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venerdì 18 gennaio 2019

3 Big Pharma da comprare


L'intero sistema di farmacie tradizionali potrebbe vedere una rivoluzione copernicana con l’entrata in scena delle nuove sinergie tra società non farmaceutiche. Nello specifico si parla di Amazon e Microsoft, sempre più intenzionate ad entrare a gamba tesa nel settore, ma anche di alleanze come quelle di Berkshire Hathaway e JPMorgan.
Eppure per Chris Lau esistono azioni sottovalutate che vale la pena di prendere in considerazione in caso di investimenti.  


AbbVie Inc. (NYSE: ABBV)

Entrata nel mercato delle quotazioni nel 2013, l'azienda ha continuato nella sua missione di creare una reatà biotecnologica orientata all'innovazione e incentrata sul paziente.

La crescita dei ricavi, accelerata lo scorso anno, è la prova del successo ottenuto. Per l’immediato futuro, ricorda Lau, il progetto di crescita si basa sui farmaci biosimilari che dovrebbero aiutare a superare il danno della perdita del brevetto su HUMIRA, il suo cavallo di battaglia.
Inoltre nuovi farmaci come Imbruvica e Venclexta per il momento visti come costi operativi, sosterranno la crescita nel prossimo decennio. il franchising di ematologia e oncologia di AbbVie sta crescendo anche grazie a nuove molecole. Upadacitinib e risankizumab, se approvati, arriveranno sul mercato entro la fine dell'anno.

A tutto vantaggio delle entrate. Non solo ma a questo si deve aggiungere anche un prossimo buyback da 5 miliardi di dollari.  

Regeneron Pharmaceuticals (NASDAQ: REGN)

Il suo farmaco per la dermatite atopica, Dupixent, ha un forte tasso di crescita delle prescrizioni ed un altrettanto alto tasso di fidelizzazione.
Non solo ma il team di ricerca ha visto nuove possibilità con l’incrocio di molecole che permettono di ampliare il già ampio spettro di trattamenti. Nel caso del cancro al polmone non a piccole cellule, dove Keytruda fallì, Regeneron spera che il suo farmaco sia efficace almeno quanto quello di Merck (NYSE: MRK ), altra concorrente.

Per quanto riguarda i principali driver delle entrate di Regeneron l’attenzione è puntata su Dupixent che nell’ultimo trimestre, sottolinea il report di Lau, ha visto vendite globali per $ 260 milioni, mentre quelle annualizzate si sono avvicinate al miliardo annualizzati. Il farmaco ha dato risultati positivi nell'asma eosinofila, un mercato particolarmente ampio e in cui il farmaco potrà presto eccellere.

Amgen Inc.
(NASDAQ: AMGN) 

Recentemente l’aziendaha evidenziato i suoi obiettivi di crescita a doppia cifra. In particolare il margine operativo passerà dal 38% al 52%-54%, il tutto risparmiando $ 1,5 miliardi. I prossimi driver di crescita saranno nove nuovi prodotti in due aree terapeutiche.

Il focus di Amgen si sta concentrando sui farmaci antitumorali che, tradotti in cifre, generano 4 miliardi di dollari di ricavi e hanno visto tassi di crescita a due cifre negli ultimi dodici mesi. Guardando al futuro, Amgen punta a molecole e farmaci biospecifici. In tutto questo si deve considerare anche l’aumento della sua presenza che dai precedenti 50 paesi (nel 2011) sono arrivati ad essere oltre 100 alla fine dello scorso anno.
I suoi investimenti in ricerca e sviluppo particolarmente forti, si sono concentrati nello spazio genetico.  
Fonte: News Trend Online

Analisi Ciclica sull’Indice Ftse Mib

Vediamo di fare un’Analisi Ciclica sull’Indice Ftse Mib (in realtà il future) per capire i potenziali sviluppi per i prossimi giorni.
Vediamo l’andamento del future Ftse Mib a partire dal minimo del 27 dicembre con dati a 15 minuti aggiornati alle ore 11:15 di oggi 18 gennaio:
(Il grafico è stato realizzato con il Cycles Navigator da me ideato)
La linea verde a pallini rappresenta i prezzi del future Ftse Mib.

