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venerdì 21 dicembre 2018

Shutdown: cosa è successo stavolta e perchè le borse crollano?


Ci risiamo, almeno per chi segue l'economia Usa, quello dello shutdown è un problema che si ripresenta spesso (in realtà negli ultimi anni, un po' troppo spesso rispetto al passato) e che a volte, come in questo caso, è usato come una sorta di spauracchio.

La panoramica 

Se ne sono accorti anche i mercati che già da ieri, con le prime intemperanze della politica, hanno visto Wall Street crollare nuovamente.
Infatti i listini Usa hanno chiuso la partita in flessione con il Dow Jones e l'S&P500 rispettivamente a -1,99% e -1,58% e il Nasdaq a -1,63%. Alle 12.30 intanto Piazza Affari perdeva l’1,1%(18.369 punti),, il Ftse 100 lo 0,33%, stesso livello per il Dax mentre il Cac 40 arrivava a -0,6%

Cosa sta succedendo?

Facile riassumere la situazione.

Il presidente usa Donald Trump aveva chiesto di inserire nel budget di stato i fondi per la costruzione del muro al confine con il Messico. A conti fatti si parla di qualcosa come 5,7 miliardi di dollari. Il problema è che se la Camera ha dato l'ok (217 voti a favore e 185 contrari) riuscendo a strappare il sì anche ad alcun democratici, il Senato ha invece presentato una legge simile, e approvata dai suoi membri, che però non contiene i fondi per il muro.
In più il testo conteneva una proposta di budget fino a febbraio, un escamotage adottato per riuscire a prendere tempo (e magari sperare in un cambio di rotta della Casa Bianca). Conseguenza: probabile bocciatura del disegno della Camera al Senato.

Il cambio di marcia di Trump

L'assurdità della situazione è che al Senato, già da mercoledì, è stata approvata un'altra risoluzione che, invece, non conteneva nessuna voce di spesa sul muro.

Una schizofrenia nata, paradossalmente, dal cambio di idee da parte di Trump e dal fatto che, in questi giorni, il Congresso è ancora in mano ai repubblicani per entrambi i rami. I nuovi equilibri che sono stati creati con le elezioni di mediotermine e che vedono una Camera in mano ai democratici entreranno in vigore il 3 gennaio.
Dopo quella dati, infatti, i Dem avranno in mano la Camera e i repubbblicani potranno contare s un rafforzamento della loro maggioranza al Senato, maggioranza che ora si limita a 1 solo deputato e che rende quindi la situazione attuale ancora più incerta.

Pericolo shutdown

Nei giorni scorsi il tycoon si era detto possibilista nel rinunciare alla costruzione del muro: da 48 ore, invece, si è ufficialmente dichiarato inamovibile su un punto e cioè il fatto che il muro con il Messico si dovrà costruire.

A qualunque costo, anche a quello di dar vita al terzo shutdown del 2018. Di fronte a questo caos (in realtà creato da lui) Trump ha tuonato: se nella manovra di bilancio non ci sono i soldi per il Muro allora la firma di avallo del presidente non ci sarà. Tradotto in altri termini: ci si dovrà aspettare un blocco dei lavori degli uffici amministrativi per mancanza di fondi.
Infatti, secondo quanto stabilito dalla legge statunitense, il tetto del debito e la spesa devono essere approvati per legge. Senza accordo tra le parti non si hanno finanziamenti.
Fonte: News Trend Online

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