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venerdì 25 gennaio 2019

Azimut ancora in rally. La mossa sulle commissioni vale un buy?


Ancora una seduta tutta in salita per Azimut che continua a fare la voce grossa a Piazza Affari, estendendo il rally della vigilia, quando la giornata si è conclusa con un progresso di oltre sette punti e mezzo percentuali. Gli acquisti trovano terreno fertile anche oggi, tanto che il titolo occupa la prima posizione nel paniere del Ftse Mib, passando di mano a 10,895 euro, con un rialzo del 3,47%.
Sempre elevati i volumi di scambio visto che fino ad ora sono transitate sul mercato oltre 2 milioni di azioni, rispetto alla media degli ultimi 30 giorni pari a circa 1,2 milioni di pezzi. 
Ad alimentare questa pioggia di acquisti su Azimut è la novità annunciata ieri dalla società che ha reso noto di aver sottoposto all'autorità di vigilanza lussemburghese una nuova metodologia di calcolo delle commissioni di performance applicate sui fondi lussemburghesi.


Il nuovo metodo è destinato a tradursi in una significativa riduzione dei costi variabili per i clienti, in linea con quanto indicato dai principi Iosco.
Nella nota diffusa ieri si legge che la nuova metodologia si baserà su un calcolo annuale a benchmark oltre a uno spread collegato alle diverse categorie di prodotto, e, al contempo, contemplerà un incremento di circa 50 punti base sul fronte delle commissioni fisse.

Il Ter per i clienti sarà mantenuto in linea con quello applicato dai concorrenti e dagli altri operatori di mercato e la modifica delle management fees sarà effettiva nel corso del mese di febbraio. 
Le novità annunciate ieri da Azimut sono state accolte con favore da diversi analisti, a partire da quelli di Equita SIM che, in attesa di maggiori dettagli, hanno deciso di modificare le stime, incorporando il repricing a partire da fine febbraio e diminuendo in modo significativo il livello di performance fee.
Per queste ultime gli esperti stimano ora un dato pari a 40 milioni di euro nel 2019 e a 20 milioni nel 2020, segnalando che la SIM milanese ha colto l’occasione per limare prudenzialmente le stime di raccolta da 3,5 a 3,2 miliardi di euro come media per quest'anno e per il prossimo.
Gli analisti nel complesso hanno alzato del 22% le attese gli utili 2019 e del 13% quelle riferite al 2020, primo anno in cui il nuovo schema commissionale andra? a regime.
Secondo Equita SIM la manovra di Azimut migliora la qualita? degli utili che diventano meno dipendenti dalle performance fees.

Da valutare se, a causa della maggior trasparenza dettata dall’introduzione di Mifid II, il rialzo del TER applicato alla clientela, che secondo Azimut rimarra? comunque coerente con quello pagato alle reti concorrenti, non comporti un temporaneo rallentamento degli afflussi netti. 
Gli analisti mantengono una view cauta su Azimut, con una raccomandazione "hold", nonostante l’upside, in attesa di maggiore visibilita? sullo scenario di mercato, mettendo mano al momento solo al prezzo obiettivo che sale del 6% a 17 euro.


La stessa raccomandazione "hold" viene ribadita da Banca IMI, con un target price a 12,2 euro: gli analisti fanno notare che con il nuovo metodo di calcolo si riduce la volatilità delle commissioni di Azimut. 
Prudenti anche i colleghi di Mediobanca Securities che proprio ieri hanno bocciato il titolo da "outperform" a "neutral", con un fair value ridotto da 15,2 a 11 euro.

Gli analisti riconoscono che la mossa annunciata ieri da Azimut avrà l'effetto di aumentare la remunerazione dei consulenti, ma al contempo considerano aggressivo l'incremento di 50 punti base dei costi fissi. 
A puntare sul titolo è invece Fidentiis che invita ad acquistare, convinta che il nuovo schema di calcolo potrà aiutare la valutazione di Azimut in Borsa.

Questo perchè uno degli elementi chiave dell'andamento dell'azione era la volatilità delle commissioni di performance e un rapporto prezzo-utili più basso per via di questo fattore. 
Bullish anche la view di Kepler Cheuvreux che oggi ha ribadito il rating "buy" su Azimut, con un prezzo obiettivo alzato da 12 a 13 euro.
Questa mossa riflette un miglioramento delle stime sull'utile netto, incrementate del 20% e del 15% rispettivamente per quest'anno e per il prossimo, all'indomani del nuovo metodo di calcolo annunciato dal gruppo. 
Proprio questo nuovo schema potrebbe portare alla chiusura delle posizioni short su Azimut, almeno secondo le indicazioni di Banca Akros.

Anche in questo caso gli analisti hanno alzato le stime sull'eps adjusted 20109-2020, in media di circa il 18%. 
Gli esperti non escludono che con la sorpresa di ieri possa venir meno uno dei principali punti di domanda sul titolo, frenato dalle prospettive più incerte e dalla minore visibilità rispetto ai competitors.

Anche in ragione di ciò Banca Akros ha deciso di cambiare strategia su Azimut, promuovendolo con un innalzamento del rating da "neutral" ad "accumulate", a fronte di un target price che sale da 12 a 13 euro. 
Fonte: News Trend Online

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