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martedì 11 agosto 2020

Perché il titolo di FedEx sta schizzando?

 

Il più grande servizio di consegne postali al mondo, FedEx Corporation (NYSE:FDX), ha vissuto un inatteso cambio di fortuna. Dopo la brutta performance rispetto al mercato lo scorso anno, il titolo sta ora schizzando.

In effetti, la compagnia di trasporti e logistica con sede a Memphis, Tenessee, si sta dimostrando essere la migliore scommessa del mercato azionario durante la pandemia di COVID-19.

FDX Weekly TTM
FDX Weekly TTM

Grafico settimanale FDX sui 12 mesi precedenti (TTM)

Negli ultimi tre mesi, il titolo del colosso dei trasporti ha registrato un’impennata di oltre il 50%, mentre l’indice S&P 500 è salito solo del 14%. Venerdì ha chiuso a 183,53 dollari, dopo essere rimbalzato di oltre il 6% sulla giornata.

Gli investitori sono diventati rialzisti sul titolo, incoraggiati dalla crescente domanda per i servizi di consegna della compagnia durante la pandemia, quando i clienti sono passati all’e-commerce, tra le serrate e gli ordini di stare a casa.

Fortunatamente, la ristrutturazione aziendale di FedEx, pianificata prima della pandemia, si è dimostrata essere un ottimo trampolino di lancio in questo contesto. Prima che il COVID-19 si diffondesse in tutto il mondo, la compagnia era già passata ad un modello di servizio sette giorni su sette, aveva aumentato la capacità per pacchi più grandi, introdotto un nuovo software di routing e cominciato ad inserire più pacchi Espressi nella rete Ground a basso costo.

Questi cambiamenti hanno aiutato la compagnia a far aumentare i profitti su una raffica di pacchi per privati, mentre il suo servizio di consegne per aziende, più redditizio, soffriva durante le serrate negli USA.

Aumento delle consegne Ground

L’ultimo report sugli utili trimestrali della compagnia ha inoltre dimostrato che FedEx è pronta a trarre vantaggio da questa nuova situazione. I profitti per il trimestre terminato a maggio hanno battuto ampiamente le previsioni degli analisti, con le vendite della divisione Ground schizzati del 20%.

Le consegne a domicilio hanno rappresentato il 72% delle vendite della divisione per volume, rispetto al 56% dello stesso periodo dell’anno scorso.

Prima della pandemia, FedEx faticava a conquistare la fiducia degli investitori. La maggiore preoccupazione che li faceva restare nelle retrovie erano i problemi che si ritrovava a dover affrontare la sua divisione europea dopo la costosa acquisizione del corriere olandese TNT nel 2015. L’accordo infatti non era riuscito a sbloccare quel valore che gli investitori speravano di vedere.

Le sfide legate all’integrazione ed il rallentamento dell’economia europea avevano fatto sorgere dubbi circa i benefici dell’accordo TNT, ed alcuni analisti si chiedevano se fosse stata la cosa giusta da fare. Ma la crisi sanitaria globale ha cambiato le dinamiche aziendali, dando alla direzione della compagnia l’opportunità di invertire la rotta.

“Prevedo che i clienti pagheranno di più a novembre e dicembre in futuro e penso che questo rappresenterà un cambio strutturale sul mercato”, ha affermato Brie Carere, direttrice marketing di FedEx durante una conference call con gli analisti a giugno.

Insieme al boom delle vendite Ground, la compagnia è riuscita a tenere sotto controllo i costi con tagli dei posti di lavoro, una riduzione degli incentivi nei compensi, il ritiro di aerei ed il rinvio di alcuni progetti di investimento pianificati.

Dopo queste mosse, gli analisti sono di nuovo ben disposti nei confronti del titolo di FedEx. In una nota della scorsa settimana, l’agenzia di servizi finanziari Stephens ha definito la compagnia di spedizioni l’idea migliore ed ha alzato il prezzo obiettivo al massimo di Wall Street di 215 dollari dai 180 dollari precedenti.

