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venerdì 21 dicembre 2018

Momento Trichet per Jerome Powell


Nello S&P, 6 settori su 11 e il 60% delle società sono già in bear market. L'azione mediana cede un impressionante 25.7%. Tornano alla mente le denunce formulate a settembre, quando Wall Street inanellò una sequenza record di Hindenburg Omen: testimonianza di una fragilità tecnica di cui vediamo ora gli effetti.
Powell è vittima del "Trichet moment", tanto per citare il titolo evocativo dell'Outlook di metà anno.
L'aumento dei tassi sancito l'altro ieri pone il governatore della Federal Reserve nel mirino della Casa Bianca, che sostanzialmente accusa il Chairman di scarsa sensibilità. Tutto sommato c'é un fondo di verità negli strali di Trump, soprattutto alla luce delle dichiarazioni post-FOMC, che rivelano una realtà che sottolineiamo con forza da alcuni mesi: come quei calciatori che puntano alla caviglia e non al pallone, la Fed si è disinteressata da tempo della stabilità del sistema finanziario, preoccupandosi - forse, eccessivamente - di un'inflazione che tarda ad manifestarsi.
Dr Market concorda.

Lo S&P500 è ad un 4% dalla definizione formale di bear market, ma sei settori lamentano ora già una contrazione superiore al 20% dai massimi: si è aggiunto ora il comparto tecnologico, con il Nasdaq che ieri ha flirtato nell'intraday con il -20%, prima di recuperare di un soffio.
Sempre nello S&P, il 60% delle società è già in bear market, e l'azione mediana cede un impressionante 25.7%. Tornano alla mente le denunce formulate a settembre, quando Wall Street inanellò una sequenza record di Hindenburg Omen: testimonianza di una fragilità tecnica di cui in questi ultimi tre mesi abbiamo visto gli effetti.
La posizione della borsa americana è quella che è: non riveliamo nulla che non sia stato già mostrato e denunciato.

Lo S&P procede verso il primo target di questo sostanziale bear market. La soglia, come noto, coincide con il long stop trimestrale: che ha contenuto le correzioni di inizio e di metà decennio corrente. Si può essere bullish ad oltranza, per partito preso, o per disperazione; l'importante è che si realizzi che la violazione di questo argine assegnerebbe un upgrade alla tesi dominante dell'Orso.
Piazza Affari vive in una condizione di sospensione vitale.
Essendo entrata per prima in bear market, assieme alla borsa cinese, è stata risparmiata di recente dalle vendite. Ma il minimo non è ancora stato conseguito, e le speranze residue dei Tori sono riposte nella persistente tenuta del supporto decisivo a 18400 punti di indice MIB. Sotto, si aprirebbero il violento ribasso sulla cui entità ci siamo già soffermati nelle settimane passate sul Rapporto Giornaliero.
Autore: Gaetano Evangelista Fonte: News Trend Online

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