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martedì 7 luglio 2020

Bitcoin colpito da triplo pattern ribassista

Il Bitcoin è in stallo da oltre un mese, dopo aver toccato il massimo di 10.390 dollari il 1° giugno. Per i tecnici, questo letargo persiste da molto più tempo, da fine aprile.
Sì, la moneta digitale ha registrato dei massimi più alti fino al 1° giugno, ma si è trattato per lo più di churning. In effetti, i guadagni sono stati insignificanti se confrontati con la selvaggia impennata dell’80% dai minimi di marzo al picco del 30 aprile.
Forse il Bitcoin, che qualcuno considera un asset rifugio, sta scendendo considerato il sentimento di propensione al rischio che sta spingendo i mercati. Dopotutto, l’indice S&P 500 è balzato del 2,4% dal 1° giugno. 
Se così fosse, dovrebbe rendere la criptovaluta la più sensibile al rischio. Ma il Bitcoin è crollato dell’11,3% dal 1° giugno, mentre l’oro, forse l’asset rifugio supremo, è rimbalzato del 2% nello stesso periodo, così come il franco svizzero. Il dollaro è sceso dello 0,9%, mentre il rendimento dei bond USA e lo yen sono rimasti invariati.
Abbiamo una confessione da fare: quando l’arrivo del COVID-19 terrorizzava tutti e i titoli azionari stavano crollando, eravamo sicuri che il Bitcoin sarebbe schizzato alle stelle. Le persone non volevano toccare il denaro fisico, generalmente l’asset più in circolazione durante una pandemia globale. Non volevano nemmeno uscire di casa. Perciò un’impennata dell’online banking avrebbe dovuto mettere i cripto-asset in prima linea.
Ma non è andata così. Al contrario, il Bitcoin è sceso insieme ai titoli azionari ed è rimbalzato quando le borse si sono riprese. Solo che ora, dopo che i titoli azionari hanno visto un breakout dalle loro rispettive aree di congestione, la moneta digitale sembra essere rimasta indietro, sviluppando un pattern ribassista dopo l’altro sui grafici e preparandosi a completare un’importante inversione.
Daily BTC/USD Technicals
Daily BTC/USD Technicals
Grafico tecnico giornaliero BTC/USD
Tanto per cominciare, il Bitcoin è sceso al di sotto della linea di trend in salita dai minimi di marzo. Il tonfo ha fornito terreno fertile per una flag rialzista, il cui breakout ha aperto la strada ad un pennant ribassista, il cui breakout, a sua volta, completerebbe un apice testa e spalle. Secondo i nostri calcoli, sono tre segnali ribassisti di fila.
Sia la flag rialzista che il pennant sono ribassisti in seguito a queste oscillazioni di prezzo. Gli investitori vogliono assicurarsi la vittoria, cercando di capire quali saranno le prossime mosse, sia per l’asset che per gli scambi.
Questa breve pausa del trend discendente di base consente ad un nuovo branco di orsi di riprendere da dove gli altri avevano abbandonato le proprie posizioni. Quando questo periodo di scambi sarà finito, avverrà il breakout, nella direzione del trend discendente di base. Ciò indica che chiunque volesse uscire è uscito e chiunque sia rimasto è presente per cavalcare la prossima mossa al ribasso.
I venditori abbassano le loro offerte, nel tentativo di trovare compratori intenzionati ad entrare a quello che considerano un prezzo interessante. Ecco come infrangono il pattern. Ciò che segue è una reazione a catena del mercato di short innescate e liquidazioni di long.
Questo calo potrebbe essere interrotto da una “short squeeze”, che inietterebbe una domanda temporanea e rispingerebbe il prezzo verso il pattern. Ma, un mercato che è presumibilmente inclinato verso l’offerta, coprirebbe quella domanda e spingerebbe nuovamente i prezzi verso gli ultimi minimi, e poi ancora più giù. In termini tecnici, il breakout è stato seguito da una mossa di ritorno che ha “ritestato” la resistenza del pattern.
Il pennant ha raggiunto solo circa metà dell’obiettivo della flag. Se dovesse raggiungere il suo obiettivo, completerebbe l’apice testa e spalle. 
Il pennant è un indicatore secondario il cui obiettivo implicito conferma, e di conseguenza rafforza, l’obiettivo implicito della flag, rendendo ancora più probabile un breakout al ribasso del pattern testa e spalle. E questo pattern è più grande, e più significativo, con un obiettivo implicito molto più profondo di almeno 8.000 dollari.
Notiamo che l’indice RSI ha già completato l’apice testa e spalle dal punto di vista dello slancio. Ha persino fornito una mossa di ritorno che ha ritestato con successo la resistenza. 
Anche il MACD ha dato la sua versione di un breakout al ribasso, scendendo sotto 0, già sul breakout della flag. L’indicatore, che confronta varie medie di prezzo, fornisce un segnale sell da quando ha lasciato i massimi del 1° luglio e già ben prima dello sviluppo della flag, il primo dei due pattern di continuazione.
Strategie di trading
trader conservatori dovrebbero aspettare un breakout al ribasso dell’apice testa e spalle che superi la DMA su 200 su base di chiusura e che resti al di sotto della neckline per almeno 3 giorni (compreso, idealmente, il fine settimana), se non della DMA su 200. Poi dovrebbero aspettare una mossa di ritorno che ritesti con successo la neckline infranta. Una resistenza qui dimostrerebbe che c’è una continua offerta.
Anche i trader moderati potrebbero preferire aspettare un calo sotto la DMA su 200, con almeno un periodo di due giorni in cui il prezzo resti al di sotto della neckline, se non al di sotto della DMA su 200Poi aspetterebbero il rally di correzione per un miglior punto di entrata, piuttosto che per una prova del trend.
trader aggressivi potrebbero andare short sul breakout, aumentando di conseguenza le probabilità di evitare una trappola degli orsi se dovessero aspettare una chiusura sotto il minimo del 27 giugno di 8.857,30 dollari del pennant. Potrebbero voler impiegare almeno un filtro di un giorno ed aspettare una mossa di ritorno se non vogliono rischiare un ampio stop-loss.
Esempio di trading - posizione short aggressiva
  • Entrata: 9.000
  • Stop-Loss: 9.250, sopra l’apice del pennant
  • Rischio: 250
  • Obiettivo: 8.000
  • Ricompensa: 1.000
  • Rapporto di rischio-ricompensa: 1:4

