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mercoledì 30 gennaio 2019

Bond oggi: super Btp, pur sempre con alcune contraddittorietà


L’ottimo successo ieri dell’asta dei Bot semestrali, con addirittura il ritorno a rendimenti negativi, assenti dall’aprile dello scorso anno, ha fatto da viatico a una nuova spinta del Btp Future, sebbene la giornata sia stata altrettanto positivamente condizionata dal risultato dell’asta greca, con il nuovo quinquennale 2024 attestatosi tra il 3,6 e il 3,7%.Davanti ai timori globalizzati il mercato sta quindi dando nuova fiducia ai periferici europei.

Torniamo però a casa nostra.

Future sopra la resistenza

Per la terza seduta consecutiva il derivato long term italiano si è collocato stabilmente sopra la resistenza dei 128,19, trasformatasi in supporto. Il movimento è stato netto e ben sostenuto da medie mobili e trendline rialziste.
L’impostazione sembra ora voler puntare a un traguardo impensabile solo qualche mese fa, quello dei 133,5, malgrado ciò richieda un’inclinazione al rialzo della media mobile a 200 sedute, che intanto si muove da una pendenza ribassista verso un appiattimento. Graficamente tutto bene quindi per il Future, pur tenendo conto del fatto che le sue dinamiche sono sempre state contrassegnate da minori pressioni negative rispetto alla parte lunga della curva dei Btp.

Questa caratteristica va menzionata, perché ancor oggi permane e fa porre quesiti sull’effettiva capacità di accelerazione dei governativi nazionali. 

Lassù i passi sono lenti

Oltre i decennali si verifica difficoltà nel velocizzare il rialzo. Vediamo quattro situazioni.
Il Btp 3,5% 2030 (Isin IT0005024234) stenta a muoversi verso l’area dei 107,55 euro (resistenza) e in seguito dei 108, sebbene la chiusura ieri non sia stata troppo lontana, collocandosi a 106,9.

C’è lentezza e lo testimoniamo alcuni indicatori tecnici altalenanti.
Il Btp 4,75% 2044 (Isin IT0004923998) è altrettanto indolente nel rompere la resistenza dei 121,56, vicinissima se si considera la chiusura ieri a 121,51. Poi c’è l’area dei 122,6, che corrisponde ai massimi di settembre, su cui potrebbe avviarsi una fase di volatilità.
Il Btp 3,45% 2048 (Isin IT0005273013) si dimostra ugualmente svogliato, sebbene sia prossimo a un incrocio di medie mobili corte e lunghe, in una situazione che richiede una spinta decisa per superare un posizionamento grafico incerto. 
Il Btp 2,8% 2067 (Isin IT0005217390) fotografa un contesto simile, con le medie mobili ancora più contigue e l’aggiunta di un SuperTrend – indicatore di tipo trend following importante agli occhi di vari analisti – che non è riuscito, sebbene ci sia molto vicino, a convertirsi in rialzista. 

Una distinzione che perdura

Il distacco fra positività di Future e Btp corti e relativa incertezza dei lunghi è una caratteristica di un po’ tutta la fase 2018-inizio 2019, se si esclude il crollo anche dei primi durante lo scorso giugno.

Continua a manifestarsi pur nella condizione di ripresa generalizzata delle quotazioni. Porta a un’inevitabile conclusione: o il mercato ha dubbi sulla sostenibilità del debito italiano oltre i dieci anni oppure chiede segnali più consistenti per passare a un forte acquisto della parte alta della curva.
In questo quadro si è visto un inatteso vincitore nelle ultime sedute; è il quasi esordiente 3,35% Mz35 (Isin IT0005358806), salito in pochi giorni dal minimo di 101,19 al massimo di 102,95. Prima di incoronarlo nuovo interprete del sentiment degli investitori ci vorrà tempo ma qualche passo in tale direzione l’ha già percorso.

Eppure la sua vita residua supera i dieci anni, confermando una contraddittorietà in più dei mercati.
Fonte: News Trend Online

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