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mercoledì 17 aprile 2019

Bond oggi: Russia o Brasile in $ ma che con super cedola siano!


Confronto al 12% e oltre di coupon! Ha senso andare long su governativi di Paesi emergenti - nel caso specifico Russia e Brasile – per incassare altissimi flussi cedolari negli anni? Vediamo cosa dicono i numeri in base a due titoli quotati su Tlx.

Con la Russia si va al 2028

Il 12,75% per nove anni: è quanto assicura il Russia 24/6/2028 (Isin XS0088543193 – taglio 10.000 $), con buoni scambi.
In termini di yield a scadenza si ottiene un 4,4% lordo e quindi un 3,85% netto. La quotazione infatti si aggira sui 162 $ e si muove verso i massimi dell’ultimo anno. Con rating BBB- outlook stabile di S&P il titolo appare decisamente caro, sebbene sia molto liquido, come conferma lo spread di circa 40/50 pb.

Non volendo allungare la “duration”, un raffronto ipotetico in termini di rendimento sarebbe possibile – a parità di emittente – con il 4,875% scadenza 2023, il cui yield scende però al 3,55% lordo, con taglio 200.000. In altre parole un parallelo fra pere e mele, per metterla in botanica! Per superare un 5% di rendimento la quotazione del 12,75% dovrebbe scendere a 155 $ e per andare al 6% (valore accettabile) a 146 $.
Il 12,75% moscovita risulta quindi sopravalutato rispetto a titoli per esempio corporate con rating equivalente. Chi fosse investito sul super cedola russo potrebbe valutare ora un alleggerimento, anche perché l’allungo degli ultimi due/tre mesi è apparso rilevante, sebbene – graficamente parlando – il titolo abbia ancora margini per proseguire nel trend rialzista.

Con il Brasile si sale al 2030 

Il 12,25% per undici anni: è quanto garantisce il Brasile 6/3/2030 (Isin US105756AL40 – taglio 1.000 $), i cui scambi sono mediamente molto più bassi rispetto al Russia.

Lo conferma il book, che talvolta si ferma sui primi livelli. Alla quotazione di 157,5 $ corrispondono un rendimento lordo del 5,2% e un netto del 4,55%. Con rating BB- outlook stabile di S&P, il titolo risulta caro ma meno rispetto al collega moscovita. Tenendo però conto della maggiore vita residua e della differenza di valutazione il vantaggio a favore del brasiliano si riduce.
Anche in questo caso quindi un acquisto più mirato diventa imprescindibile: a 148 $ lo yield salirebbe infatti oltre il 6%, diventando più attrattivo. L’ipotesi è realistica considerando che il Brasile 12,25% è sceso su questo livello nel corso del 2018. Quando ci tornerà?

Bene la correlazione con la Fed

Il verdetto è inesorabile: yield netti del 3,85% e del 4,55% appaiono modesti considerando che i relativi emittenti sono pur sempre dei Paesi emergenti, esposti a variabili di rischio di credito non marginali, sebbene più il Brasile della Russia.

I due titoli non si prestano nemmeno a trading veloci, poiché le rispettive volatilità si attestano su valori piuttosto bassi. E allora? Grafici e numeri confermano una forte correlazione con l’andamento della politica monetaria Usa, godendo di un pur modesto effetto leva rispetto per esempio agli Us Treasuries.
Il loro utilizzo per ora si limita a quest'aspetto, seppur tutt’altro che marginale in presenza dell’attuale confusione sul futuro dei tassi Fed.
Fonte: News Trend Online

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