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lunedì 28 gennaio 2019

Unicredit e Intesa al test dei conti. Attese e strategie broker


A poco più di mezz'ora dalla chiusura delle contrattazioni odierne, a Piazza Affari il sentiment si conferma negativo, complice anche l'andamento pesante di alcuni big tra le blue chips. Uno di questi è senza dubbio Unicredit che dopo tre sedute consecutive in salita e, dopo aver archiviato la sessione di venerdì scorso con un rally di oltre tre punti percentuali, quest'oggi viene colpito da forti vendite, accusando la peggiore performance nel comparto di riferimento e scivolando nella penultima posizione tra le blue chips.

Il titolo negli ultimi minuti passa di mano a 10,734 euro, con un ribasso del 2,44% e oltre 10,5 milioni di azioni trattate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a più di 14 milioni di pezzi. 
Si difende meglio Intesa Sanpaolo che dopo aver performato meno bene di Unicredit nelle ultime sedute, oggi limita le perdite allo 0,7%, a quota 2,05 euro, con oltre 73 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, rispetto alla media degli ultimi 30 giorni pari a circa 107 milioni di pezzi.



Unicredit e Intesa Sanpaolo, al pari degli altri temi del comparto, non riescono a beneficiare delle indicazioni arrivate da Rbc, i cui analisti in una nota diffusa oggi hanno evidenziato che a loro dire i titoli bancari sono scesi troppo a Piazza Affari, in relazione alla loro performance operativa.

Gli esperti parlano di rischi politici più contenuti in Italia dopo l'intesa sulla legge di bilancio 2019 raggiunta a dicembre con l'Unione europea. 
Anche alla luce di ciò Rbc si aspetta un recupero dei bancari, tra i quali viene confermata come top pick Unicredit, con una raccomandazione "outperform" e un prezzo obiettivo a 17 euro.


Più cauta invece la view su Intesa Sanpaolo, coperto con un rating "sector perform" e un target price a 2,3 euro, con un margine di upside potenziale ben più contenuto rispetto a quello indicato per Unicredit. 

Intanto i due big del comparto restano sotto i riflettori del mercato in vista dei risultati del quarto trimestre e dell'intero 2018 che saranno diffusi la prossima settimana e precisamente il 5 febbraio da Intesa Sanpaolo e due giorni dopo da Unicredit.



Gli analisti di KBW si aspettano in generale per il settore bancario dei risultati in linea con i recenti trend, ossia margini di guadagno dall'attività bancaria classica sotto pressione, per via dello scenario macro in Italia e dello spread, con un focus sempre rivolto ai crediti non performanti.


Per quanto riguarda in particolare Unicredit, le attese del broker per il quarto trimestre parlano di un utile operative e di un net interest income pari rispettivamente a 2,23 e a 2,766 miliardi di euro, in entrambi i casi al di sopra del consensus. 
I ricavi totali sono visti a 4,934 miliardi di euro, mentre le commissioni nette dovrebbero attestarsi a 1,709 miliardi, al di sopra degli 1,683 miliardi previsti dalla comunità finanziaria.


Kbw si aspetta inoltre costi complessivi pari a 2,705 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 2,591 miliardi dei tre mesi precedenti.
Gli accantonamenti sono stimati a 1,284 miliardi euro, al di sopra degli 1,24 miliardi del consensus e di conseguenza l'utile netto finale dovrebbe attestarsi a 149 milioni di euro, considerando che secondo il broker su questa voce dovrebbero pesare maggiori tasse.


Infine, quanto ai coefficienti patrimoniali, il Common Equity Tier 1 ratio dovrebbe calare dal 12,11% all'11,98%, con un rapporto cost-income in salita al 55% rispetto al 54% della fine del terzo trimestre. 
In attesa dei dati ufficiali di Unicredit, gli analisti di KBW confermano il titolo quale loro top pick nel settore bancario, con una raccomandazione "outperform".



Meno entusiastica la view su Intesa Sanpaolo che per il broker americano merita un rating "market perform", con un target price a 2,04 euro. 

Quanto alle attese per il quarto trimestre del 2018, Kbw prevede un utile a 985 milioni di euro, in calo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente pari a 1,428 miliardi.
L'utile operativo dovrebbe attestarsi a 1,649 miliardi e l'utile prima delle tasse ridursi a 1,203 miliardi, contro gli 1,536 miliardi degli ultimi tre mesi del 2017. 
Sono attesi in flessione anche i ricavi da 4,713 a 4,226 miliardi di euro, mentre il margine di interesse è visto a 1,818 miliardi, rispetto agli 1,837 miliardi del quarto trimestre 2017.


A differenza di Unicredit, per Intesa Sanpaolo si prevede una flessione dei costi totali da 2,674 a 2,576 miliardi di euro. 
Infine, il cost/income ratio è previsto al 61% rispetto al 56,7% di fine 2017 e in confronto al 54% registrato nel terzo trimestre 2018.
Fonte: News Trend Online

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