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lunedì 25 febbraio 2019

Momento cruciale per l'Eurostoxx 50 secondo Elliott


Versione con grafici all'indirizzo http://ftaonline.com/blog/momento-cruciale-leurostoxx-50-secondo-elliott
Nella teoria delle onde di Elliott ci sono poche semplici regole la cui applicazione ci permette di capire in che tipo di movimento siamo, se una correzione o una tendenza, e quali possono essere i passi successivi, ovvero, se siamo in una correzione, se e' terminata, o se siamo in un trend (impulso), quanto puo' ancora durare.
Le regole sono universali, nel senso che possono essere applicate a qualsiasi time frame, ovviamente piu' si restringe l'orizzonte dell'analisi piu' la lora valenza e' anche operativa, mentre dilatando l'orizzonte dell'analisi la loro utilita' e' piu' votata allo studio prospettico del mercato. Il grafico dell'Eurostoxx di lungo periodo ci mostra un lungo rialzo dai minimi degli anni '80 (dell'altro secolo) ai massimi del 2000, un movimento che ha evidenti tratti di tendenza.

La fase successiva quindi e' una correzione. Le correzioni si sviluppano in tre segmenti, denominati con le lettere A, B e C.
Le correzioni sono principalmente di due tipi, "flat" o "zig zag", distinte, oltre che dalla forma (ma con esistono eccezioni che possono confondere le idee se ci si base solo sull'aspetto per identificarle, non tutti i "flat" ad esempio sono "piatti", quindi laterali, come il nome sembra suggerire), dalla loro struttura: il "flat" e' formato da 3 segmenti di 3-3-5 onde, lo "zig zag" da 5-3-5 onde.

In pratica le due correzioni differiscono solo per l'onda A, che nel "flat" e' in 3 onde, nello "zig zag" in 5. Dal 2000 abbiamo visto una veloce ribasso fino ai minimi del 2003, una risalita fino al picco del 2007, una nuova discesa, rapida come quella dal massimo del 2000, terminata all'inizio del 2009.
Questi tre segmenti, ribasso-rialzo-ribasso potrebbero aver completato l'ABC correttivo, quindi dai minimi del 2009 dovrebbe essere ripartito il trend rialzista, quello originato negli anni '80 (la discesa ha ritracciato circa il 78,6% del rialzo dai minimi del 1987).
Qualcuno potrebbe obiettare che il rialzo 2003-2007 e' apparentemente in 5 segmenti, quindi non potrebbe essere una B (che e' sempre in 3 onde).

Una piu' attenta osservazione del rialzo 2003-2007 mostra tuttavia che e' contenuto all'interno di un canale, cosa che quasi mai avviene nei movimenti in 5, dove almeno 1 onda e', di solito, piu' lunga delle altre, e quindi esce dal lato alto del canale in caso di un rialzo (come questo). E' poi possibile osservare che l'ampiezza del movimento di rialzo dai minimi del giugno 2006 ai massimi del giugno 2007 e' pari a 0,618 volte l'ampiezza del rialzo dai minimi di marzo 2003 ai massimi di aprile 2006, quindi la proporzionalita' dell'abc di onda B e' rispettata (l'ampiezza delle onde A e C di norma e' legata dai rappporti di Fibonacci).
Detto tutto questo e' possibile concentrarsi sul movimento visto dai minimi del 2009. Un'altra delle poche regole di base della teoria delle onde di Elliott e' che in un movimento in 5 onde, di quelli che formano quindi una tendenza nettamente orientata al rialzo o al ribasso (avrete notato che non solo le tendenze sono in 5 onde ma anche le onde A e C delle correzioni, la cosa puo' confondere un po' all'inizio ma basta pensare che ogni movimento e' figlio di uno di ordine superiore e padre di uno di ordine inferiore, quindi quella che una correzione di un ciclo di lungo periodo puo' essere una tendenza in uno di medio termine al cui interno troveremo a sua volta tendenze e correzioni di ordine minore, e questo in teoria all'infinito, con la riduzione del time frame), in un rialzo, il minimo di onda 4 NON puo' scendere al di sotto del massimo di onda 1 (regola dell'OVERLAP, in un ribasso invece il massimo di onda 4 non puo' salire oltre il minimo di onda 1).

Dal 2009 abbiamo visto un rialzo, fino al 2010, un ribasso, fino al 2011, un nuovo rialzo, fino al massimo del 2015, un ribasso fino al "doppio minimo" del 2016.

