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martedì 29 gennaio 2019

FCA presto in difficoltà se crolla la domanda in USA


FCA dopo i mediocri dati sulle immatricolazioni rilasciati a dicembre, che mettono in evidenza un netto calo in Europa del marchio Fiat solo in parte compensato  da boom (+29% circa di vendite) di JEEP, si ferma davanti al muro dei 14.90 euro.
Le prospettive per tutto il settore automobilistico non sono positive, dopo i primi dati su un rallentamento della crescita economica su scala globale, con Cina e Usa in testa.
Dopo la ricostituzione dei portafogli da parte dei fondi avvenuta a gennaio, sarà fisiologico attendersi un calo del trend rialzista di breve termine di tutto il Ftse Mib. 
Più in particolare FCA che ha ampiamente assorbito il tonfo d'inizio dicembre costato quasi il 20%, adesso sperimenta un fase di stabilizzazione propedeutica all'attacco di quota 15.50 euro.
Problematica potrebbe essere la gestione di eventuali strategie a breve termine, che debbono tenere conto di un ritorno di volatilità sui mercati dovute alla concentrazione delle trimestrali in arrivo su molti titoli.
Lo svantaggio di posizioni long di corto respiro è rappresentato da rischio di esporre a veloci stop loss, con la prospettiva di rendimenti adesso mediocri poco più oltre la resistenza di 15.70 euro.

Da non dimentica il prossimo 4 febbraio il gruppo dichiarà gli earnings del 2018. 

L'unico driver che potrebbe fare esplodere FCA è il riaccendersi delle ipotesi di fusione con altro grande gruppo, ad esempio Coreani o Nipponici, con la prospettiva di una clamorosa uscita della famiglia Agnelli dal settore auto, ormai appannaggio di giganti transfrontalieri in perenne competizione.
In questo caso dunque meglio capitalizzare con calma acquisti distribuiti nel tempo, approfittando di finestre di sconto come quella apertasi a fine dicembre, come suggerito nella view tecnica dello scorso 10 gennaio.

Strategie operative su FCA

Per le posizioni long: attendere il test dei supporti più ravvicinati a quota 
Per le posizioni short: attendere il test della forte resistenza di 15.60 euro e solo dopo la necessaria conferma procedere all'acquisto di opzioni Put, strike 14, scadenza marzo. 
In tal di può approfittare di un possibile aumento di volatilità nel mese di febbraio, con rendimenti a doppia cifra e rischi contenuto al premio pagato.
Fonte: News Trend Online

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