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mercoledì 30 gennaio 2019

La sterlina affonda dopo il voto del parlamento


La Sterlina ha vissuto ieri un'altra serata da incubo, affondando contro dollaro ed euro, durante il voto del parlamento britannico sul piano B presentato dal primo ministro Theresa May, dopo la bocciatura del piano A concordato con l'Unione Europea a fine novembre. Gli investitori hanno iniziato a vendere in massa la valuta britannica man mano che gli emendamenti votati ai Comuni hanno lasciato capire come la maggioranza avrebbe dato il via libera alla possibilità di modificare l'accordo di uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.
Il pound è letteralmente colato a picco subito dopo l'esito del voto sull'emendamento presentato dalla parlamentare laburista Yvette Cooper, quello inteso a discutere una proroga alla data ufficiale della Brexit.

La bocciatura dell'emendamento non era scontata, dal momento che molti operatori finanziari avevano cominciato a scommettere, negli ultimi giorni, su un possibile accordo tra maggioranza e opposizione per allungare i tempi, nel tentativo di riscrivere un altro accordo. Una bocciatura che, secondo molti analisti, aumenta i rischi di un no-deal, nonostante il parlamento si sia espresso contrariamente a tale opportunità.
Infine, gli onorevoli britannici hanno votato a favore della possibilità di modificare il meccanismo di backstop che regola il confine nord-irlandese.

Subito dopo il voto, un portavoce della Commissione Europea ha fatto sapere che l'Europa è pronta a prolungare i tempi di uscita ma non a rinegoziare i termini dell'accordo già sottoscritto, comprese le regole sul backstop.
La sterlina è così scesa a fino a 1,3058 contro il dollaro, ben 141 pips sotto il massimo di giornata (1,3199) e fino a 1,1419 contro l'euro, 134 pips sotto il massimo di giornata (1,1553).
Sul terreno, la divisa britannica, alla fine, ha lasciato circa il -0.70% contro entrambe le divise. Da domani ripartirà il duro lavoro della premier May nel tentativo di convincere l'Europa a rinegoziare l'accordo, mentre la scadenza del 29 marzo, oggi confermata, si fa sempre più vicina.
Fonte: News Trend Online

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