“L’attuale situazione di FedEx è forse la migliore che la compagnia abbia mai avuto dalla metà del 2013. In quel periodo, una serie di iniziative interne, insieme al miglioramento del macro-contesto, avevano portato ad una serie di revisioni positive delle stime ed al raddoppio del titolo nei 18 mesi successivi”, si legge nella nota.

“Vediamo molte somiglianze oggi e tuttavia il titolo si ostina a restare in range stretto, malgrado l’aumento delle notizie positive su domanda e prezzi”.

Dei 28 analisti che coprono il titolo, 21 hanno un rating buy e 7 consigliano hold. Nonostante questi sentimenti rialzisti e la recente ripresa, il titolo di FedEx si trova ancora decisamente al di sotto del massimo quinquennale di 274,66 dollari segnato all’inizio del 2018.

Morale della favola

FedEx è chiaramente uno dei beneficiari del boom dell’e-commerce innescato dalla pandemia. Questi macro-trend probabilmente resteranno in vigore, aiutando la compagnia ad alleviare le pressioni sui suoi flussi di cassa e rendendo probabili ulteriori rialzi del prezzo del titolo.

La previsione della coppia di valute EUR/CAD 11/08/20

 


Sul grafico a 4H di questo cambio, possiamo notare come la coppia EUR/CAD si e avvicinata al livello di SUPPORTO, il modello di price action ed i volumi ci fanno notare un probabile cambiamento direzionale al RIALZO.

Sul fronte dei dati macro per oggi, dobbiamo stare attenti alle pubblicazioni di: Rilevazione ZEW del sentimento sull'economica (Germania). Si tratta di un indicatore chiave delle condizioni commerciali.

Il dato viene ottenuto da un'indagine condotta presso circa 350 investitori istituzionali e analisti tedeschi. Dati superiori al previsto devono essere interpretati come positivi per l'euro, mentre valori inferiori alle attese sono da interpretarsi in senso negativo per l'EUR. Più tardi durante la giornata avremo anche: IPP (Indice dei Prezzi di Produzione) (Stati Uniti). Il PPI misura il cambiamento del prezzo dal punto di vista del Venditore.

Quando i produttori pagano di più per beni e servizi, hanno maggiori probabilità di trasferire costi maggiori al consumatore. per questa ragione si ritiene che il PPI sia un indicatore chiave dell'inflazione al consumo.

Dati superiori al previsto devono essere interpretati come positivi per il dollaro USA , mentre valori inferiori alle attese sono da interpretarsi in senso negativo per il dollaro USA.

Questa analisi non intende essere un invito o un suggerimento ad operare, ma solo una personale e momentanea visione, dell'autore, relativa allo strumento finanziario in analisi.

Cosa ci dice il selloff del cambio EUR/JPY a proposito degli altri mercati

 

Rassegna giornaliera sul mercato forex, 10 agosto 2020

Analisi realizzata alla chiusura del mercato statunitense a cura di Kathy Lien, Direttrice di FX Strategy per BK Asset Management.

Questa nuova settimana di scambi è cominciata con ulteriori guadagni per i titoli azionari, ma il rally delle borse non è riuscito a tradursi in forza per le valute. L’indice Dow Jones Industrial Average è salito per il settimo giorno di fila, ma la maggior parte dei cambi dello yen, compresa la coppia USD/JPY, non è riuscita a spingersi più su. Di fatto, il cambio USD/JPY, scambiato a 106,20 all’inizio della seduta di New York, ha respinto 106,00 entro fine giornata.