La linea Bianca rappresenta il potenziale andamento ciclico (valido soprattutto per i tempi e per le tendenze e non per le forze- ovvero i prezzi). La linea Gialla in basso è un indicatore di Intensità di Forze Cicliche (ne uso circa 6-7 differenti).
Questo grafico rappresenta il Ciclo metà-Intermedio (durata media di 1,5 mesi solari circa) – questo ciclo è partito il 27 dicembre, come per gli altri mercati Europei.
Sta avendo una regolare spinta che in base all’analisi multi-Ciclica potrebbe proseguire sino a circa il 25 gennaio (vedi ellisse gialla). Successivamente è atteso un graduale indebolimento per andare alla chiusura ciclica poco oltre la metà di febbraio. Non inganni la linea bianca nel grafico che non ha l’obbiettivo di misurare la forza, ma solo il ritmo di fasi di spinta verso l’alto o verso il basso.
Chiaramente si tratta di previsioni probabilistiche ed eventuali rialzi prolungati come tempi e come prezzi potrebbero portare ad una differente struttura, fatto per ora non preventivabile.
Giusto per dare qualche riferimento di prezzo sul future (che io chiamo “livelli critici” e non sono veri target price) una ulteriore ripresa di forza potrebbe riportare verso 19700 e sino a 20000.

Valori superiori e verso 20300 conferirebbero al ciclo una maggior forza ed il raggiungimento di 20500 potrebbe modificare la struttura di questo ciclo.
Dal lato opposto una “fisiologica” correzione potrebbe portare verso 19200 e sino a 18900. Valori inferiori a 18700 ci direbbero di un ciclo che entra nella sua fase debole.
Oltre abbiamo 18500 e 18300. Per ora è difficile ipotizzare prezzi sino ai minimi del 27 dicembre.
Ricordo che per quanto ci siano delle strutture cicliche all’interno dei mercati finanziari queste non sono e non possono essere esattamente regolari. Pertanto l’analisi svolta (come tutta l’analisi tecnica) non può che essere di tipo probabilistico, nel rispetto di una serie di regole che l’Analisi Ciclica prevede.
Autore: Eugenio Sartorelli Fonte: News Trend Online

Q&A sugli sviluppi della Brexit e implicazioni sulla sterlina


Vasileios Gkionakis, Phd Global Head Of Fx Strategy Lombard Odier IM, spiega che lo scorso mese ci sono stati moltissimi sviluppi sul fronte Brexit, anche se i progressi sostanziali sono stati limitati. Con così tanti colpi di scena all’interno del dramma Brexit, riteniamo utile un Q&A su ciò che è successo per approfondire ulteriormente le implicazioni per la sterlina.
Qual è stato il risultato del voto del parlamento britannico sul Withdrawal Agreement -WA?
Il WA tra il Regno Unito e l'UE, che è stato approvato dalle due parti alla fine di novembre 2018, è stato finalmente portato al voto il 15 gennaio - spiega Vasileios Gkionakis -.

Come ci si aspettava, la proposta è stata respinta con un margine sorprendentemente ampio di 230 deputati - 202 a favore e 432 contrari. E 'stata la più grande sconfitta inflitta a qualsiasi governo della storia moderna, che ha spinto il leader del partito laburista Jeremy Corbyn a chiedere un voto di sfiducia nel governo.

Voto di sfiducia al governo

La mozione ha avuto luogo il 16 gennaio ed è stata respinta in quanto il Partito dell'Unione Democratica (DUP) - che ha sostenuto il governo della minoranza conservatrice dalle elezioni generali del 2017 - è rimasto vicino all'amministrazione May.
Come ha reagito la sterlina a questi sviluppi e perché?
Nonostante il rifiuto della WA, il GBP è stato protagonista di un rally da martedì sera, salendo verso l'1,29, con il rapporto EURO- GBP al di sotto dello 0,89.

