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venerdì 22 febbraio 2019

Piazza Affari: un'incertezza che non allarma, ma che fa pensare


Chiusura in ordine sparso per le Borse europee che dopo aver imboccato ieri la via dei guadagni, oggi si sono mosse lungo binari differenti. Il Cac40 ha terminato gli scambi sulla parità, preceduto dal Dax30 che è salito dello 0,19%, mentre il Ftse100 ha ceduto lo 0,85%. 

Segno meno anche a Piazza Affari dove il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 20.209 punti, in flessione dello 0,47%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 20.345 e un minimo a 20.157 punti.


L'indice si è mosso quest'oggi in un range quasi identico a quello delle ultime due sedute, senza violare supporti e resistenze di rilievo, non apportando dunque alcun elemento di novità al quadro grafico già delineatosi. 

Dopo la rottura di area 20.000, la spinta rialzista del Ftse Mib è stata frenata per ora dalla soglia dei 20.300/20.350 punti, la cui tenuta al momento non ha prodotto arretramenti degni di nota.



L'incertezza mostrata dall'indice su questi livelli, dove peraltro è stato chiuso un gap-down lasciato aperto ad ottobre scorso, non è motivo di grande preoccupazione per ora, ma lascia un po' pensare sulle possibilità di una prosecuzione degli acquisti nel breve.


Per assistere a nuovi rialzi sarà necessaria una rottura in tempi brevi di area 20.350, superata la quale si avrà un primo target in area 20.500. Al superamento di questo ostacolo il Ftse Mib metterà nel mirino la barriera intermedia dei 20.800 punti, prima di un approdo sulla soglia psicologica dei 21.000 punti.



Fino a quando le quotazioni non riusciranno a violare con decisione area 20.350/20.500, non sarà da escludere il pericolo di ritorni verso il basso. Conferme in tal senso giungeranno dalla rottura di area 20.150, sotto cui si assisterà ad un test dei 20.000 punti. 
In caso di cedimento di questo sostegno l'attenzione andrà rivolta ai 19.800/19.700 punti prima e in seguito all'area dei 19.500.

Sarà questo l'ultimo baluardo da difendere per evitare una flessione più amapia verso i 19.200/19.000 punti. 

Per l'ultima seduta della settimana non sono previsti aggiornamenti macro di rilievo in America, dove in agenda troviamo i discorsi di vari membri della Fed.


Si tratta di Richard Clarida, vice presidente della Banca Centrale americana, di John Williams, a capo della Fed di New York, di James Bullard, presidente della Fed di St.Louis, di Patrick Harker, a capo della Fed di Philadelphia, e di Randal Quarles, membro del Board guidato da Powell. 

In Europa si conoscerà il dato finale dell'inflazione che a gennaio dovrebbero evidenziare una variazione negativa dell'1%, in lieve recupero rispetto al calo dell'1,1% preliminare e in flessione in confronto alla lettura invariata di dicembre.

Per la versione "core" le attese parlano di un rialzo dell'1,2% su base annua, in aumento rispetto all'1% del mese precedente. 

In Germania si conoscerà il PIL dettagliato del quarto trimestre del 2018 per il quale si prevede una lettura sulla parità, in recupero in confronto al calo dello 0,2% dei tre mesi precedenti.

Sempre in Germania sarà reso noto l'indice IFO che a febbraio dovrebbe calare frazionalmente da 99,1 a 99 punti. 

Da segnalare nel pomeriggio un discorso del presidente della BCE, Mario Draghi, mentre a mercati chiusi è atteso da parte di Fitch l'aggiornamento del rating dell'Italia, attualmente pari a "BBB", con outlook negativo.



A Piazza Affari riflettori puntati su Italgas che presenterà i risultati dell'esercizio 2018. Alla prova dei conti anche Telecom Italia che presenterà anche il piano industriale 2019-2021. 

Da seguire anche Fca in vista dei dati sulle immatricolazioni di veicoli commerciali in Europa che saranno diffusi da Acea con riferimento al mese di gennaio.


In agenda un'assemblea di LVenture Capital per deliberare in merito all'aumento di capitale e alla nomina di un amministratore. 

Da seguire in mattinata l'asta dei CTZ con scadenza nel 2020 per un ammontare compreso tra 1,75 e 2,25 miliardi di euro, e saranno collocati anche i BTP indicizzati all'inflazione con scadenza nel 2023 e nel 2032 per un ammontare complessivo tra 750 milioni e 1,25 miliardi di euro.

Fonte: News Trend Online

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