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venerdì 11 gennaio 2019

Cocoricò, all’asta i logo della leggendaria discoteca

Tempio della musica techno italiana fin dagli anni novanta, si è guadagnato una fama crescente col passare del tempo, tanto da essere definito “una monumentale Mecca della musica dance”.
E’ stato uno degli emblemi del divertimento degli anni ’90 e dei primi anni 2000. Parliamo del Cocoricò di Riccione, una delle discoteche più famose d’Italia. Aperto nel 1989, fino alla fine degli anni novanta una caratteristica del locale è stata quella di cambiare l’allestimento delle cinque sale principali due volte l’anno, spesso anticipando mode e tendenze. Il direttore artistico, Loris Riccardi, è stato l’ideatore dei temi delle scenografie e creatore di gran parte del locale fino al 2006.
Tempio della musica techno italiana fin dagli anni novanta, si è guadagnato una fama crescente col passare del tempo, tanto da essere definito “una monumentale Mecca della musica dance”. Nonostante il successo che continua ancora oggi, però, i gestori hanno accumulato molti debiti, in particolare con la Danceandlove, società di produzione di Torino fondata dal dj Gabry Ponte. 200mila euro per cui, tre anni fa, venne chiesto il pignoramento del logo e dei marchi, visto che la struttura fisica della discoteca non è di proprietà della società Fdm che la gestisce.
E ora, entro il 25 gennaio, dovranno venir presentate le offerte per l’asta giudiziaria che ha messo “in vendita” il logo della celebre disco riccionese insieme a due marchi collegati al locale, Titilla e Memorabilia. La cifra? 423.500 euro. Un debito che va a sommarsi a un altro grave incidenteche – sempre nel 2015 come l’affaire Danceandlove – ha messo in serio pericolo la sopravvivenza del Cocoricò.
Nell’agosto 2015, infatti, il locale viene chiuso per 120 giorni dopo la morte di un ragazzo sedicenne di Città di Castello, Lamberto Lucaccioni, per assunzione di sostanze stupefacenti. A seguito di questo fatto la discoteca, alla sua riapertura, ha deciso di porre severe misure di selezione, tra cui il divieto di accesso al locale nei confronti dei minorenni. Di conseguenza, il Cocoricò, subì una grave crisi, con pochi clienti – 1000/1200 biglietti in meno a notte – e 200.000€ di perdite.
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