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giovedì 21 febbraio 2019

Real estate quotato, il quadro rimane favorevole


Damien Marichal, co-gestore delle strategie sull'immobiliare quotato europeo di Degroof Petercam AM, spiega che nonostante la prossimità della fine del ciclo rialzista dei mercati immobiliari, l’outlook globale rimane relativamente solido per i prossimi due anni.
I principali rischi per il settore immobiliare, come un incremento dei tassi d’interesse e un declino economico, sono mitigati rispettivamente dall’esistenza di uno spread elevato rispetto alla media storica (rendimento implicito degli immobili meno i tassi d’interesse) e di un mercato degli affitti abbastanza incoraggiante grazie ad una domanda soddisfacente e ad un’offerta contenuta.
In questo panorama relativamente favorevole, il settore immobiliare quotato è oggi valutato positivamente con uno sconto del 10% circa, se paragonato al mercato diretto, mentre le aspettative di ritorno totale per i prossimi due anni raggiungono l’8-9% annuo, dei quali la metà è rendimento da entrate (dividendi) e l’altra metà è rendimento sul capitale (la crescita del NAV derivante essenzialmente dalla crescita degli affitti a parità di condizioni).

Da un punto di vista geografico, Germania, Spagna e Svezia dovrebbero registrare i tassi di crescita più alti, mentre dal punto di vista settoriale, i settori industriale e logistico dovrebbero continuare a sovraperformare quasi ovunque, così come quello residenziale, specialmente in Germania.

Alcuni mercati degli uffici continueranno a distinguersi in Spagna, a Parigi e in Svezia - spiega Damien Marichal -. Il settore retail continuerà a dover affrontare un contesto difficile, ma a quanto pare ciò è già prezzato nei prezzi delle azioni delle società principali come Unibail Rodamco Westfield, Klepierre o Carmila.

Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

Cina, in arrivo stimoli pari al 5% del PIL


Norman Villamin, CIO Private Banking e Head of Asset Allocation di Union Bancaire Privée (UBP), spiega che la crescita della Cina ha visto un rallentamento al 6,4% nel quarto trimestre del 2018, mentre gli indicatori di gennaio continuano a suggerire una crescita modesta.
Noi per il 2019 prevediamo una crescita del 6%. Le autorità hanno già attuato diverse misure nel 2018 per attutire il rallentamento, ma i funzionari sembrano destinati ad adottare provvedimenti più aggressivi con un ampliamento delle misure in vista. Norman Villamin si aspetta che i provvedimenti per il 2019 si basino su una politica monetaria più flessibile e su un maggiore sostegno fiscale mirato ai consumi, alle imprese private e ai progetti infrastrutturali.
Ulteriori riduzioni dell'IVA o incentivi fiscali e probabilmente sovvenzioni per incentivare l’acquisto di auto ed elettrodomestici dovrebbero sostenere i consumi e gli investimenti, in particolare nelle piccole imprese.

Lo stimolo fiscale potrebbe rappresentare l'1,6-1,7% del PIL, con effetti positivi previsti per la seconda metà dell’anno in corso. Ciò dovrebbe spingere il deficit di bilancio al di sopra del 3% nel 2019.
La crescita del credito dovrebbe essere sostenuta da maggiori iniezioni di liquidità, abbinate a inferiori coefficienti di riserva per le banche e a una possibile riduzione dei tassi ufficiali di riferimento - spiega Norman Villamin -.

La Banca Popolare Cinese mira inoltre a ridurre il costo del credito per le piccole imprese e a migliorare la trasmissione del credito. Le autorità monetarie vogliono evitare di sovraccaricare l'economia con la liquidità, agevolando il credito in modo selettivo e rivolgendosi alle banche e ai settori in base alle risorse disponibili.

Oltre all'alleggerimento fiscale, l'approvazione rapida dei progetti infrastrutturali e l'aumento delle emissioni obbligazionarie mirate (titoli di Stato locali) rappresentano un canale fuori bilancio che dovrebbe aggiungersi allo stimolo fiscale.
Sul fronte commerciale, sembra possibile un accordo parziale con gli Stati Uniti, in quanto le autorità cinesi hanno offerto alcune concessioni alle richieste statunitensi - spiega Norman Villamin -.

Nell’immediato le tensioni sui dazi potrebbero attenuarsi, ma le preoccupazioni per i trasferimenti di tecnologia e la sicurezza informatica potrebbero continuare a sussistere, suggerendo la prospettiva di una ripresa delle tensioni in futuro.
La Cina ha reagito con lentezza al rallentamento e ai venti contrari globali, ma ha ora mobilitato sia la politica di bilancio che quella monetaria per passare a misure più aggressive; l'importo totale degli stimoli potrebbe rappresentare quasi il 5% del PIL.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

Acquisti senza sosta su Litecoin, +60% da inizio Febbraio


Riprende a gonfie vele il rally di Litecoin (LTC), dopo lo stop avvenuto nella passata settimana che aveva riportato il prezzo al di sotto del pivot point a 45 dollari.
Come avevamo evidenziato nella precedente analisi, un ritorno al di sopra dei 45 dollari avrebbe potuto fornire una nuova spinta rialzista al mercato.
Nella seduta di ieri Litecoin ha infatti raggiunto la resistenza posizionata a 50 dollari, ovvero il target di prezzo che era stato fornito dal modello testa e spalle rovesciato; le contrattazioni si sono aperte a 48.106 e chiuse a 52.560 dollari, in rialzo di oltre il 9% (dati di Bitfinex).
Il mercato ha aggiornato anche i massimi annuali raggiungendo quota 53.792 dollari; tale livello non veniva toccato da inizio novembre 2018.
Nella sessione odierna, la quinta criptovaluta per capitalizzazione sta scambiando in territorio negativo, come tutta la maggior parte del comparto crypto. 
Il quadro tecnico rimane comunque positivo e se il mercato riuscisse a rimanere al di sopra dei 50 dollari potremmo ancora assistere ad una prosecuzione degli acquisti nelle prossime sessioni; tuttavia non è escluso di assistere a fisiologici ritracciamenti nell’area di prezzo compresa tra 48 e 45 dollari, che non modificherebbero in ogni caso l’outlook attuale.

Una chiusura al di sotto dei 40 dollari costruirebbe invece l'occasione per nuovi ingressi short. 
La prossima resistenza è posizionata a 57 dollari; i supporti sono invece a 50, 45, 42, 36, 32, 25 dollari.

Per chi volesse acquistare Litecoin

Il segnale di acquisto è scattato con il recupero di quota 36 dollari (6 gennaio); possibili ora entrare long sui pull back fino a quota 41 dollari; stop loss ora a 40 e primo target a 50 (raggiunto il 20 Febbraio) dollari ed in estensione 57 e 65 dollari.

Per chi detiene attualmente Litecoin

Mantenere le posizioni

Per chi volesse vendere Litecoin

Attendere un ritorno sotto area 40 dollari, con stop loss a 50 dollari e primo target a 36 dollari.

Target

Rialzista
  • 50 (raggiunto il 20 febbraio)
  • 57
  • 65
  • 80
  • 90
  • 100
  • 120
Ribassista
  • 6 0 (raggiunto il 10 agosto)
  • 50 (raggiunto il 14 agosto)
  • 40 (raggiunto il 19 Novembre)
  • 32 (raggiunto il 20 Novembre)
  • 25 (raggiunto il 7 Dicembre)
  • 20
  • 15
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Grafico Litecoin/USD di Tradingview
Fonte: News Trend Online

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