 13 euro

Rialzo decisamente robusto quello di ieri per Unicredit che ha portato a casa un rally di oltre il 3%, mettendo a segno la migliore performance tra i bancari e occupando la seconda posizione nel paniere del Ftse Mib.
Il titolo ha guadagnato terreno per la quarta seduta consecutiva, strappando con decisione al rialzo ieri, dopo la notizia dell'accordo con gli Usa sulle sanzioni relative alla violazione dell'embargo sull'Iran.
La multa da 1,3 miliardi di dollari, per quanto più alta di quella indicata dai rumors, è già coperta da accantonamenti, il cui rilascio avrà un effetto positivo di 8,5 punti base sul Cet1.
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Unicredit ha così allungato il passo ieri, con volumi superiori alla media mensile, spingendosi a segnare nuovi massimi dell'anno, con un ritorno dei corsi sui top di inizio ottobre 2018.
Il titolo già nei giorni scorsi e precisamente venerdì aveva inviato un segnale positivo con la violazione dei precedenti massimi dell'anno a 12,32/12,33 euro, la cui rottura ha prodotto un rapido allungo verso i 13 euro.
Ulteriori segnali rialzisti si avranno con conferme al di sopra dei 12,85 euro, con primo approdo in area 13 euro.


Al di sopra di questa barriera psicologica Unicredit estenderà la salita verso i 13,25 euro, puntando subito dopo alla chiusura del gap-down lasciato aperto tra il 27 e il 28 settembre dello scorso anno a 13,52 euro.
La corsa delle ultime sedute, unitamente alla tenuta dei 13 euro potrebbe favorire anche dei ripiegamenti.
Al ribasso il primo sostegno da monitorare è in area 12,5/12,4 euro, sotto cui la discesa di Unicredit proseguirà verso i 12 euro e successivamente in direzione dei minimi dell'11 aprile a 11,55 euro.

Intesa Sanpaolo punta più in alto. Pericolo solo sotto i 2,25 euro

Anche Intesa Sanpaolo ieri ha chiuso gli scambi in salita, ma con un bilancio decisamene meno corposo rispetto a quello di Unicredit.
Non solo negli ultimi giorni, ma ormai da qualche tempo il titolo mostra una minore vivacità di Unicredit, tanto che quest'ultimo da inizio anno guadagna oltre il 30%, rispetto al 23% di Intesa Sanpaolo.
Il titolo, dopo aver superato il top del 20 marzo a 2,2525 euro, ha inviato ulteriori segnali positivi, violando anche l'area dei 2,3 euro, aggiornando così i massimi dell'anno.
Intesa Sanpaolo nella sessione di ieri ha colmato il gap del 28 a 2,332 euro, senza però confermarsi al di sopra di tale livelli in chiusura di sessione.
Oltre i 2,33/2,35 euro, il titolo avrà margini di apprezzamento verso i 2,4 euro in prima battuta e in seguito in direzione dei 2,45/2,47 euro.
Scenari ulteriormente rialzisti si schiuderanno con uno sfondamento deciso di area 2,5 euro, preludio ad una progressione verso i 2,65 euro, ossia in corrispondenza dei massimi dell'1 agosto dello scorso anno.
Al ribasso un ritorno di Intesa Sanpaolo sotto i 2,3 euro riconquistati in avvio di ottava, potrebbe portare ad un ripiegamento verso i 2,25 euro.
Negativo sarà l'abbandono di quest'ultimo livello, preludio ad una flessione del titolo verso i 2,2 euro prima e i 2,175 euro in seguito, senza escludere estensioni ribassiste più marcate verso i minimi di fine marzo a 2,14/2,13 euro.
Fonte: News Trend Online

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