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venerdì 12 aprile 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Prysmian e CNH sotto la lente


L'analisi del Ftse Mib

Seduta a due facce quella di ieri per il Ftse Mib che nella prima parte della giornata ha perso terreno, mettendo in pericolo i primi supporti chiave, salvo poi risalire la china e chiudere in frazionale rialzo poco sotto i 21.700 punti.
Il ritracciamento partito dai top di martedì in area 21.900 ha trovato un seguito con una spinta fino alla soglia dei 21.500 punti, violata solo nell'intraday per poi essere subito riconquistata.
La perdita di spinta registrata nelle ultime sedute dal Ftse Mib non ha provocato forti accelerazioni al ribasso per ora e nelle ultime sedute si è potuto notare che i ritracciamenti sono stati subito riassorbiti.
Questo non basta tuttavia ad assicurare una immediata ripresa degli acquisti che latitano un po' da alcune giornate, considerando anche che l'indice è alle prese con alcuni ostacoli di rilievo, non facili da superare.
Una prosecuzione dell'uptrend partito a inizio anno si avrà solo con un superamento di area 21.900/22.000, oltre la quale il Ftse Mib metterà nel mirino prima i 22.200 punti e in seguito la soglia dei 22.500 punti.
In corrispondenza di questo livello si dovrebbe assistere ad uno stop al rialzo, con un probabile consolidamento di breve, in alternativa al quale si potrebbe anche avere una correzione più o meno marcata.
Al ribasso la soglia chiave da difendere in prima battuta è quella dei 21.500 punti che oggi ha svolto egregiamente la sua funzione di supporto.
In caso di cedimento di questo livello la discesa del Ftse Mib proseguirà verso i 21.300/21.270 punti, dove verrà chiuso un gap-up lasciato aperto all'inizio della scorsa settimana.
Evoluzioni negative al di sotto dell'area di prezzo appena indicata avranno come obiettivo i 21.000/20.950 punti, in corrispondenza dei quali si dovrebbe assistere ad una ripresa degli acquisti.

Prysmian in forte pericolo, ma non del tutto spacciato ancora

Prysmian ieri ha vissuto una seduta ad altissima tensione, lasciando sul parterre oltre l'8% del suo valore, con volumi di scambio vorticosi, visto che sono passate di mano oltre 10 milioni di azioni, pari a circa 6 volte la media degli ultimi 30 giorni.
L'affondo di ieri si aggiunge a quello di martedì scorso, quando il titolo ha accusato un ribasso di quasi il 5%.

Ad allarmare però è soprattutto lo strappo ribassista di ieri, da ricondurre ancora una volta ai problemi del cavo Western Link che sta dando non poco filo da torcere a Prysmian.
Il titolo già prime dei forti cali delle ultime sedute però aveva mostrato un andamento discendente e in controtendenza rispetto al mercato, visto che dai massimi della prima decade di febbraio è sceso verso i 16,25 euro a metà marzo.

Da questo livello si è avuto un tentativo di allungo in direzione dei 17,5 euro, cui ha fatto seguito un ripiegamento che ha visto precipitare la situazione nelle ultime sedute.
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Proprio ieri Prysmian ha toccato nell'intraday un minimo a 14,685 euro, sui livelli di gennaio 2015, per poi fermarsi in chiusura 14,96 euro.
La pioggia di sell dell ultime giornate difficilmente sarà recuperata in termini brevi, ma sono possibili dei rimbalzi visto che l'ipervenduto raggiunto sugli oscillatori.
Con la tenuta dei minimi in area 14,7 euro e un contestuale ritorno sopra i 15 euro, Prysmian potrebbe allungare il passo oltre i 15,2 euro, con step intermedio a 15,5 euro e obiettivo successivo in area 16 euro.
Solo sopra i 16,25/16,27 euro il titolo invierà un segnale più convincente di ripresa, con possibili allunghi verso i 17 euro prima e i 17,4/17,5 euro in un secondo momento.
Lo sfondamento dei minimi a 14,7 euro invece aprirà le porte ad uno scenario ribassista anche pesante, con primo sostegno in area 14,3 euro e supporto successivo a 13,6 euro, sotto cui si rischierà una flessione verso i 13 euro, su valori che si vedono ormai da ottobre 2014.

CNH Industrial: nuovi massimi dell'anno a portata di mano?

Ben diversa la seduta di ieri di CNH Industrial che ieri si è messo in evidenza non solo nel settore industriale, ma nell'intero paniere del Ftse Mib, con un rialzo di quasi due punti e mezzo percentuali.
Il titolo è riuscito a recuperare quasi interamente la flessione delle due sessioni precedenti, mantenendosi al momento al di sotto dei massimi toccati martedì a 9,976 euro.
Dai minimi di fine marzo in area 9 euro, CNH Industrial ha messo a segno un progresso di oltre il 10% in poche sedute, riportandosi a poca distanza dal top di inizio marzo segnato oltre quota 10 euro.
Nuovi spunti rialzisti si avranno con il superamento dei 10,135 euro, oltrepassati i quali CNH Industrial prolungherà la salita verso i 10,5/10,55 euro prima e in seguito in direzione dei top di settembre dello scorso anno in area 10,75/10,8 euro.
Al ribasso segnali di debolezza si avranno con ritorni sotto i 9,45/9,35 euro, evento che aprirebbe le porte ad un test dei minimi di fine marzo a 9/8,95 euro.
Negativo sarà l'abbandono di quest'ultima soglia, visto che in tal caso CNH Industrial rischierà di indietreggiare verso i livelli della prima decade di febbraio a 8,6/8,57 euro.
Fonte: News Trend Online

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