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venerdì 11 gennaio 2019

Unicredit studia dossier Carige. Broker: deal con vari ostacoli


Anche quest'ultima seduta della settimana viene vissuta in positivo da Unicredit che, dopo aver guadagnato oltre un punto percentuale ieri, si apprezza per la terza giornata consecutiva. Il titolo ha mostrato qualche incertezza nelle battute iniziali, salvo poi posizionarsi al di sopra della parità, con un movimento in controtendenza rispetto al mercato e agli altri protagonisti del settore bancario, tra i quali riesce a strappare il segno più solo Mediobanca insieme a Unicredit.
Negli ultimi minuti il titolo viene scambiato a 10,538 euro, con un progresso dello 0,29% e oltre 5 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a più di 15 milioni di pezzi.

Unicredit potrebbe valutare l'acquisizione di Carige a certe condizioni

A richiamare l'attenzione su Unicredit contribuiscono oggi le indicazioni riportate dalla stampa e in particolare da Milano Finanza che riprende indiscrezioni già circolate nei giorni scorsi, secondo cui il gruppo guidato da Mustier potrebbe considerazione l'acquisizione di Banca Carige, ma solo a determinate condizioni.
In più di un'occasione Unicredit ha declinato gli inviti del Governo, delle autorità e degli advisor della banca ligure, respingendo la proposta di un acquisto a condizioni di mercato.
Un'acquisizione potrebbe anche essere valutata, a condizione però che venga in gran parte replicato lo stesso schema adottato da Intesa Sanpaolo per le due banche venete, rilevate grazie ad una ricca dote statale che copriva la pulizia del bilancio e gli esodi del personale.

Cosa prevedeva lo schema di Intesa per le due banche venete

Gli analisti ricordano che la strada seguita da Intesa Sanpaolo prevede la creazione di uno schema good-bad bank con acquisizione esclusivamente del portafoglio di performing loans.
Inoltre era contemplata una contribuzione da parte dello Stato a Intesa Sanpaolo di 3,5 miliardi di euro per rendere l’operazione neutra dal punto di vista dei ratio patrimoniali, più ulteriori 1,3 miliardi di euro per finanziare gli oneri di ristrutturazione.
Infine lo schema per le due banche venete prevedeva una put option su 4 miliardi di euro di crediti performing ad alto rischio e 1,5 miliardi di garanzie su litigation.

Problemi di combinazione: i dubbi di Equita

Un'eventuale acquisizione di Banca Carige da parte di Unicredit deve però fare i conti con una serie di ostacoli che rendono difficile la realizzazione di un simile progetto.
In primis c'è il problema della combinazione e per gli analisti di Equita SIM è molto improbabile che Unicredit o un altro candidato all'acquisto, possa ottenere condizioni simili a quelle di Intesa Sanpaolo.
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Questo perchè la banca ligure, a differenza delle Venete, e? considerata banca sistemica quindi un intervento di questo tipo non avrebbe l’ok della UE in quanto distorcerebbe la concorrenza.
Per gli esperti inoltre, dato che Unicredit e? 35 volte piu? grande di Banca Carige, anche senza contributo pubblico l’acquisizione sarebbe sostanzialmente neutra sui ratio patrimoniali, ipotizzando 250 milioni di euro di oneri di ristrutturazione e la cessione di 2,5 miliardi di euro di esposizioni non performanti della banca ligure, con 400 milioni di euro di perdita.
Il Common Equity Tier 1 di Unicredit scenderebbe di 10 punti base dall'11,8% all'11,7%, mentre l’NPE ratio resterebbe stabile all'8,4%.

Analisti: un deal con poche probabilità di realizzazione

Dal punto di vista strategico gli analisti di Equita SIM non condividono l’operazione in quanto aumenterebbe, seppur marginalmente, l’esposizione di Unicredit al mercato domestico, nel quale e? in atto una profonda rivisitazione del modello attraverso la chiusura delle filiali e la riduzione del personale.
Le dimensioni contenute dell’operazione non giustificherebbero inoltre l’impegno manageriale che comunque e? necessario per la realizzazione del deal.
Per queste ragioni la SIM milanese crede che le probabilita? che il deal possa concretizzarsi siano abbastanza ridotte.

In attesa di novità confermano la raccomandazione "buy" su Unicredit, con un prezzo obiettivo a 17,8 euro.

Le difficoltà segnalate da Mediobanca e Kepler Cheuvreux

Secondo Mediobanca un'acquisizione sul modello di Intesa Sanpaolo con le banche venete può avere un senso, ma prima sarà necessario procedere ad un aumento di capitale di Banca Carige e il problema sarà vedere chi lo sottoscriverà.
Un altro ostacolo è quello sollevato da Kepler Cheuvreux relativamente al calo dei requisiti di solidità della banca ligure in conseguenza di una cessione in tempi rapidi di una rilevante entità di esposizioni non performanti.
Il broker calcola che 2 miliardi di euro di cessioni farebbero scendere l'NPE ratio al 5%, costringendo ad accantonamenti extra per 130 milioni di euro.
Gli analisti pongono inoltre l'accento sui nuovi requisiti patrimoniali che saranno inviati dalla BCE a fine gennaio, che dovrebbero essere più alti rispetto a quelli dello scorso anno.
Fonte: News Trend Online

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