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venerdì 4 gennaio 2019

Piazza Affari balza in avanti con notizie USA. FTSE MIB +3,37%


Piazza Affari balza in avanti con notizie USA. FTSE MIB +3,37%.
Mercati azionari europei brillanti. Wall Street in forte rialzo: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +2,6%, NASDAQ Composite +3,4%, Dow Jones Industrial +2,5%. Seduta euforica a Milano grazie alle notizie macro dagli USA e ai segnali di distensione Washington-Pechino: il FTSE MIB ha terminato a +3,37%, il FTSE Italia All-Share a +3,13%, il FTSE Italia Mid Cap a +1,61%, il FTSE Italia STAR a +2,02%.
*Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha osservato che i dati macroeconomici *pubblicati a inizio anno sembrano indicare un buono slancio dell'economia anche nel 2019.

Tuttavia ha promesso che la banca centrale adeguerà la propria politica monetaria in base all'andamento dell'economia nei prossimi mesi adeguandola nel caso di rallentamento inaspettato della crescita. Powell ha poi aggiunto che "non esiterebbe" a modificare la riduzione del bilancio se causasse problemi ai mercati finanziari.
Il numero uno della Fed ha affermato anche che non si dimetterebbe se il presidente USA Donald Trump lo chiedesse.
*BTP in flessione. *Il decennale rende il 2,89% (+3 bp rispetto alla chiusura precedente), lo spread sul Bund segna 268 bp (-1 bp) (dati MTS).
*Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA a dicembre i nuovi posti di lavoro, nei settori non agricoli, sono cresciuti *di 312 mila unita' da 176 mila unità precedenti (rivisto da 155 mila).

Il dato e' nettamente superiore alle attese degli analisti che si aspettavano una crescita di 178 mila impieghi. Markit Economics ha comunicato che negli Stati Uniti l'indice IHS PMI dei Servizi è sceso a 54,4 punti a dicembre da 54,7 punti precedenti risultando però superiore al consensus e alla lettura flash pari a 53,5 punti.
L'EIA (Energy Information Administration) ha comunicato che, nella settimana terminata lo scorso 28 dicembre, le scorte di petrolio negli USA sono aumentate di 7.000 barili. Le stime degli analisti erano fissate su un decremento pari a 3,086 milioni di barili. L'indice Markit PMI dell'attività economica del terziario nell'eurozona di dicembre ha indicato una flessione per il terzo mese consecutivo ed ha registrato il valore minimo in più di quattro anni.

Dopo aver calcolato i fattori stagionali, l'indice ha registrato 51,2, in calo da 53,4 di novembre. In base ai dati Eurostat la rilevazione preliminare sull'inflazione nell'Eurozona nel mese di dicembre si attesta a +1,6% su base annuale, inferiore alle attese degli analisti e alla rilevazione precedente, fissate rispettivamente all'1,8% e all'1,9%.
L'indice Core si attesta al +1% a/a dal +1% (consensus +1%). L'Istat rende noto che, secondo le stime preliminari, a dicembre 2018 in Italia l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,1% su base mensile e aumenta dell'1,1% su base annua (in rallentamento, da +1,6% del mese precedente).

In Germania nel mese di dicembre il tasso di disoccupazione si e' attestato al 5%, risultando pari alle attese e alla rilevazione precedente. Il numero di disoccupati e' diminuito di 14 mila unità a fronte di un calo atteso di 12 mila unità e dopo un calo di 16 mila unità in novembre.
Bancari in forte rialzo: l'indice FTSE Italia Banche segna +4,66%, l'EURO STOXX Banks +4,0% circa. A Milano UniCredit +5,96%, Mediobanca +5,95%, Intesa Sanpaolo +5,14%, UBI Banca +4,87%.
Il caso Carige (sospesa dalle contrattazioni a tempo indeterminato) resta sotto i riflettori dopo il commissariamento disposto dalla BCE. Secondo Repubblica il governo sta valutando l'intervento di Banca MPS +3,20%, istituto controllato dal Tesoro: secondo indiscrezioni riportate da Reuters questa ipotesi è difficilmente percorribile alla luce degli impegni presi con la Commissione Europea per avere l'ok alla ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato.

Il Messaggero riferisce che i commissari sono in trattative con SGA (anch'essa controllata dal Tesoro) per la vendita di gran parte dei 3,7 miliardi di euro di crediti deteriorati che gravano sul bilancio di Carige: questa indiscrezioni è stata invece confermata a Reuters da una fonte vicina alla situazione.
Petroliferi in ottima forma *grazie al recupero del greggio *partito ieri mattina, recupero che è proseguito fino a toccare i massimi da oltre due settimane prima della correzione nel finale in scia al dato USA sulle scorte.

Al momento il future marzo sul Brent segna 57,20 $/barile (massimo a 58,30 circa), il future febbraio sul WTI 48,10 $/barile (massimo a 49,20 circa). Brilla Saipem +6,47%, seguita da Eni +3,61% e Tenaris +3,77%.
*Automobilistici e industriali in recupero in vista della trasferta a Pechino di una delegazione USA *a inizio settimana prossima per il primo meeting da quando Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping avevano annunciato una tregua nella guerra commerciale a margine del G20 di Buenos Aires.

Positive CNH Industrial +5,97%, FCA +5,61%, Pirelli&C +4,52%, Ferrari +4,44%, Leonardo +4,10%.
Buone performance nel risparmio gestito con Banca Generali +4,71%, Azimut Holding +4,78%, Anima Holding +2,44%, Banca Mediolanum +1,39%.
Tonica Diasorin +5,58%, sale sui massimi da inizio dicembre.
Ieri il gruppo leader nel campo della Diagnostica in Vitro (IVD) ha annunciato di aver ricevuto la certificazione dalla Food and Drug Administation (FDA) per la vendita nel mercato Statunitense del nuovo test molecolare Simplexa Bordetella Direct.
Amplifon perde lo 0,69% a 14,40 euro, in netta controtendenza rispetto al mercato.

Sul titolo pesa la revisione al ribasso del target price da parte di Bernstein a 15 euro da 16,30 euro.
Mediaset, -2,05% a 2,7670 euro, debole dopo il report di Morgan Stanley: gli analisti della banca americana hanno confermato la raccomandazione underweight e ridotto il target da 2,00 a 1,60 euro.
Morgan Stanley rimane negativa sul comparto tv europeo in vista di un calo dei ricavi pubblicitari nel biennio 2019-2020. Oggi il Sole 24 Ore rilancia l'ipotesi di creazione di un grande polo tv europeo con TF1 -1,7% o ProSiebenSat.1 -3,4%, operazione che verrebbe preceduta dalla fusione con la controllata Mediaset Espana +1,5%.
(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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