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venerdì 11 gennaio 2019

Shutdown: in arrivo un conto da $13 miliardi al mese


Lo shutdown si avvia al 22esimo giorno e nessuna delle due parti in causa sembra voler arretrare di un millimetro.

Il casus belli

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump pretende lo stanziamento dei fondi per la costruzione del muro al confine con il Messico arrivando a minacciare la dichiarazione dello stato di emergenza.
Un escamotage che gli permetterebbe di usare i fondi del Pentagono scavalcando di fatto il Congresso. Dall’altro lato, però, la Camera a maggioranza democratica dal 3 gennaio, si rifiuta di approvare ogni finanziamento al progetto. Al centro la manovra finanziaria che dovrà sancire anche il tetto del debito che, negli Usa, deve avere il nulla osta del Congresso.

Non avendo approvato i bilanci di spesa molti uffici amministrativi si sono trovati costretti a chiudere. Risultato: 800mila dipendenti statali a casa senza stipendio.

L'onda d'urto

Ma l'impatto di tutto questo si espanderà ben oltre. Prima di tutto partendo dal rating.
Di qualche giorno fa la notizia di Fitch, l’agenzia di rating, pronta ad un downgrade sul giudizio di credito statunitense qualora lo shutdown dovesse proseguire. Intanto però il conto rischia di salire ed essere molto salato. Quanto? Le stime del capo dei consiglieri economici della Casa Bianca parla di circa 1,2 miliardi di dollari alla settimana mentre altre disegnano un quadro ben peggiore, qualcosa come $ 13 miliardi al mese, o $ 430 milioni al giorno.

Il risultato include non solo i salari non pagati per i dipendenti pubblici  ma anche i programmi federali di assistenza al reddito che potrebbero presto esaurirsi. Ma allo stesso tempo si escludono le agenzie governative minori.

Il pericolo fame

Il peggio, però, potrebbe vedersi a febbraio.
In quell’occasione, infatti, saranno esauriti i fondi per il Supplemental Nutrition Assistance Program (SNAP) ovvero un ramo del Dipartimento dell'Agricoltura che fornisce assistenza alimentare agli americani a basso reddito o addirittura privi. Si tratta di famiglie numerose che dipendono letteralmente dai sussidi statali.

Tradotto in numeri si parla di 40 milioni di persone che rischiano la fame. Come in un paese del terzo mondo. Ma l’onda d’urto potrebbe essere anche peggiore.

L'impatto sui consumi

Gli americani a casa senza salario non saranno in grado a loro volta di comprare.
Il che porterà ad un drastico calo dei consumi, in un anazione che dpende dai consumi privati per il 70% del Pil. E ancora: il settore immobiliare. Niente stipendio, niente pagamento delle rate del mutuo. Ma anche nessuna concessione di prestiti e finanziamenti.
Intanto una conseguenza a livello diplomatico si è già avuta.

Il presidente usa Donald Trump non andrà al World Economic Forum di Davos. Il motivo? L’“intransigenza dei democratici” come ha spiegato lui stesso su Twitter annunciando ufficialmente la sua decisione. La partecipazione era prevista per il meeting previsto nella cittadina svizzera dal 22 al 25 gennaio.
 
Fonte: News Trend Online

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