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lunedì 29 aprile 2019

Ftse Mib: spunti di trading. FinecoBank e Azimut sotto la lente


L'analisi del Ftse Mib

Dopo quattro sedute consecutive in negativo, il Ftse Mib ha rivisto il segno più venerdì scorso, accontentandosi però di un frazionale rialzo dello 0,07% a quota 21.737 punti.
L'indice a più riprese ha provato a superare la soglia dei 22.000 punti, da cui però è stato sempre respinto, scendendo dapprima in area 21.800.

In seguito questo livello è stato violato, con una discesa fino alla soglia dei 21.600, cui però si è avuto un recupero in chiusura di settimana ad un passo dai 21.750 punti.
L'incertezza mostrata nelle ultime sedute dal Ftse Mib, se da una parte non desta particolari allarmi per ora, dall'altra non deve indurre a trascurare il rischio di nuovi ribassi nel breve.
Conferme in tal senso giungeranno da una violazione di area 21.600 e ancor più dal supporto dei 21.500 punti, preludio ad una flessione verso i 21.300 punti, dove verrà chiuso il gap lasciato aperto a inizio aprile.
Al di sotto del livello appena segnalato per il Ftse Mib sarà quasi inevitabile un test di area 21.000/20.950, in corrispondenza della quale è previsto un ritorno in campo degli acquirenti.
Con la tenuta del 21.600/21.500 punti l'indice potrà tentare da subito un recupero che oltre i 21.800 punti condurrà ad un nuovo test dei massimi dell'anno a 22.000/22.050 punti.
Al di sopra di questo ostacolo il Ftse Mib punterà dapprima ai 22.200 punti e in seguito all'area dei 22.500 punti, raggiunta la quale sarà possibile una pausa di consolidamento prima di ulteriori salite nel breve.

FinecoBank ha ancora appeal dopo lo stacco del dividendo?

FinecoBank ha archiviato l'ultima seduta della scorsa settimana con un rialzo di quasi due punti percentuali, mostrando una maggiore forza relativa rispetto al mercato e riportandosi poco oltre la soglia dei 12 euro.
Il titolo ha ritrovato la via dei guadagni dopo quattro sessioni consecutive in flessione, nelle quali le quotazioni sono state penalizzate anche dallo stacco del dividendo, avvenuto il 23 aprile scorso nella misura di 0,303 euro per azione.
A partire dalla seconda decade di aprile FinecoBank si è reso protagonista di un buon rialzo, visto che da un minimo in area 11,6/11,65 euro, ha allungato con decisione il passo, tanto da aggiornare i massimi storici del 26 settembre 2018 a 12,19 euro, con un nuovo top a 12,56 euro, raggiunto nell'intraday del 16 aprile.
Da questo livello si è avuto un ripiegamento che ha portato ad un nuovo test degli 11,65 euro, con successivo recupero poco oltre i 12 euro in chiusura di settimana dopo alcune vendite seguite allo stacco del dividendo.
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Con conferme oltre la soglia dei 12 euro, FinecoBank potrà regalare nuovi spunti rialzisti che vedranno un primo target in area 12,25/12,3 euro e un obiettivo successivo sui massimi storici aggiornati di recente a 12,56 euro.
Al superamento di questo livello il titolo si muoverà nuovamente in un territorio inesplorato, con possibili proiezioni verso l'alto a 12,75/12,8 euro prima e in seguito a ridosso dei 13 euro.
Ritorni al di sotto dei 12 euro potrebbero condurre FinecoBank ad un test degli 11,75 euro, ma sarà ancor più importante la tenuta del supporto successivo a 11,65/11,6 euro.
Una violazione di questa soglia infatti potrebbe spingere il titolo verso gli 11,4/11,3 euro in prima battuta e successivamente in direzione degli 11,15 euro, prima di un eventuale approdo in area 11 euro, al momento poco probabile, salvo bruschi cambi di tendenza che dovessero interessate l'intero mercato.  

Azimut: lo shopping è da valutare con molta prudenza ora

A differenza di FinecoBank, venerdì scorso Azimut si è fermato appena sopra la parità, con un frazionale rialzo dello 0,09%, archiviando però la decima seduta consecutiva in salita.
Proprio nell'ultima seduta Azimut ha segnato nuovi massimi del 2019 con un top intraday a 17,8 euro, riportandosi sui livelli più alti da un anno a questa parte, visto che per trovare simili valori bisogna tornare indietro alla prima decade di maggio 2018.
Rispetto a FinecoBank, che da inizio anno guadagna poco meno del 41%, la corsa al rialzo di Azimut è stata decisamente più impetuosa, visto che al close di venerdì il titolo presenta un incremento di circa il 90% in confronto ai minimi di inizio gennaio.
Azimut mostra un'innegabile tendenza rialzista, particolarmente, forte, ma diversi motivi inducono alla cautela ora.
Non solo il forte progresso messo a segno da inizio 2019, ma anche la striscia di 10 sedute consecutive da cui il titolo è reduce, senza dimenticare che le quotazioni si sono avvicinate in prossimità di una resistenza chiave importante quale quella dei 18 euro.
Nel breve quindi non dovranno stupire eventuali prese di profitto e con discese al di sotto dei 17,5 euro Azimut potrebbe accelerare rapidamente verso area 17 euro.
Con il cedimento di quest'ultimo livello la discesa proseguirà verso i 16,5 euro prima e in seguito in direzione dei 16,2/16 euro, il raggiungimento dei quali potrebbe offrire nuove opportunità di ingresso long, previa verifica delle condizioni generali del mercato di riferimento.
Segnali di ulteriore forza si avranno da subito oltre i massimi di venerdì scorso a 17,8 euro e ancor più al di sopra di area 18 euro.
Con la violazione di quest'ultima barriera Azimut potrebbe mettere nel mirino i massimi di gennaio dello scorso anno a 19 euro prima e a 19,5 euro in un secondo momento.
Fonte: News Trend Online

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