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mercoledì 9 gennaio 2019

L'impatto del voto del 15 gennaio sul rapporto Sterlina-Euro


Ecco la view di Canegrati Senior Analyst a BP PRIME.
Il futuro del Regno Unito, e della Sterlina, passerà per la decisione del Parlamento del prossimo 15 gennaio. In quella data, infatti, i parlamentari britannici dovranno esprimersi sul piano Brexit concordato dal primo ministro Theresa May con l’Unione Europea nel novembre scorso.
Dopo che a Dicembre la stessa May ha rimandato la consultazione, valutandone la sconfitta sicura, settimana prossima dovrebbe essere la volta buona. Il risultato del voto è, tuttavia, del tutto incerto, dal momento che si sta verificando una mobilitazione generale senza precedenti da parte dei favorevoli e contrari, sull’opportunità di votare sì piuttosto che no.

Il partito conservatore è estremamente spaccato al suo interno, nonostante abbia rinnovato la sua fiducia alla premier solo pochi giorni fa, su un piano giudicato troppo sfavorevole al Regno Unito, persino dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Molti analisti politici ritengono improbabile un esito positivo.
Il problema è che, in questo caso, nessuno è in grado di predire cosa potrebbe accadere, se non un caos generalizzato che riguarderebbe sia la scena politica, con le dimissioni della May date quasi per certe e con possibile ritorno alle urne, sia l’economia, già fortemente penalizzata negli ultimi due anni dalla vittoria dei "Leave" nel referendum.

Da capire poi se un altro referendum potrebbe tenersi davvero.
Anche la Sterlina rischia di essere travolta dalle sorti del voto. Già la valuta britannica viaggia poco al di sopra della soglia dell’1,1 contro l’euro (1,1120 alle 10:44 PM GMT), ed è scesa addirittura al di sotto nel famoso episodio di crash verificatosi settimana scorsa.
Il peggio, tuttavia, potrebbe ancora dover arrivare, in caso di bocciatura del piano May il prossimo 15 gennaio. Se questa dovesse avvenire, infatti, la valuta britannica potrebbe crollare addirittura fino alla parità nei confronti dell’euro, dal momento che gli investitori dovrebbero considerare la messa in atto dei cosiddetti “contingency plan” da parte delle aziende, che avrebbero un effetto devastante sull’economia.
Se, invece, il voto dovesse essere inaspettatamente favorevole alla May, la reazione dei trader potrebbe essere ambivalente.

Da una parte, si potrebbe verificare un rimbalzo, considerato che, perlomeno, l’incertezza sul futuro del Regno Unito sarebbe definitivamente risolta. D’altra parte, il piano May non è certamente visto come foriero di enormi vantaggi per Londra e, quindi, il giudizio degli investitori potrebbe essere negativo proprio in una ottica di lungo periodo.
Di nuovo la soglia dell’1,1 potrebbe essere testata al ribasso. Un abbassamento del rapporto di cambio sotto l'1,1060 potrebbe essere un segnale di discesa verso tale soglia.
Al momento, lo scenario potenzialmente più favorevole al recupero della sterlina potrebbe essere quello di una bocciatura del piano May, con immediate dimissioni della premier, ritorno alle urne nel brevissimo termine e credenza che una possibile vittoria del partito laburista possa innescare un secondo referendum, con vittoria del "Remain".

Certamente, però, questa concatenazione di eventi è particolarmente complessa e alquanto improbabile. Più probabile, quindi, che gli scenari per il Pound siano negativi, almeno nel breve-medio periodo.
Fonte: News Trend Online

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