Il greggio schizza oltre i 40 dollari; l’oro resta concentrato sui 1800

I tori del greggio cercheranno di proseguire l’avanzata nel territorio dei 40 dollari questa settimana, basandosi sulle aspettative di una domanda considerevole di carburante durante il weekend della Festa dell’Indipendenza USA appena trascorso. Il fatto che il governo Trump stia sminuendo la pandemia di coronavirus contribuirà ad aiutare chi è long sul greggio.
Le scorte di greggio USA sono scese di 7,2 milioni di barili nella settimana terminata il 26 giugno, circa 10 volte più del previsto, ed i trader saranno giustificati se si aspetteranno un altro drastico calo per la settimana culminata nella festa del 4 luglio.
Daily WTI Crude Futures
Daily WTI Crude Futures
Grafico giornaliero future WTI
E, sebbene la produzione di greggio USA ed il numero di impianti attivi non stiano più scendendo come tre mesi fa, l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio proseguirà con il giro di vite sulla produzione globale per assicurarsi che non ci siano pause nello slancio rialzista del mercato.
L’alleanza OPEC+ guidata dai sauditi, con la collaborazione della Russia, e formata da una ventina di esportatori di greggio ha promesso di tagliare la produzione al ritmo record di 9,7 milioni di barili al giorno per il terzo mese di fila a luglio. A partire da agosto, saranno eliminati 7,7 milioni di barili al giorno fino a dicembre.
Il greggio salirà ancora oltre 40 dollari
Nel complesso, il calo delle scorte di greggio USA ed i tagli OPEC+ forniranno un’adeguata base di supporto affinché i future del West Texas Intermediate e del Brent proseguano il loro rally sopra i 40 dollari questa settimana.
I dati positivi sull’occupazione USA hanno aiutato il prezzo del greggio a schizzare di più del 4% la scorsa settimana, cancellando le perdite della settimana precedente.
Il WTI ha visto un’impennata del 5,6%, rispetto al tonfo del 3,2% della settimana prima. Il Brent è rimbalzato del 4,3%, compensando il crollo del 2,8% della settimana precedente.
Tuttavia, l’aumento dei casi di COVID-19 potrebbe ridimensionare il sentimento rialzista sul greggio e rappresentare un ostacolo per il mercato, ed i tori del greggio hanno bisogno di un antidoto efficace per neutralizzare questa paura.
E qui entra in scena il Presidente Donald Trump che nel fine settimana ha annunciato che il 99% dei casi di COVID-19 sono “innocui”.
Il commento del presidente è stato reso nonostante il Texas, il principale stato di raffinazione di greggio negli USA, e la Florida, la maggiore meta turistica del paese, abbiano riportato il più alto aumento giornaliero di nuovi casi confermati di coronavirus negli ultimi giorni, portando il totale delle vittime in tutto il paese a quasi 130.000, mentre i contagi hanno superato i 2,8 milioni di unità.
Se la nuova ondata di contagi dovesse scatenare il panico, potrebbe spingere i governatori a chiudere nuovamente le economie, come hanno fatto a marzo e per tutto aprile, una decisione che peserebbe sulla ripresa economica e sulla domanda di greggio. Il governo Trump sta facendo tutto il possibile per evitarlo.
Stephen Hahn, commissario della US Food and Drug Administration, è sembrato in difficoltà ieri nel non contraddire apertamente i commenti di Trump secondo cui il 99% dei nuovi casi di COVID-19 non sarebbero rischiosi, affermando che si tratta di “un problema serio” e che “dobbiamo fare qualcosa per arginare la marea”.
