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lunedì 11 marzo 2019

Gli asset manager riducono le loro posizioni long sull’euro


L’euro è rimasto pressoché invariato a 1,1233 (-0.02%) nei confronti del dollaro lo scorso 8 marzo, al termine di una settimana che ha visto la Banca Centrale Europea come assoluta protagonista nel movimentare il rapporto di cambio euro-dollaro.
Nella sua ultima riunione, infatti, il Consiglio direttivo ha sorpreso gli operatori finanziari, rendendo la stance di politica monetaria estremamente accomodante, annunciando nuove aste di liquidità (T-LTRO), con maturity due anni a posticipando a fine anno, invece che dalla prossima estate, il primo rialzo dei tassi d'interesse.

Il motivo di una tale mossa è da ricercarsi nel rallentamento della crescita dell'eurozona e dal fatto che l'inflazione continua a rimanere lontana dall'obiettivo del 2,0%. L’indice CPI dell’Eurozona è, infatti, cresciuto soltanto del +1,5% su base annuale a febbraio, dal precedente +1,4%, mentre l’inflazione core è scesa al +1,0%, dal precedente +1,1%.
Il Governatore Draghi ha, inoltre, dichiarato che la banca centrale proseguirà la sua politica monetaria espansiva attraverso il reinvestimento degli utili derivanti dai titoli di Stato acquistati. Subito dopo la pubblicazione delle decisioni del Consiglio, l'euro si è fortemente deprezzato nei confronti del dollaro, per poi recuperare terreno nel finale di settimana.
La Federal Reserve ha aumentato i tassi di interesse di 25 basis points durante la riunione del FOMC del 19 dicembre scorso e, almeno secondo le dichiarazioni di alcuni esponenti, per quest'anno ci dovrebbe essere al massimo un aumento.

Dopo la pubblicazione degli ultimi dati macroeconomici, che hanno mostrato una contrazione delle vendite al dettaglio e un mercato del lavoro che comincia a mostrare qualche segnale di rallentamento, nonostante una crescita del Pil ancora su livelli consistenti, e il tasso di inflazione sceso al +1,6%, al di sotto della soglia obiettivo del 2,0%, la stance monetaria della Fed potrebbe diventare più dovish.

L’ultimo rapporto COT su Euro FX, pubblicato dalla Chicago Mercantile Exchange e riferito alle posizioni Futures Only pubblicato il 5 marzo, mostra come i levereged funds hanno aumentato sia le loro posizioni long che quelle short sull'euro, mentre gli asset manager hanno ridotto nuovamente le loro posizioni long.

Secondo gli ultimi dati, i levereged funds hanno fortemente aumentato le loro posizioni long di +13,179 unità a 44,045 complessive e aumentato anche le posizioni short di +12,074 unità a 125,120 complessive, mantenendo la differenza tra posizioni lunghe e corte sotto la soglia delle 100.000 unità.
I dealers hanno aumentato le loro posizioni long di +4,858 unità a 53,779 complessive e fortemente diminuito le loro posizioni short di -9,967 unità a 106,320 complessive. Infine, gli asset manager hanno diminuito a 294,176 unità le posizioni long (-2,563), riducendole dal massimo storico dal 2009, e aumentato a 180,693 unità le posizioni short (+6,935).
Fonte: News Trend Online

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