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martedì 29 gennaio 2019

EUR/USD in rimonta: strategie da seguire nel breve e nel medio


Sul mercato delle valute quest'oggi l'attenzione sarà catalizzata indubbiamente dalla sterlina, in vista del voto alla Camera dei Comuni sul piano B della premier May per la Brexit.

Prosegue il recupero dell'euro-dollaro dai minimi di giovedì

Intanto però non passa certo inosservato il recupero portato avanti dall'euro nei confronti del dollaro, in attesa degli importanti appuntamenti in agenda nelle prossime sedute.
Non più tardi di giovedì scorso la moneta unica ha subito un rapido arretramento contro il biglietto verde, scendendo a mettere sotto pressione l'area di 1,13, da cui però è partito un poderoso rimbalzo.
L'euro ha pagato pegno alle indicazioni arrivate dalla BCE che di fatto nell'ultimo meeting non ha preso alcuna decisione sul nuovo programma Tltro, mentre il mercato sperava di ricevere qualche indicazione in tal senso.

Bisognerà attendere ora la prossima riunione dell'Eurotower, in agenda il 7 marzo, per avere un quadro più chiaro sulla direzione che prenderà la politica monetaria in futuro.

Tanti i driver da seguire nel breve per il cross

Intanto la moneta unica sembra aver smaltito la delusione di giovedì scorso, tanto che il cross si presenta ora circa una figura e mezza più in alto rispetto agli ultimi minimi di area 1,13.
Mentre scriviamo l'euro-dollaro si presenta a quota 1,1440, in frazionale rialzo rispetto al close di ieri, in una giornata priva di aggiornamenti macro di rilievo in Europa, mentre qualche spunto sarà da seguire negli Stati Uniti.
L'attenzione degli investitori è già rivolta all'appuntamento di domani, quando è in agenda non solo il meeting della Fed, ma anche la prima giornata degli incontri bilaterali tra Stati Uniti e Cina sul tema del commercio.
Nei giorni seguenti si guarderà con interesse anche al report sull'occupazione Usa, visto che anche questo è un altro evento che potrebbe impattare in un senso o nell'altro sull'andamento del cross.

ING vede un dollaro debole in attesa della Fed

Secondo gli analisti di ING, la settimana in corso dovrebbe essere ancora caratterizzata da un dollaro sotto pressione.

Il focus sarà sulla riunione della Fed e se quest'ultima dovesse confermare le opinioni del mercato, lo scenario rimarrà favorevole alla propensione al rischio, ma con una certa cautela, in linea con quanto già visto nel mese che si avvia alla conclusione.
La casa olandese ritiene che l'appetito per il rischio durerà ancora nel breve e non dovrebbe essere ostacolato dai negoziati tra Washington e Pechino sul tema del commercio, a meno che non si verifichi un'interruzione delle trattative tra i due Paesi. 

Unicredit: fase di stallo destinata a durare per l'euro-dollaro

Anche i colleghi di Unicredit richiamano l'attenzione sui numerosi eventi in calendario questa settimana, segnalando almeno cinque test rilevanti per l'euro-dollaro.

L'idea degli analisti è che questi difficilmente si riveleranno positivi, viste le attuali prospettive cupe della valuta europea.
Questo a detta di Unicredit non dovrebbe avere grande influenza sul mercato, visto che la Fed domani dovrebbe confermare un atteggiamento prudente in relazione ai prossimi aumenti dei tassi di interesse, ribadendo che le prossime decisioni dipenderanno dall'andamento dei dati macro.
Gli analisti fanno notare inoltre che le ultime indicazioni segnalano un'economia più robusta negli Stati Uniti rispetto all'Europa nel quarto trimestre del 2018 e l'idea è che il differenziale della crescita nelle due aree geografiche impatterà ancora sul cambio euro-dollaro.
Unicredit ritiene che probabilmente la fase di stallo del cross durerà ancora nel breve, con movimenti dunque compresi nell'intervallo tra 1,13 e 1,15, nel quale le quotazioni si muovono ormai da qualche tempo.  

Improbabile un rafforzamento del dollaro: la view di Morgan Stanley

Se da una parte dunque il recupero dell'euro parte destinato a non condurre molto lontano, dall'altra appare improbabile un forte apprezzamento del dollaro.
E' questa la previsione di Morgan Stanley che mantiene una view bearish sul biglietto verde, ritenendo improbabile che lo stesso possa sovraperformare, in uno scenario in cui la propensione al rischio degli investitori è un po' calata per via del rallentamento della crescita globale.
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La banca americana non esclude che in questa fase ci possa essere un maggiore slancio degli operatori verso le azioni a stelle e strisce.
Da non escludere inoltre un miglioramento degli indicatori monetari cinesi che avranno l'effetto di stimolare la crescita dei mercati emergenti e questo secondo Morgan Stanley contribuirà ad aumentare le pressioni sul dollaro.

Dollaro atteso in ritirata nel 2019

Come già evidenziato in altri interventi, le attese di diversi analisti sono per un progressivo indebolimento del biglietto verde nel corso del 2019.

A sostenere questa previsione sono anche gli analisti di Gam Investments, i quali segnalano che il dollaro si trova ad affrontare una serie di forze contrastanti.
Nel corso dell'anno il differenziale di crescita tra gli Stati Uniti e il resto del mondo probabilmente diminuirà e se l'economia a stelle e strisce rallenterà ancora il passo, allora il deficit di bilancio degli Stati Uniti potrebbe iniziare ad essere preoccupante.
Gli esperti di Gam Investments fanno sapere inoltre che non sarebbero sorpresi se il presidente Trump iniziasse a promuovere un dollaro più debole per favorire le esportazioni e questo mix di fattori lascia pensare ad un possibile arretramento della valuta Usa nel corso dei prossimi mesi.

BofA: in esaurimento i venti favorevoli al biglietto verde

Non diversa la posizione di Bank of America-Merrill Lynch che per il 2019 vede un apprezzamento dell'euro contro il dollaro, spiegando che i venti ciclici favorevoli che hanno spinto il biglietto verde al rialzo fino ad ora, si stanno progressivamente esaurendo.
Lo scenario atteso è quello di venti sfavorevoli strutturali, con il focus sulla riduzione dei dollari nelle riserve delle Banche centrali e nella crescita del deficit.

EUR/USD: target a 1,25 per fine anno

La banca Usa ritiene che il miglioramento strutturale dell'Eurozona sia positivo per l'euro che resta sottovalutato, ma nel breve dovrebbero continuare ad avere la meglio i venti contrari ciclici nel Vecchio Continente.
Nel medio termine però secondo Bank of America-Merrill Lynch un supporto alla valuta Ue giungerà dal miglioramento della bilancia dei pagamenti, motivo per cui gli analisti sono pronti a scommettere su un euro-dollaro a quota 1,25 per fine anno. 
Fonte: News Trend Online

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