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lunedì 28 gennaio 2019

Shutdown solo rimandato. Il peggio deve ancora venire?


Sembra proprio che le voci riguardanti la soluzione dello shutdown siano state confermate.

Politica: resta la tensione

Ma il problema, stando a quanto trapelato, non sarebbe risolto, solo rimandato.
Il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato che il blocco amministrativo, arrivato al 35esimo giorno, è in via di risoluzione. Gli 800mila dipendenti federali potranno quindi tornare a lavorare e a percepire uno stipendio. Ma solo fino al 15 febbraio. Infatti l’intesa raggiunta copre i costi di gestione della cosa pubblica solo per tre settimane.
Una conferma, questa, delle tensioni che permangono all’interno della politica Usa.

Tensioni che si abbattono sempre più spesso e continueranno a farlo creando sempre maggiore incertezza. Infatti è proprio Trump ad avvertire di nuovo: o arrivano i fondi per la costruzione del muro con il Messico oppure ci sarà un altro stop tra tre settimane. Ma il peggio potrebbe ancora dover venire.
Nello specifico si tratta di una Spada di Damocle che incombe da tempo su tutta la questione.

Bypassare il Congresso

Stando ai poteri conferitigli per Legge, il presidente potrebbe anche arrivare a proclamare lo stato di emergenza nazionale. Così facendo, infatti, riuscirebbe ad ottenere i fondi come misure di finanziamento speciale dal Pentagono.

Il risultato sarebbe, di fatto, il raggiungimento dello scopo, ovvero la costruzione del muro al confine con il Messico. Non solo, ma ciò porterebbe anche a bypassare il Congresso. Tutto questo alimenterebbe lo scontro tra i democratici in maggioranza alla Camera e l’inquilino della Casa Bianca.
Il problema è che i dem, capeggiati dalla speaker della Camera Nancy Pelosi, hanno la maggioranza in questo ramo del Congresso.
Il che porterebbe allo stallo di molti provvedimenti e riforme. Ed è proprio uno scontro con Nancy Pelosi ad aver bloccato la partecipazione della delegazione statunitense al World Economic Forum di Davos: La speaker si è vista negare l’aereo di stato per un viaggio in Afghanistan, ufficialmente per mancanza di personale.

Ufficiosamente per vendetta a causa della sua richiesta a Trump di rimandare il discorso sullo stato dell’Unione per mancanza di misure di sicurezza adeguate per l’occasione. Ma negando l’aere di stato alla Pelosi, Trump non ha potuto invece concederlo alla delegazione statunitense diretta a Davos.  

Il Pil

Intanto si resta in attesa di vedere le conseguenze di quanto finora provocato dallo shutdown.
Prima di tutto di quello 0,13% di costi settimanali derivanti dalle conseguenze del blocco.
In secondo luogo delle conseguenze sui consumi mancati e sulle mancate entrate delle multinazionali. Chi, infatti, è rimasto a casa senza stipendio o peggio ancora è dovuto andare a lavorare senza paga, non ha potuto nè effettuare nè pianificare acquisti.

Problema non indifferente in una nazione in cui: il Pil dipende per i tre quarti dai consumi privati. Non solo, ma sempre a proposito di Pil il peso dello shutdown potrebbe essere arrivato allo 0,5%. Aggravando le paure di una possibile recessione in arrivo.
Fonte: News Trend Online

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