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venerdì 25 gennaio 2019

Petrolio: 5 indizi per un long. I buy suggeriti tra i titoli oil


Anche quest'ultima seduta della settimana viene vissuta all'insegna degli acquisti per il petrolio che, dopo aver guadagnato circa un punto percentuale ieri, si spinge ancora in avanti oggi. Le quotazioni dell'oro nero vengono fotografate negli ultimi minuti a 53,75 dollari, con un progresso dell'1,17% rispetto al close della vigilia.

Il mercato non ha beneficiato in alcun modo del report sulle scorte strategiche Usa diffuso ieri, che pure ha evidenziato una forte crescita delle riserve tanto di petrolio quanto di benzina. 
Da notare che i prezzi dell'oro nero si spingono in avanti sulla scia anche della crisi del Venezuela che potrebbe mettere in pericolo la produzione del Paese, con conseguente riduzione delle sue esportazioni che porterebbe ad una minore offerta di materia prima.


Prosegue così l'ascesa dei prezzi del petrolio che da inizio anno continuano a recuperare terreno, allontanandosi dai minimi segnati sul finire del 2018 ad un passo dalla soglia dei 40 dollari al barile. 
E le prospettive sono ancora orientate al rialzo, almeno secondo le indicazioni di ING, i cui analisti credono che le quotazioni dell'oro nero siano destinate a crescere nel medio termine.

La casa olandese segnala cinque indizi in base ai quali suggerisce di assumere posizioni long sul petrolio. Il primo è rappresentato da un possibile aumento del prezzo del greggio canadese che potrebbe avere come effetto una ripresa complessiva di tutte le quotazioni. 
Il secondo è dato dal taglio della produzione deciso dall'Opec, i cui effetti si andranno a concretizzare nel corso del tempo e non già nell'immediato.


A ciò si aggiunga che secondo ING ci sono diversi segnali che inducono a pensare ad un possibile rallentamento della produzione di petrolio da parte degli Stati Uniti. Una conferma di ciò porterebbe con buona probabilità ad un deficit di offerta nella seconda metà di quest'anno, favorendo un rialzo delle quotazioni.

Un quarto indizio per un long è dato dal fatto che secondo ING il mercato globale di petrolio potrebbe registrare un deficit molto marginale tra domanda e offerta. 
Infine, un ultimo aspetto in favore del long giunge dall'analisi delle posizioni in essere sul petrolio. La casa olandese segnala che all'8 gennaio i long sull'oro nero erano pari a circa 158mila lotti, contro gli oltre 500mila di fine settembre, mentre il tasso di posizioni rialziste/ribassiste si attesta a 2,6, contro una media di 10,5 del 2018.

Da questo dati secondo gli analisti emerge che gli speculatori al momento detengono una posizione neutrale sull'oro nero. 

La previsione di un ulteriore ascesa delle quotazioni del petrolio è senza dubbio una buona notizia per i titoli del settore oil a Piazza Affari, visto che gli stessi dovrebbero approfittare di questa tendenza rialzista, come già avvenuto nelle ultime settimane.


Un'occasione d'acquisto è offerta sicuramente da ENI, almeno secondo le indicazioni di Banca Akros che proprio oggi ha ribadito la raccomandazione "buy" sul titolo, con un prezzo obiettivo a 18,5 euro. La view bullish viene ribadita dopo che la società ha avviato con successo un nuovo pozzo produttivo nelle acque dell'Angola.



A scommettere su ENI è anche Berenberg che nei giorni scorsi ha promosso il titolo, con un cambio di strategia da "neutral" a "buy", a fronte di un target price a 17,6 euro. 
Gli analisti credono che i volumi di produzione del gruppo siano destinati a crescere quest'anno, senza dimenticare l'importanza della presenza di ENI negli Emirati Arabi Uniti, un'area che sarà un driver di crescita nei prossimi 10 anni.

Uno dei motivi per cui acquistare ENI risiede anche nell'interessante dividendo offerto dal titolo, destinato a crescere nei prossimi anni. 

Tra i titoli da mettere in portafoglio troviamo anche Saipem che non più tardi di due giorni ha ricevuto un upgrade da Citigroup. Gli analisti hanno modificato il rating del titolo da "neutral" a "buy", con un fair value a 5 euro.


La banca americana pone l'accento sulla valutazione interessante di Saipem, cui si aggiunge una visibilità in miglioramento, anche alla luce delle recenti commesse aggiudicate dal gruppo.

Quest'ultimo è peraltro ben posizionato per ottenere nuove concessioni e secondo gli analisti il focus nel breve sarà su ulteriori contratti in Medio Oriente, senza dimenticare che all'orizzonte restano alcuni grandi progetti LNG, in attesa di approvazione, come quello previsto in Mozambico.

Citigroup parla di un profilo di rischio-rendimento interessante ora per Saipem, con rischi contenuti al ribasso, tanto che nello scenario peggiore la valutazione indicata dagli analisti è pari a 3,6 euro, poco al di sotto dei prezzi correnti.

Un invito all'acquisto per Saipem giunge anche da Banca IMI che nei giorni scorsi ha reiterato la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 5,9 euro, sulla scia dei nuovi contratti aggiudicati dal gruppo in Arabia Saudita.



Contrastati invece i giudizi su Tenaris che secondo Morgan Stanley è da sovrappesare in portafoglio, con un target price rivisto però da 57 a 39 dollari, ritenendo in ogni caso che ci sia ancora spazio per l'attuale rimbalzo del comparto. 

Anche Mediobanca guarda con ottimismo a Tenaris, con una raccomandazione "outperform", ritenendo che il gruppo potrà beneficiare di eventuali minori tensioni sul fronte della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.



Più cauti invece i colleghi di Equita SIM che sul titolo hanno un rating "hold", con un fair value a 16,8 euro. La SIM milanese nei giorni scorsi ha apprezzato il completamento dell'acquisizione del 47,79% di Saudi Steel Pipe da parte di Tenaris, che in tal modo ha la possibilità di espandere la propria presenza in Arabia Saudita e di allargare la propria offerta di prodotti per le principali compagnie petrolifere locali tra cui Saudi Aramco.


Infine, tra i titoli oil a minore capitalizzazione segnaliamo Saras che secondo UBS è da comprare, con un prezzo obiettivo a 2,3 euro. In vista dei risultati del quarto trimestre in arrivo a inizio a marzo, la banca elvetica si aspetta che i conti non dovrebbero deludere, grazie a margini reddituali superiori alle previsioni.
Fonte: News Trend Online

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