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martedì 10 dicembre 2019

2020: quali sono le prospettive per il nuovo anno?

 
Quali sono i principali temi in grado di influenzare il panorama degli investimenti nei prossimi anni? Nell’Outlook 2020, approfondiamo i fattori macro e di sostenibilità che secondo i nostri specialisti caratterizzeranno i mercati.
Variabili macroeconomiche: crescita, rischio, tassi
Lo scenario di base di Lombard Odier IM individua una traiettoria di crescita globale nel 2020 limitata. Non intravediamo una ripresa degli investimenti aziendali (capex), nonostante riteniamo sia probabile che Cina e Stati Uniti trovino un accordo sulla fase 1 del negoziato. Una moderata recessione e un potenziale hard-landing nei prossimi 12 mesi potrebbero far emergere rischi anche se, a nostro giudizio, le probabilità che si manifestino sono recentemente diminuite.
I riflettori saranno puntati sul rischio politico associato alle elezioni. Con l’inizio del nuovo anno, la corsa alle presidenziali statunitensi si farà più serrata e influenzerà gli assets amercani, soprattutto se, Elizabeth Warren dovesse aggiudicarsi le primarie democratiche. A gennaio dovrebbe essere approvato un accordo per Brexit, ma crediamo che, tra un anno, possa palesarsi uno nuovo scontro.
È quindi verosimile che i tassi reali si mantengano bassi e che la Banca Centrale Europea introduca ulteriori misure di allentamento monetario. Stando alle nostre previsioni, la ricerca di rendimento si imporrà come uno dei principali temi strutturali poiché, soprattutto in Europa, l’adozione di stimoli fiscali resta una strada difficilmente percorribile.
Sostenibilità, banche centrali e investimenti responsabili
Gli analisti di Lombard Odier IM confermano la convinzione che la sostenibilità rappresenti il driver principale dei rendimenti futuri. La transizione a un modello economico sostenibile è già in atto e ci aspettiamo possa accelerare fino a modificare radicalmente il nostro universo di investimento.
Gli analisti di Lombard Odier IM prendono in considerazione le diverse tematiche legate alla sostenibilità per accompagnare i nostri clienti attraverso le fasi di cambiamento. Ad esempio, riteniamo che i cambiamenti climatici saranno in cima all’agenda politica dei paesi e, secondo noi, ci sarà un maggior coinvolgimento sul tema da parte delle banche centrali, nella gestione di eventi climatici estremi.
La finanza sostenibile, probabilmente continuerà a fare da ponte verso la decarbonizzazione . La finanza sostenibile risulta già più diversificata in termini di emittenti e regioni geografiche, oltre che più complessa dal punto di vista degli strumenti. In futuro, ci aspettiamo una crescita esponenziale degli attivi totali investiti nel quadro di strategie responsabili, per quanto sia ancora necessario un considerevole aumento degli investimenti. Tenuto conto della limitata espansione globale, la sostenibilità potrebbe rivelarsi per gli investitori un importante motore di crescita.
Principali considerazioni sugli investimenti
Per rispondere alle tematiche sostenibili, i nostri specialisti evidenziano come queste possano impattare le loro asset class. Sul mercato azionario, vediamo un probabile ritorno dei titoli ciclici europei, con la sostenibilità intesa come opportunità di crescita in un contesto segnato da una crescita contenuta.
Sul mercato obbligazionario, in un contesto di tassi ridotti, è probabile che l’ottimizzazione dei rendimenti continui a essere una priorità. In merito alle obbligazioni societarie, manteniamo un giudizio positivo sul credito corporate di elevata qualità. Qualora nel 2020 dovesse aumentare la volatilità i, siamo dell’opinione che le strategie bilanciate e convertibili globali potranno beneficiarne. Guardando al credito dei mercati emergenti, segnaliamo la presenza di valutazioni interessanti su emissioni in hard currency nell’ambito di un approccio selettivo.
Sul versante dei portafogli multi-asset, privilegiamo il ribilanciamento dei rischi e la diversificazione, oltre a raccomandare una gestione attiva del drawdown, vista la maggior volatilità sui mercati.
Nei prossimi mesi è probabile che gli sviluppi commerciali, il rischio politico, i tassi bassi e la sostenibilità si affermino come elementi di contrasto.