Riteniamo che due sviluppi abbiano contribuito all'ottimismo del mercato - spiega Vasileios Gkionakis -. In primo luogo, la sconfitta della mozione di sfiducia ha ridotto sostanzialmente la probabilità di un'elezione generale e la relativa incertezza (ad esempio, la bassa probabilità di un governo guidato da Corbyn, che sarebbe percepita come non favorevole alle imprese).
In secondo luogo, e soprattutto, la determinazione del Primo Ministro May nel continuare le trattative, ha dato un segnale positivo al mercato: in particolare, la sua dichiarazione di cercare dialogo tra i partiti su come procedere con i potenziali aggiustamenti del WA, apre la strada ad un "accordo modificato", compensando il dissenso dei sostenitori della Brexit.
Come andranno avanti le cose?
Una proroga della scadenza dell’Articolo 50 (attualmente il 29 marzo) è molto probabile in quanto il tempo a disposizione è molto limitato - spiega Vasileios Gkionakis -.

Il primo ministro May si consulterà con i leader di partito per elaborare una serie di proposte di modifica dell'accordo di WA da comunicare all'UE (Jeremy Corbyn si è finora rifiutato di partecipare alle discussioni, a meno che il primo ministro May non “rimuova la prospettiva di un Brexit senza contropartita", il che complica ulteriormente la situazione).
Attualmente, sembra improbabile che l'UE accetti di concedere al Regno Unito il diritto di uscita unilaterale dalla frontiera irlandese. 'offerta di rafforzare la decisione politica per raggiungere un accordo commerciale con il Regno Unito durante il periodo di transizione è altamente probabile.

Resta da vedere se l'UE accetti modifiche più significative dell'accordo di WA (e questo è molto difficile da realizzare). A nostro avviso, l'obiettivo è ora quello di concordare una serie di modifiche per aumentare le possibilità che in un successivo turno di votazioni (forse nelle prossime settimane) l'accordo di WA modificato ottenga un più ampio sostegno parlamentare.
Che cosa significa questo per la sterlina?
Senza dubbio la situazione rimane molto complessa e in divenire.

Ma la decisione di May di non dimettersi - dopo una sconfitta così clamorosa - e la sua determinazione a proseguire i negoziati hanno offerto un certo conforto ai mercati - spiega Vasileios Gkionakis -. Ciò è stato interpretato come un'ulteriore riduzione della probabilità di una Brexit disordinato e un aumento della probabilità che - dopo un intenso dibattito e alcune modifiche all'accordo di WA - ci sarà infine un compromesso parlamentare britannico che porterà ad uno scenario di soft-Brexit.
In linea con questi assunti, ribadiamo la nostra previsione rialzista a medio termine per la sterlina inglese: Vasileios Gkionakis si aspetta un graduale deprezzamento del premio di rischio in caso di uno scenario hard-Brexit, così come un repricing più elevato rispetto alla traiettoria dei tassi di interesse della BoE (in caso di soft Brexit).
Tuttavia, a breve termine, la valuta rimarrà soggetta al rischio politico e vulnerabile alle vendite ogni volta che si rialza - ci aspettiamo che le oscillazioni siano comprese tra 1,26 e 1,30.
La probabile proroga dell'Articolo 50 è fondamentalmente positiva per la sterlina, ma suggerisce che attraverseremo un periodo di negoziati e di incertezza più lungo del previsto - spiega Vasileios Gkionakis -.

Di conseguenza, abbiamo ridotto la nostra previsione del primo trimestre 2019 sul cambio sterlina-dollaro a 1,32 da 1,35, e la nostra previsione del secondo trimestre 2019 a 1,35 da 1,37. Il nostro target di fine anno rimane invariato a 1,37 nello scenario di un eventuale accordo soft Brexit.
Nello scenario (molto improbabile) in cui non si trovi un accordo sulla Brexit, ci aspettiamo che il cambio sterlina-dollaro venga scambiato a circa 1,15 in quanto il mercato si apprezzerebbe a fronte di un possibile collasso dell'economia britannica.  Il tasso di cambio tra euro e sterlina varrebbe scambiato quasi a parità.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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