-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

lunedì 14 gennaio 2019

Vecchie conoscenze. Il focus sui mercati


Hans-Jörg Naumer, Global Head of Capital Markets & Thematic Research di Allianz Gi, spiega che nel 2019 avremo ancora a che fare con tre vecchie conoscenze: geopolitica, politica monetaria e congiuntura globale. I primi giorni di scambi ce lo hanno già confermato.
Geopolitica - Il contesto geopolitico resta sicuramente una fonte di incertezza.

La Brexit si avvicina, il bilancio italiano continua a preoccupare, il conflitto commerciale sta per entrare in una nuova fase… con ogni probabilità i mercati azionari rimarranno volatili.
Congiuntura - In termini congiunturali ci troviamo nella fase avanzata del ciclo, in presenza di un’inflazione core tendente al rialzo.
Insieme ai segnali di generale indebolimento dell’economia si osservano differenze a livello di area geografica. L’economia USA si conferma il motore della crescita mondiale, considerando la piena occupazione e le conseguenti pressioni salariali, mentre l’espansione del Giappone è complessivamente insignificante e nell’Eurozona la ripresa sta perdendo slancio.
Politica monetaria - La Federal Reserve statunitense (Fed) dovrebbe continuare ad alzare i tassi di interesse, probabilmente in modo più regolare di quanto previsto dal mercato monetario, che ormai per il nuovo anno sembra non scontare alcun inasprimento.

Quanto alla Banca Centrale Europea (BCE), ci si aspetta un primo rialzo dei tassi. Una simile mossa proverebbe che l’istituto è sufficientemente positivo da proseguire nel percorso di uscita dalla “modalità crisi”. Al contrario, la Bank of Japan (BoJ) dovrebbe mantenere la linea attendista.
Sembra quindi che ci stiamo dirigendo verso un’altra fase di incertezza sui mercati azionari, e sarà importante continuare ad affidarsi alla gestione attiva.

Una buona notizia comunque è che, dopo la correzione delle quotazioni, le valutazioni azionarie sono migliorate.
Del resto, che affrontare le incertezze sui mercati azionari non paghi (come nel 2018), è più un’eccezione che la regola - spiega Hans-Jörg Naumer -.
Prendiamo ad esempio l’indice S&P 500: dal 1826 il mercato USA ha registrato 137 anni di performance positive e 58 di performance negative. Quanto al mercato azionario tedesco, lo storico del DAX dal 1955 mostra rendimenti positivi in 44 anni su 64. Naturalmente la performance passata non è garanzia dei risultati futuri, ma la storia conferma quello che insegnano i libri: chi non ha il coraggio di rischiare non ottiene premi per il rischio, o, in altre parole, non beneficia degli extra rendimenti rispetto agli investimenti risk-free.

Azioni Europa

Il tasso di crescita economica dell’Area Euro sta rallentando, senza ancora nessun segnale di raggiungimento di un punto di svolta - spiega Hans-Jörg Naumer -.

Tale tendenza emerge anche dall’indice dei responsabili degli acquisti (PMI), che è fortemente correlato con il prodotto interno lordo (PIL) e continua a scendere.
L’economia britannica attraversa già da tempo una fase di rallentamento strutturale. Nel terzo trimestre il PIL è comunque salito dello 0,6%, con un tasso di crescita annua moderato pari all’1,5%.
La Brexit si conferma una fonte di costante incertezza che peserà sull’economia UK anche nei prossimi mesi.

Azioni USA

Gli Stati Uniti possono essere considerati il motore dell’economia mondiale, nonostante un certo rallentamento del momentum.
Nonostante la crescita del PIL nel terzo trimestre sia ancora solida, i dati sulla costituzione di scorte tuttavia impattano sulle previsioni per i prossimi trimestri.

Il mercato del lavoro dovrebbe continuare a sostenere i consumi.
La dinamica degli utili aziendali e il quadro congiunturale risultano migliori rispetto a quelli di altre aree geografiche. L’andamento degli utili dovrebbe tuttavia aver superato il picco.

Azioni Giappone

Nel terzo trimestre il PIL giapponese ha risentito delle catastrofi naturali, cedendo lo 0,3% e portando il tasso annuo a un modesto 0,4% (dal precedente 1,4%) - spiega Hans-Jörg Naumer -.
Nell’ultimo trimestre dell’anno si attende un parziale recupero.
Indipendentemente dalla dinamica positiva dei prezzi al consumo, sembra ancora troppo presto per parlare di un miglioramento sostenibile dell’inflazione giapponese, poiché le prospettive per il tasso core restano contenute.

