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lunedì 25 febbraio 2019

Record storico di posizioni long sull'euro per gli asset manager


L’euro è rimasto invariato a 1,1344 (+0.02%) rispetto al dollaro lo scorso 22 febbraio, al termine di una settimana che ha visto nuove tensioni sui mercati azionari internazionali, legati soprattutto a dati macroeconomici non positivi relativi sia all’economia dell’eurozona che a quella americana e alle incognite legate ai risultati dei negoziati tra Cina e Stati Uniti sulla questione della guerra commerciale.
Il Consiglio direttivo della BCE ha dichiarato concluso il programma di alleggerimento quantitativo, a partire dallo scorso gennaio.

L’indice CPI dell’Eurozona è cresciuto del +1,4% a gennaio, dal precedente +1,6%, mentre l’inflazione core è salita al +1,1%, dal precedente +1,0%. L'inflazione si conferma quindi al di sotto della soglia obiettivo del +2,0% indicata da Francoforte. Il Governatore Draghi ha dichiarato che la banca centrale proseguirà la sua politica monetaria espansiva attraverso il reinvestimento degli utili derivanti dai titoli di Stato acquistati e che sui tempi di rialzo dei tassi ci potrebbero essere degli slittamenti rispetto al periodo indicato dell’estate 2019, se le prospettive di inflazione dovessero essere riviste al ribasso.

Nelle ultime settimane, inoltre, c'è stato un incremento delle aspettative per una nuova asta di liquidità (T-LTRO) per il sistema bancario europeo, a fronte della scadenza ormai vicina del prestito precedente, nonostante gli economisti della BCE abbiano lasciato intendere che le condizioni del nuovo prestito, che potrebbe essere approvato già nella prossima riunione del Direttivo, non saranno così vantaggiose come quelle riservate al prestito precedente.

La Federal Reserve ha aumentato i tassi di interesse di 25 basis points durante la riunione del FOMC del 19 dicembre scorso e, almeno secondo le dichiarazioni di alcuni esponenti, per quest'anno ci dovrebbe essere al massimo un aumento.

Dopo la pubblicazione degli ultimi dati macroeconomici, che hanno mostrato una contrazione delle vendite al dettaglio e un mercato del lavoro che comincia a mostrare qualche segnale di rallentamento, e il tasso di inflazione sceso al +1,6%, al di sotto della soglia obiettivo del 2,0%, la stance monetaria della Fed potrebbe diventare più dovish.
L’ultimo rapporto COT su Euro FX, pubblicato dalla Chicago Mercantile Exchange e riferito alle posizioni Futures Only pubblicato il 5 Febbraio, mostra come i levereged funds hanno diminuito le loro posizioni short sull'euro, mentre gli asset manager hanno raggiunto un nuovo massimo storico nelle loro posizioni long.

Secondo gli ultimi dati, i levereged funds hanno aumentato le loro posizioni long di +1,714 unità a 30,090 complessive e hanno diminuito loro posizioni short di -5,065 unità a 107,043 complessive, mantenendo la differenza tra posizioni lunghe e corte sotto la soglia delle 100.000 unità e suggerendo così di scommettere su un apprezzamento a breve termine dell’euro nei confronti del dollaro.
I dealers hanno fortemente diminuito le loro posizioni long di -4,218 unità a 34,935 complessive e hanno aumentato le loro posizioni short di +7,250 unità a 144,723 complessive. Infine, gli asset manager hanno aumentato a 312,234 unità le posizioni long (+2,056), portandole al massimo storico dal 2009, e diminuito a 157,738 unità le posizioni short (-1,915).
Fonte: News Trend Online

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