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giovedì 14 febbraio 2019

Bond oggi: nuove emissioni, facciamo il punto


Periodo stimolante per il mercato obbligazionario in termini di nuove emissioni, sia sul fronte “Otc” sia su quello regolamentato di casa nostra. Cominciamo dal secondo, che più attira l’investitore medio italiano.

Sul Mot un po’ di tutto a piccoli tagli

Del suo debutto si è già scritto al momento della relativa asta ma dal 6 febbraio è quotato su Borsa Italiana: il Grecia 3,45% scadenza 2/4/2024 in euro (Isin GR0114031561 – taglio 1.000).

E’ salito in pochi giorni alla quotazione di 101, con volumi però marginali. Nel frattempo tocca i massimi il Ggb - sigla di identificazione dei bond greci - Tf 3,5% Ge23 Eur (Isin GR0114030555 – taglio 1.000), che sta per raggiungere i 104 contro i minimi di maggio 2018 a 98.
  • Ancora nell’ambito dei governativi l’esordiente Belgio 2050, un tasso fisso 1,7% (Isin BE0000348574 – taglio 1.000), da poco sopra 100 è sceso progressivamente verso i 99,7 di ieri.

    I contratti giornalieri sono molto limitati, come avviene per vari altri titoli di Stato lunghissimi ma si tratta di bond da seguire per la variabilità delle quotazioni in presenza di possibili tensioni di politica monetaria, essendo assai esposti come “duration”.
  • Appartiene pure alla categoria delle obbligazioni a basso lotto, sebbene nominalmente non lo sembri, il Banca Mondiale (World Bank) 6,25% scadenza 2022 in rupie indonesiane (Isin XS1941773647).
    Fa parte della serie Sustainable, la cui raccolta è destinata a iniziative di natura ambientale. Non ci si faccia tradire dal taglio minimo di 15 milioni di Idr, perché tradotto in euro equivale a soli 933 €, dato il rapporto di cambio 1 Eur = 16.075 Idr. Si acquista per ora poco sotto la pari, sebbene sul book i buy si espongano leggermente al ribasso, ovvero da 99,2 a 98,5.
  • Sul fronte italiano segnaliamo il nuovo Cct Euribor 6 mesi + 1,85% scadenza gennaio 2025 (Isin IT0005359846 – taglio 1.000), che in pochi giorni ha evidenziato una non trascurabile volatilità, passando dai 99,49 della prima seduta sul Mot al minimo di 96,7, per poi risalire ai 98,1 di ieri.

    Con uno spread sull’Euribor di 185 punti garantisce rendimenti confrontabili con quelli di un tasso fisso su identica scadenza.
  • Su Tlx è sbarcato un nuovo subordinato di Generali, emittente da seguire sempre con attenzione, sebbene proponga unicamente tagli elevati. Si posiziona infatti a 100.000 euro il 3,875% Sub 29ge29 (Isin XS1941841311), che sta quotando sulla pari con rendimento netto (extra fisco) del 2,88%.
  • E’ la valuta più soggetta a possibili pressioni rialziste o ribassiste in funzione delle decisioni finali relative alla Brexit: la sterlina inglese si contraddistingue per elevata volatilità e ha raccolto forte interesse da parte degli emittenti, nella maggior parte dei casi strutturati però su bond a taglio elevato.

    Una delle poche eccezioni riguarda il nuovo Bei 0,875% scadenza 15/12/2023 (Isin XS1679039328 – taglio 1.000), sceso sul secondario sotto 100, con minimi anche a 98. Va seguito in termini di performance della divisa.

Sull’“Otc” protagonista sempre il dollaro

Altria Group forse dice poco come nome.
In realtà è uno dei maggiori gruppi del mondo in settori quali alimentari, tabacco e bibite, trattandosi della trasformazione di Philip Morris Company. Con esordio sul secondario nella seduta di oggi, è degna di attenzione una mega operazione obbligazionaria in dollari, che prevede varie emissioni, con scadenza dal 2022 al 2059.

In totale sono ben sei diverse “tranche”, con cedole dal 3,49% al 6,2%. Il rating attuale è BBB; si tratta quindi di un classico “investment grade”, interessante perché i tagli di tutte si limitano a 2.000 $, perseguendo la buona abitudine Usa di proporsi al “retail”.
Vediamo i due estremi. La 2022 (Isin US02209SBA06) è una senior dall’importo di 1 miliardo di $ con cedola 3,49%, quindi di circa 100 punti base in più rispetto al Treasury triennale (yield attuale 2,52%). La 2059 (Isin US02209SBG75) è pure una senior, meno importante come importo (500 milioni di $), con cedola 6,2%, corrispondente a un netto maggiore rendimento in confronto a un trentennale Usa – poiché non esiste un quarantennale – il cui yield supera di poco il 3%.

Occorre attendere la valutazione sul secondario per esprimere un giudizio ma l’operazione di Altria si annuncia utile per diversificare sui vari punti della curva, visto che le altre emissioni hanno scadenze 2024, 2026, 2029 e 2039.
  • Il leader francese petrolifero Total si è proposto sul mercato con il 3,455% scadenza 19feb2029 in dollari (Isin US89153VAQ23 – taglio 2.000) dall’ammontare di 1,25 miliardi, che si muove sul secondario poco sotto la pari.
  • Infine l’emittente governativo Usa ha esposto un nuovo trentennale a tasso fisso: si tratta del 3% scadenza 2049 (Isin US912810SF66 – taglio 1.000, sebbene nominalmente 100), dal super ammontare di 23,5 miliardi di $.

    E’ già quotato su varie Borse tedesche, dove prezza sui 99,3. 
Fonte: News Trend Online

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