Settimana importante per euro e USD/JPY

Rassegna giornaliera sul mercato forex 09.12.2019
Analisi realizzata alla chiusura del mercato statunitense a cura di Kathy Lien, Direttrice di FX Strategy per BK Asset Management.
Le vacanze si avvicinano ma c’è almeno un’altra settimana di possibili grandi movimenti valutari prima di entrare nello spirito delle feste. Con due annunci di politica monetaria ed una grande decisione sui dazi da parte del Presidente USA Trump, un’espansione in volatilità è quasi sicura. È una settimana particolarmente importante per EUR/USD e USD/JPY. Entrambe le coppie sono rimaste piuttosto stabili questo lunedì, ma con l’andare avanti della settimana si prevedono degli sviluppi. Per l’euro, Christine Lagarde terrà il suo primo annuncio di politica monetaria da Presidente della BCE. Ha tenuto già diversi interventi pubblici da quando è in carica, ma ha sempre tenuto per sé le sue considerazioni di natura politica. Alla conferenza stampa di questo mese dovrà necessariamente condividere le proprie considerazioni e molto probabilmente manterrà lo status quo durante il primo vertice. Sappiamo già che secondo la BCE la politica deve rimanere accomodante e i governi devono fare la loro parte per sostenere l’economia. La Germania potrebbe aver evitato una recessione, ma l’inflazione è bassa e la crescita è lenta. Per tutte queste ragioni, a Christine Lagarde non conviene escludere un ulteriore allentamento. L’economia sta iniziando solo ora ad andare nella direzione giusta, ma è ancora in alto mare, dunque al capo della BCE conviene aspettare una conferma della ripresa prima di decidere di virare, soprattutto se il Presidente Trump non dovesse prendere una decisione sui dazi cinesi prima del vertice della BCE.
Per il cambio USD/JPY la decisione di Trump sulla nuova tornata di dazi sulle merci cinesi, che dovrebbero partire dal 15 dicembre, fa passare in secondo piano l’ultimo vertice dell’anno della Federal Reserve. Trump potrebbe decidere di dare l’annuncio dopo la chiusura dei mercati di venerdì, e, a quel punto, la reazione dei mercati si vedrà la settimana prossima. Questo scenario è altamente probabile se dovesse decidere di andare avanti e imporre i dazi. La Federal Reserve e la BCE dovrebbero lasciare la politica invariata e per entrambe le banche il focus si sposta sulle previsioni. Nel caso della Fed, la maggioranza dei policy maker non ritiene necessario un ulteriore allentamento ed il dati di venerdì sull’occupazione non agricola conferma questa visione. Il Presidente vuole che la Fed continui ad abbassare i tassi di interesse, ma i dati sono stati positivi e la banca centrale potrebbe decidere di concentrarsi sui miglioramenti dell’economia. Dunque, finché Trump non annuncerà prima di giovedì l’arrivo di altri dazi per la Cina dal 15 dicembre, il rischio è al rialzo per il biglietto verde.
Il dollaro USA ha iniziato la settimana in salita contro le principali controparti, ma l’impennata è stata cauta in vista di questa settimana piena di notizie. Purtroppo il mercato non ha indizi sulla decisione di Trump, che è l’evento più rilevante della settimana. Oltre al FOMC, negli USA si attendono i dati sull’inflazione USA e sulle vendite al dettaglio. Se la Fed sarà ottimista e l’amministrazione Trump non porterà il mercato a credere che i dazi sono ormai cosa fatta, il cambio USD/JPY salirà sopra 109. Tuttavia, se la Casa Bianca dovesse andarci pesante con la Cina, allora né i dati positivi né l’ottimismo della Fed riusciranno ad aiutare il cambio USD/JPY.
In contrasto ai guadagni di euro, sterlina e USD/JPY, il dollaro australiano e quello neozelandese sono scesi sulla scia di dati cinesi più deboli. Sull’export continuano a pesare i dazi e la paura è che il fardello sarà ancora più pesante se i dazi aumenteranno questo mese. Sarà interessante vedere se il Governatore della RBA Lowe farà qualche riferimento a queste problematiche durante il discorso di stasera. L’ultima dichiarazione della RBA non è stata così cauta come ci si aspettava, ma c’è da dire che le relazioni USA-Cina sono peggiorate da allora.

