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lunedì 28 gennaio 2019

Piazza Affari incassa il colpo: sell-off su CNH, male Unicredit


Brutto avvio di settimana a Piazza Affari che dopo due sedute consecutive in salita, nelle quali l'indice delle blue chips ha guadagnato circa il 2%, è tornata a perdere terreno oggi, restituendo circa la metà di questo vantaggio. 
La seduta è partita già con il segno meno, che ha dominato la scena per l'intera giornata, con un andamento discendente che si è accentuato dal primo pomeriggio, complice anche la flessione accusata da Wall Street.


La giornata non è stata scandita da dati macro di rilievo in Europa e in America è stato diffuso solo l'indice Cfnai di dicembre, salito da 0,21 a 0,27 punti, battendo le stime degli analisti fissate a 0,25 punti. 
Un aggiornamento che non ha avuto alcuna eco sul mercato, la cui attenzione è stata catalizzata dall'audizione del presidente Draghi al Parlamento.

Un intervento dal quale, come era prevedibile, non sono arrivate novità degne di nota, visto che il numero uno dell'Eurotower ha ribadito la necessità di un stimolo monetario significativo, confermando al contempo che la BCE utilizzerà tutti gli strumenti in suo possesso se necessario.


Gli investitori hanno optato per la cautela in vista del voto di domani sul piano B della May per la Brexit e in attesa della ripresa delle trattative commerciali tra Stati Uniti e Cina mercoledì. 

Le vendite hanno avuto la meglio sulla scia dei segnali negativi arrivati da Wall Street, appesantita a sua volta dalle cattive notizie giunte da Nvidia e Caterpillar.



A fine sessione il Ftse Mib si è fermato a 19.608 punti, a poca distanza dai minimi intraday, con un ribasso dell'1,02%. 

Tra le blue chips salite in controtendenza troviamo Juventus FC con un progresso dell'1,73% all'indomani della vittoria della squadra bianconera contro la Lazio.

In rialzo dell'1,09% Azimut, ancora in salita dopo il rally delle ultime due sedute seguito alla novità del nuovo calcolo per le commissioni di performance. 

ENI ha ceduto quasi un punto, penalizzato dalla netta flessione del petrolio. Il titolo non è stato sostenuto dalla grande operazione realizzata ieri negli Emirati Arabi Uniti, dove è stato siglato un accordo per l'acquisizione del 20% di Adnoc Refining, a fronte di un esborso di 3,2 miliardi di dollari.



Si è fermato poco sotto la parità Telecom Italia, in calo dello 0,24%, nel giorno in cui Jefferies ha ribadito la raccomandazione "buy" sul titolo, tagliando per il prezzo obiettivo da 0,75 a 0,66 euro. 

Male il settore bancario con Unicredit in flessione del 2,75%, seguito da Banco BPM, Mediobanca e Bper Banca, tutti in calo di oltre l'1%, mentre Intesa Sanpaolo e Ubi Banca sono calati dello 0,92% e dello 0,29%.


Pesante CNH Industrial che ha lasciato sul parterre quasi il 4%, complice la deludente trimestrale di Caterpillar. 

STM ha perso il 2,23%, pagando pegno al forte calo accusato da Nvidia che ha rivisto al ribasso la guidance sui conti del quarto trimestre 2018.
Fonte: News Trend Online

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