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lunedì 14 gennaio 2019

3 azioni del portafoglio Buffett da comprare a gennaio


Chiunque abbia creduto nella  Berkshire Hathaway (NYSE: BRK-A)  (NYSE: BRK-B) 50 anni fa si è visto ritornare un rendimento annuale composto del 21%. Per questo motivo John Ballard resta convinto che proprio in virtù degli ultimi sconvolgimenti di mercato sia il momento di fare quello che lo stesso Buffett consiglia: essere avidi quando gli altri hanno paura.

E in casi come questo il portafoglio azionario della Berkshire è un ottimo posto dove cercare idee. Ecco i tre esempi consigliati. 

Apple (NASDAQ: AAPL)

In questo primo caso il rallentamento delle vendite degli iPhone in Cina, conseguenza non solo di un generale rallentamento economico ma anche di alcune politiche dell’azienda stessa accusata di aver fissato prezzi troppo alti, è anche segno di una concorrenza molto più agguerrita del previsto.

Eppure nonostante questo Berkshire possiede 252 milioni di azioni di Apple, per un valore di 37 miliardi di dollari. Non solo, ma nel terzo trimestre, Apple era quella che nel portafoglio Buffett ricopriva il peso maggiore. Un paradosso se si pensa che, tra le altre cose, Buffett ha sempre evitato il settore hitech.
La differenza? Come per Coca-Cola, altra grande partecipazione di Buffett, Apple è diventato un marchio di consumo e non più un brand di lusso. Almeno fino ad oggi. In realtà il problema Cina non è tanto di Apple ma di tutto il segmento degli smartphone, un mercato che risulta da qualche tempo stagnante anche a livello globale.

Chi invece cresce a doppia cifra, in casa Apple, sono i dispositivi indossabili. A questo si aggiunga un’altra motivazione per comprare Apple: il titolo è decisamente economico, venendo scambiato a un forward P/E di appena 10.

Bank of America (NYSE: BAC)

Diverso invece il discorso per Bank of America.
Le partecipazioni di Buffet in istituti bancari non sono una novità. Berkshire possiede grandi partecipazioni in sei diverse banche importanti. Nello specifico alla fine del terzo trimestre, Berkshire aveva in mano 877 milioni di azioni di Bank of America, per un valore di 23 miliardi di dollari, diventando così la seconda holding del portafoglio.

Un interesse che è aumentato con l’entrata in scena del CEO Brian Moynihan a capo dal 2009 di Bank of America. La nuova guida ha permesso un taglio delle spese con conseguente 'impennata della redditività, a tutto vantaggio del rendimento. Bank of America serve circa la metà di tutte le famiglie statunitensi.
Oltre al dividendo del 2,46% le azioni vantano un forward P/E di 9.

American Express (NYSE: AXP)

Ultima è American Express. In questo caso la Berkshire alla fine dell'ultimo trimestre ha preferito a mettere in portafoglio 151 milioni di azioni per un valore di circa $ 2,3 miliardi.

La società di carte di credito ha costruito la sua reputazione coltivando la fedeltà dei clienti offrendo vantaggi premium in cambio di una tariffa annuale. Una cifra che, se per qualcuno può essere un po’ troppo alta, può essere recuperata grazie ai vantaggi stessi che offre.
Al momento il forward P/E è 12. Un ottimo rapporto visto che le proiezioni parlano di guadagni a un tasso annualizzato del 12,5% nei prossimi cinque anni.
Fonte: News Trend Online

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