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martedì 18 dicembre 2018

Gundlach dichiara aperta la caccia ai tori


Gundlach dichiara aperta la caccia ai tori, Russell 2000 in bear market. Jeffrey Gundlach, il Chief Executive Officer di DoubleLine Capital, conosciuto a Wall Street come il "Bond King", ha dichiarato alla CNBC che il mercato azionario Usa e' entrato in una tendenza ribassista di lungo termine. Gundlach ha anche dichiarato che la Fed non dovrebbe alzare i tassi nella riunione del Fomc che inizia mercoledi', una affermazione che e' stata condivisa anche da Donald Trump che in un tweet ha scritto "E' incredibile che con un dollaro molto forte e praticamente nessuna inflazione, col mondo esterno che esplode intorno a noi, con Parigi che sta bruciando e la Cina in declino, la Fed stia anche solo prendendo in considerazione un altro rialzo dei tassi", concludendo con un "Take the Victory!".

Dopo i commenti di Gundlach e il tweet di Trump non sono di certo serviti a risollevare il morale i dati macro in uscita. L'indice Empire State Manufacturing (che misura l'andamento dell'attività manifatturiera di New York) si e' attestato nel mese di dicembre a 10,90 punti da 23,30 punti di novembre risultando inferiore alle attese degli analisti fissate su un indice pari a 20,10 punti.
E' stato inoltre reso noto che l'indice del mercato immobiliare NAHB (National Association of Home Builders) e' sceso nel mese di dicembre a 56 punti dai 60 punti precedenti, risultando inferiore al consensus fissato su un indice pari a 61 punti, una lettura che segnala come la fiducia dei costruttori sia in peggioramento.

Il petrolio ha preso nota del sentiment di mercato ed e' sceso (il WTI), sotto i 50 dollari, in area 49,10 circa, ai minimi dall'ottobre 2017. A tutto questo si aggiunge il fatto che venerdi' un giudice federale ha dichiarato incostituzionale l'Affordable Care Act, meglio conosciuto come "Obamacare", mettendo sotto pressione tutto il comparto dell'healthcare.
Per dare una idea del sentiment di mercato basta pensare che lunedi' all'interno dell'S&P500, che e' sceso ai minimi dall'ottobre 2017, solo una azione ha fatto registrare un nuovo massimo a 52 settimane mentre sono state 116 le azioni che hanno fatto registrare nuovi minimi annuali (556 nuovi minimi sul Nasdaq Composite contro 10 nuovi massimi).

In netto rialzo invece il Cboe Volatility Index, il famigerato Vix, che e' salito dai massimi delle ultime 7 settimane (il suo andamento e' inversamente correlato a quello delle azioni). E il Russell 2000 e' ufficialmente in un mercato orso dal momento che e' sceso piu' del 20% dalla chiusura massima del 31 agosto.
Solo se la Fed decidesse a sorpresa di interrompere i rialzi dei tassi il mercato potrebbe cercare un rimbalzo. Gli investitori privati al momento sono quelli piu' spaventati e necessitano quindi di essere tranquillizzati, sembra che ormai ci sia la convinzione che l'economia Usa entrera' presto in recessione mentre in realta' i dati parlano di un possibile rallentamento, ma il panico si sta diffondendo e il rischio di un sell off prolungato, se la Fed non fara' qualche cosa per fermarlo, e' concreto.

La conta di Elliott del Russell 2000 e' da brividi. Il rialzo dai minimi del 2002 al top del 2007 potrebbe essere stato l'onda 1 di una fase impulsiva, il minimo del 2009 l'onda 2. Proiettando l'ampiezza di onda 1 dal minimo di onda 2 per 2,618 volte si ottiene esattamente il valore del massimo del 31 agosto 2018 (1742 punti) che quindi sarebbe il top di onda 3 dell'intera sequenza.
Dal massimo di agosto sarebbe partita quindi l'onda 4. Dal momento che l'onda 3 (dal minimo del 2009 al massimo del 2018) e' a sua volta composta da 5 movimenti (onda i dal minimo del 2009 al top dell'aprile 2010, onda ii fino al minimo del luglio 2010, onda iii, estesa circa 1,618 volte l'onda i, fino al top del 2015, onda iv fino al minimo di inizio 2016 e onda v fino al top del 2018) e' lecito ipotizzare che la 4 di tutta la sequenza vada a finire in area di onda iv di onda 3, quindi sui 943/44 punti.

A 1407 punti, minimo del 14 dicembre, c'era il primo dei ritracciamenti di Fibonacci di tutto il rialzo dai minimi del 2009, il 23,6%, la chiusura del 17 dicembre a 1378 ha quindi violato il supporto. Prossimi ritracciamenti a 1200 circa (38,2%) e a 1050 punti, il 50%.
(AM - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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