Sarebbe bello poter contare questo "swing" come un 1,2,3,4, il problema e' che i minimi del 2016 sono al di sotto dei massimi del 2010/2011, allineati sugli stessi livelli in area 3050. ERGO il movimento partito dai minimi del 2009 NON puo' essere contato come impulsivo, in 5 onde, ma deve essere contato in 3, quindi deve fare parte di una CORREZIONE.
Il che ci costringe a dire che il movimento dal massimo del 2000 al minimo del 2009 non e' l'ABC correttivo del rialzo dai minimi degli anni '80, ma solo l'onda A, formata a sua volta da una a, una b e una c, alla quale si e' attaccata una B, partita dai minimi del 2009. Tralasciando per un momento il conteggio di questa onda B, rialzo successivo al ribasso 2000-2009, dobbiamo quindi introdurre nel nostro schema una onda C, che si sviluppera' in futuro, che dovra' concludere il terzetto partito nel 2000.
Una onda C che dovra' per forza di cose essere ribassista. E' quindi cruciale capire quando finira' l'onda B, perche' a quel punto potrebbe partire una C, simile alla A, che ha impiegato 9 anni circa per completarsi e che ha comportato una perdita di valore dell'indice del 68% circa dai massimi ai minimi (per fortuna la A e la C sono legate dai rapporti di Fibonacci, quindi la C potrebbe anche essere solo una frazione della A, ad esempio il 38,6% o il 50%).
Ma questa B, rialzista, fino a quando potra' durare? Il movimento dal 2009 al 2015 e' chiaramente correttivo, in 3 segmenti, cosi' come quello che lo ha seguito, fino ai minimi del dicembre 2018 (candela settimanale finita il 28 dicembre un clamoroso esempio di "martello").
Questi due terzetti potrebbero essere la onda a e onda b di onda B.

Il rialzo partito a dicembre 2018 potrebbe quindi essere onda c della onda B (sembra complicato, semplicemente si tratta dell'ultimo segmento che concluderebbe il terzetto).
Se cosi' fosse potremmo aspettarci ora un rialzo, in 5 segmenti (l'onda C e' sempre in 5 indipendentemente dal tipo di correzione) con obiettivi proporzionali alla proiezione di onda a di B, quindi a 3700, oppure 3900 oppure 4200 punti.
La sicurezza che siamo in onda c di B sarebbe venuta proprio il 22 febbraio grazie al superamento del minimo della settimana terminata il 29 marzo 2018 a 3262 circa (close il 22 febbraio 2019 a 3270,55). Questo perche', per la regola dell'OVERLAP, adesso non e' piu' possibile contare il rialzo dai minimi di fine 2018 come onda 4 di un ipotetico impulso partito a inizio 2018.
Prudentemente meglio aspettare comunque almeno un'altra chiusura di settimana oltre i 3300 punti per dire che per il medio periodo il peggio e' alle spalle. Attenzione poi che in ogni caso questa ipotetica onda c di B sara' in 5 segmenti, 3 rialzisti, dei quali il primo sarebbe in corso, ma 2 ribassisti, quindi presto o tardi una correzione, anche profonda, del rialzo da inizio anno, partira'.
Ma se prima i prezzi saranno saliti oltre area 3300 sara' abbastanza sicuro adottare una strategia "buy on the dips" in attesa dello sviluppo di una onda 3 di c di B di probabile forte rialzo. In quel caso evitare tuttavia di fare l'errore di credere che questo sia un rialzo destinato a durare, ricordare che molto probabilmente, o da 3700, oppure da 3900 oppure dai 4200 punti potrebbe ripartire una stagione prolungata di ribassi, la famosa onda C che ancora manca a concludere il ribasso partito nel 2000.

Se invece i prezzi non si porteranno al di sopra dei 3300 punti ci sara' un rischio elevato di vedere ribassi o a 2900 o a 2550, per concludere la onda b di B, prima che parta la c di B rialzista.
La settimana appena conclusa ci ha portato quindi su livelli cruciali. Occhi aperti, sopra 3300 o sotto 3150 si potrebbe decidere il destino almeno dei prossimi mesi del mercato.
Sempre con la consapevolezza che nei prossimi anni c'e' un elevato rischio di sviluppo di una prolungata fase ribassista. A questo punto non resta altro che stampare e conservare questa analisi per vedere quanto vale la teoria di Elliott...
(AM - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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