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venerdì 15 marzo 2019

Mercati svogliati nel giorno dei tanti rinvii


I mercati appaiono frastornati e senza un’idea chiara del futuro. Pertanto attendono quasi immobili il passaggio della giornata delle 4 streghe, prevista per oggi. Vanno infatti alla scadenza di marzo  futures ed opzioni su indici ed azioni. Giungono a compimento le strategie attuate per il primo trimestre operativo di quest’anno e fin da oggi i mercati dovranno impostare la loro visione per il secondo trimestre.
E’ possibile che oggi qualche movimento lo si possa vedere. Più probabile che il movimento direzionale si formi la prossima settimana.
Ieri si è visto poco o nulla. Gli indici USA sono rimasti immobili. SP500 si è adagiato all’interno della fascia di resistenza 2.800 -2.820 in attesa di eventi che non arrivano.
Meglio si è comportata l’Europa, Germania a parte, e l’indice Eurostoxx50 (+0,56%) ha portato a termine il ritorno sui massimi della scorsa settimana, con la prospettiva, magari oggi, di superarli e consegnarci quel segnale di forza che invece SP500 tarda a fornire.

Anche perché hanno trovato conferma le perplessità dei giorni scorsi su un possibile stallo dei negoziati USA-Cina sui dazi. L’incontro decisivo tra Trump e Xi, che doveva tenersi questo mese e firmare la pace, è stato rinviato di oltre un mese, a fine aprile. Segno che nei rumor sugli intoppi negoziali c’era del vero e invece nei tweet ottimistici e addirittura anticipatamente trionfalistici di Trump c’era del falso.
Non è una novità.
Ma questo non è stato l’unico rinvio notevole di giornata. Anche la vicenda Brexit doveva chiudersi ieri con un rinvio. Il Parlamento inglese doveva scegliere tra il rinvio breve ed il rinvio lungo della data di uscita dalla UE.

La premier May è riuscita a complicare ancora una volta le cose, facendo approvare una mozione che prevede addirittura il rinvio del rinvio.

Infatti, prima della decisione sulla durata del rinvio, il 20 marzo prossimo sarà effettuata una nuova votazione, la terza, sul suo accordo con la UE, già bocciato due volte. La sua determinazione è inversamente proporzionale al senso del ridicolo. Sta di fatto che se il piano di uscita May-Juncker passerà al terzo tentativo, allora sarà richiesto un rinvio breve fino a giugno, lo stretto necessario per attuare il piano.
In questo caso niente elezioni europee per gli inglesi. Se verrà nuovamente bocciato, si chiederà un rinvio lungo e si ricominceranno le trattative con la UE da zero.
La strategia della May è quella del ricatto. Se sarà bocciato il piano la Brexit andrà alle calende greche e magari di non si farà nemmeno.

La sua speranza è di piegare la determinazione dei duri che vogliono uscire subito, anche senza accordo, che nel suo partito sono molto numerosi, e finora hanno sempre affossato il piano May. Il mondo assisterà la prossima settimana all’ennesimo spettacolo che ci mostrerà il crepuscolo della democrazia occidentale.
Con questo clima i mercati stanno già mostrando un titanico ottimismo nel rimanere fermi.
Non so fino a quanto questa fiducia nel futuro possa ancora durare.
Autore: Pierluigi Gerbino Fonte: News Trend Online

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