La Bank of Japan (BoJ) potrebbe pertanto confermare la politica monetaria estremamente accomodante, soprattutto per ancorare le attese inflazionistiche in vista del prossimo aumento dell’IVA (ottobre 2019).
Gli investimenti limitati delle aziende giapponesi influiscono negativamente sulle previsioni di crescita a medio termine.
La bilancia delle partite correnti è però sostenuta da uno Yen relativamente debole.

Azioni mercati emergenti

Il tasso di espansione della Cina potrebbe perdere ulteriore slancio nei prossimi mesi. Nuove restrizioni alla concessione di crediti e le attuali tensioni commerciali alimentano i rischi al ribasso.

Se necessario, il governo potrebbe ricorrere a misure di politica fiscale.
I mercati azionari emergenti essenzialmente risentono del rafforzamento del dollaro USA, della guerra dei dazi e dei rischi specifici legati ai singoli Paesi. Anche la lenta decelerazione del momentum economico nei Paesi avanzati non aiuta.
Nel breve periodo, un fattore di stabilizzazione potrebbe essere rappresentato dall’andamento della valuta statunitense.

Settori

Nella fase finale del ciclo azionario, generalmente è opportuno ridurre il rischio - spiega Hans-Jörg Naumer -. Alcuni settori e stili di investimento che hanno sovraperformato negli ultimi anni (soprattutto titoli growth e tecnologia) risultano ora vulnerabili in termini di valutazioni.
Tuttavia, sembra prematuro adottare un posizionamento estremamente difensivo come in caso di imminente recessione.

Tema di investimento: Piani di risparmio

Le fluttuazioni delle quotazioni (volatilità) possono provocare problemi agli investitori non solo nelle transazioni quotidiane sul mercato - spiega Hans-Jörg Naumer -.

Anche nel caso degli investimenti a lunga scadenza, i rendimenti attesi dipendono essenzialmente dai prezzi cui sono stati effettuati gli acquisti.
Per far fronte ai periodi di debolezza del mercato azionario, è consigliabile investire in un’ottica di lungo periodo. In tal modo ai vantaggi di un risparmio a lungo termine (fattore temporale) si sommano quelli del costo medio di acquisto, con la possibilità di adottare un approccio anticiclico.
Un piano di risparmio può essere molto versatile, sia con riferimento alla scelta degli strumenti di investimento che all’ammontare dell’importo da versare periodicamente.

I titoli azionari e obbligazionari non sono le uniche destinazioni possibili per i nostri risparmi: ci si può avvalere, ad esempio, anche di strumenti multi asset, ovvero che investono in più asset class. Oltre ai contributi di piccole/medie dimensioni finalizzati all’accrescimento del patrimonio, è possibile investire anche somme più consistenti, ad esempio per un periodo di tempo prefissato al fine di ridurre una quota eccessiva di conti correnti bancari a favore della costruzione di una posizione azionaria.

Obbligazioni in Euro

A fronte dell’attuale politica monetaria e della reflazione in atto, i rendimenti dei governativi dell’Eurozona (Paesi core) dovrebbero registrare un moderato incremento.

Risulta quindi consigliabile ridurre la duration.
Le obbligazioni governative dei Paesi periferici dovrebbero invece risentire ancora dei rischi politici. Il dibattito sul bilancio fra la Commissione Europea e l’Italia si è placato, ma solo temporaneamente.

Obbligazioni internazionali

Il rialzo ciclico dei rendimenti dei titoli governativi USA dovuto alla modifica del “policy mix” (politica monetaria più restrittiva, politica fiscale più espansiva) e a valutazioni ambiziose dovrebbe proseguire.
Hans-Jörg Naumer si aspetta inoltre che continui il trend di appiattimento della curva dei rendimenti statunitense.

Il mercato monetario USA non sembra scontare adeguatamente le attese di rialzo dei tassi. In Giappone, i rendimenti dovrebbero mantenersi modesti.

Obbligazioni mercati emergenti

Alcuni fattori strutturali negativi, tra cui il maggiore indebitamento, il minore potenziale di crescita in molti Paesi emergenti e le tendenze protezionistiche negli USA, hanno determinato un peggioramento delle prospettive di lungo periodo dei titoli governativi delle aree emergenti.
L’asset class risente inoltre dei rischi specifici dei singoli Paesi (fra cui Turchia, Argentina e Brasile) e delle attese di una politica monetaria meno espansiva negli USA nel medio periodo.

Obbligazioni societarie

Le obbligazioni investment grad Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.