Why There Remains a Case For a $4,200 Bitcoin (BTC) in 2020

Over the past few days, Bitcoin (BTC) has shown signs that the bottom is in.
For instance, prominent trader Filb Filb noted in a recent newsletter that the cryptocurrency bounced off the “miner’s bottom,” the price at which the average cryptocurrency breaks even when mining BTC. This is notable as the crypto market bottomed when Bitcoin interacted with the miner’s bottom in December 2018. That’s not to mention that the price chart printed an area of so-called bullish divergences at the $6,500 level.
Despite these positive signs, one popular analyst has argued that there is little to be bullish about, despite the fact that the cryptocurrency has been maintaining above $7,000 for the past few days, which some say is a sign of bullish consolidation.
Related Reading: Last Weekly Golden Cross Led Bitcoin to Rally 75% Rapidly; Will the Same Happen Now?

Analysts Suggest Bitcoin In For 40% Drop

NebraskanGooner, an advisor to Glassnode and founder of cryptocurrency exchange Level Invest, recently noted that he’s not “seeing much to be bullish about and I won’t rule out $4,200 in the long term.”
Backing his point, he remarked that the one-day on-balance volume indicator, which is an indicator of underlying market activity, has printed a bearish double-top, and that BTC has formed a bearish flag pattern that implies a continuation to the downside will occur.


I'm not seeing much to be bullish about and I won't rule out $4200 in the long term

If $6.9k area is unable to hold then $6.3k area will be visited. $6k support could fall right through as it didnt provide resistance on the way up, but seems more likely to bounce there
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Nebraskan’s analysis that Bitcoin is in a massive bearish flag/pennant has been corroborated by CryptoHamster, a popular cryptocurrency trader whose work NewsBTC has covered in the past.
This analyst also noted that BTC’s price is showing signs of weakness, almost as if it wants to replicate the move from the $9,000s to $6,600 again. Hamster’s flag suggests Bitcoin will reach $4,600 in the coming weeks, which is similar to Nebraskan’s target of $4,200.
It isn’t only that. Per previous reports from NewsBTC, Bitcoin’s current price trajectory is looking “amazingly similar” to how the cryptocurrency was trading in May and June of 2018, which was in the middle of the strong downturn that took BTC to $3,000.
An analyst named James noted that in both cases, Bitcoin was rejected by horizontal resistance at $9,500, the price has found itself stuck between $7,800 and $5,700, and the RSI has entered into a “bear market zone.”
Should history repeat, Bitcoin may find itself heading back under $6,000 again, then $5,000, and maybe even under $4,000.
Amazingly similar spot we find ourselves in compared to May/June 2018.

If history were to repeat...
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But What About the Bottom?

While there are these harrowing signs, there remain some sure that the bottom is truly in.
Adaptive Capital’s Willy Woo, a popular on-chain metrics analyst, noted on Dec. 7 that a proprietary indicator his fund uses is implying that the usage of the Bitcoin network is implying that bulls will soon gain the upper hand again:
“On-chain momentum is crossing into bullish [territory]… The bottom is most likely in, any [move] lower will be just a wick in the macro view.”
Bitcoin bullish momentum
Woo later doubled down on this opinion, writing that he only makes tweets about market opinions that he is seriously convicted of, as making the wrong call puts his and his fund’s reputation potentially on the line.
There’s also been an analyst named “CL,” who recently posted the chart that can be seen below. In it, he depicts that Bitcoin’s long-term $6,300 Point of Control (POC) — a price at which an asset saw the most trading activity—was front-run by investors during the drop to $6,500.
Bitcoin bottom
While there is no guarantee that cryptocurrency bears will push the cryptocurrency to actually test the POC in and around $6,300, which is now 15 percent lower than Bitcoin’s current price, a similar pattern of “front running” the POC was seen during the $3,100 bottom of December 2018.
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