Il selloff del cambio EUR/JPY, in particolare, lancia dei segnali interessanti a proposito del mercato in generale. Innanzitutto, ci dice che i trader delle valute non sono tanto ottimisti quanto gli investitori dei titoli azionari. L’incapacità del cambio USD/JPY di salire nonostante l’ottimo report sull’occupazione di venerdì e gli ordini esecutivi firmati nel weekend dal Presidente USA Donald Trump è un segnale del fatto che i trader del forex sono ancora dell’idea che la ripresa statunitense stia perdendo slancio. Secondo loro, le ultime misure adottate da Trump, tra cui il trasferimento dei fondi del FEMA per pagare i bonus disoccupazione extra e rinviare (non sospendere) le imposte sui compensi dal 1° settembre, non sono un grande aiuto per l’economia statunitense. Suggerisce inoltre che i trader del forex pensano che il resto del mondo non sarà risparmiato dai problemi degli USA. La capacità dell’Europa di contenere il virus ha aperto la strada ad una ripresa potenzialmente sostenibile ma, visto il significativo apprezzamento di luglio, gli investitori avevano già messo in conto la maggior parte di questi miglioramenti. Ora sono preoccupati per le ripercussioni dei problemi negli USA e per i problemi che il paese sta causando al resto del mondo.

Tra il divieto di Trump su TikTok e la visita del Segretario alla Sanità USA a Taiwan, le tensioni USA-Cina hanno raggiunto nuovi massimi nelle ultime settimane. Alla fine della scorsa settimana, gli USA hanno inoltre sanzionato 11 alti funzionari di Hong Kong e, nel fine settimana, la Cina ha replicato sanzionando 11 funzionari USA, tra cui due Senatori, ed ha inviato i suoi caccia oltre la linea mediana dello Stretto di Taiwan. Sebbene la maggior parte di queste azioni non siano altro che una prova di forza da parte delle due maggiori economie mondiali, un peggioramento dei rapporti USA-Cina non sarà un bene per nessuno, soprattutto durante questo periodo precario dell’economia globale in cui entrambi i paesi si trovano in prima linea nello sviluppo di un vaccino. La cosa peggiore che potrebbe succedere è che questo peggioramento dei rapporti spinga il paese che svilupperà il vaccino a non condividere la scoperta con l’altro.

Tuttavia, il persistente rialzo delle borse rispecchia anche la fiducia dei mercati nel fatto che l’economia USA sia vicina ad un punto di svolta e che lo sviluppo di un vaccino si avrà negli USA. I nuovi casi di virus sono in calo dai massimi di luglio, con un deciso miglioramento in Florida e Texas. Proprio oggi, la Florida ha riportato il numero minore di nuovi casi da giugno. Situazione ancora ben lontana da quella della Nuova Zelanda, che ha riportato 100 giorni di contagi pari a zero. Ma è un altro paese, con un altro governo. Se i casi di virus hanno raggiunto il picco il mese scorso, allora il rallentamento della ripresa statunitense potrebbe essere contenuto. Inoltre, sebbene la scadenza autoimposta di venerdì per un accordo su uno stimolo sia passata, dovrebbe essere solo questione di tempo prima che venga raggiunto un accordo, perché non trovarlo avrebbe conseguenze troppo gravi.

Le notizie da Washington sono da tenere sotto controllo ma, allo stesso tempo, i dati sulle vendite al dettaglio USA, il sondaggio ZEW in Germania, i dati britannici ed australiani sul mercato del lavoro, il PIL del secondo trimestre nel Regno Unito e l’annuncio di politica monetaria della Reserve Bank of New Zealand saranno al centro della scena per i trader del forex. Il secondo trimestre è stato difficile per molti paesi e il Regno Unito non dovrebbe fare eccezione. In base agli indici PMI, le condizioni del mercato del lavoro britannico a luglio si sono indebolite, mentre in Australia si è visto un miglioramento. L’economia tedesca continua a riprendersi, ma sarà interessante capire se il sentimento degli investitori sarà influenzato dai problemi all’estero. Le vendite al dettaglio USA a luglio dovrebbero essere aumentate e la RBNZ ha tutte le ragioni per essere meno pessimista.

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