Jeffrey Halley, esperto senior di strategie di mercato a Sydney per la piattaforma di trading online OANDA, afferma che l’ “immunità di gregge” dei mercati finanziari per la pandemia è stata rafforzata dai tentativi di sminuire il ritorno del virus.
 “I prezzi del greggio sembrano bilanciati equamente tra forze contrastanti al momento”, spiega Halley. “Da un lato, la raffica di dati economici pubblicati la scorsa settimana sta sottolineando che la ripresa globale è in atto per il momento”, afferma.
 “Dall’altro, essendo schizzato così tanto per così poco da metà marzo, gli assillanti dubbi sulla longevità della ripresa stanno limitando i guadagni”.
Dai minimi di fine aprile, il WTI ha visto un’impennata di oltre il 300%, mentre il Brent del 190%.
Volatilità all’orizzonte per i fan dell’oro
Per quanto riguarda l’oro, i fan dell’asset rifugio che hanno finalmente visto il prezzo segnare i 1.800 dollari la scorsa settimana potrebbero dover aspettare un po’ per avere la ricompensa di 2.000 dollari l’oncia e oltre, in quanto si prevedono nuove ondate di volatilità dallo scontro tra rischio e seconda ondata di COVID-19.
I future dell’oro USA hanno segnato 1.803,95 dollari la scorsa settimana, il massimo dopo il picco storico di 1.911,60 dollari del settembre 2011.
L’oro spot ha raggiunto 1.789,48 dollari, il massimo dall’inizio di ottobre 2012. Il prezzo aveva segnato il massimo storico di 1.920,85 dollari nel settembre 2011.
Daily Gold Futures Chart
Daily Gold Futures Chart
Grafico giornaliero future dell’oro
Il rialzo dell’oro è stato smorzato dalla propensione al rischio che ha spinto gli indici azionari asiatici ai massimi di quattro mesi questa mattina, nelle aspettative di una liquidità super-economica e di uno stimolo fiscale per sostenere la ripresa economica globale.
 “Stiamo assistendo a forti rialzi sui mercati azionari ad Hong Kong ed in Cina” e questo tipo di movimento positivo per la crescita dovrebbe pesare sull’oro, ha spiegato a Reuters Michael McCarthy, a capo delle strategie per CMC Markets.
Nota: Barani Krishnan non possiede e non ha una posizione su nessuna delle materie prime o asset di cui scrive.

L’unica cosa certa è l’incertezza… che regna nei mercati

A dire il vero una certezza c’è ed è che la FED non abbandonerà i mercati al loro destino ma sarà sempre lì pronta con il paracadute a sostenerli.
Tra pochi giorni inizierà il resoconto delle trimestrali delle aziende quotate la cosiddetta “Reporting Season”.
Ma quali dati pubblicheranno le aziende alla fine del secondo trimestre senza una certezza di quello che sarà il futuro nei prossimi mesi?
Basare acquisti o vendite su dati incerti e quantomeno l’opposto di cui si nutre la borsa.
Però purtroppo la realtà brutta a dirsi è proprio questa.
Nessuno può dire come andranno le cose nel futuro e quindi dobbiamo porci il problema di cosa valutare.
L’analisi delle stime consentirà solo una parziale lettura e tutto dovrà essere basato su un’ampia fiducia che dovrà essere data ai dirigenti delle aziende.
Quindi non più valutazioni “analitiche” ma fiducia nelle persone che precedentemente avevano portato risultati.


In questo contesto di difficoltà di fare analisi micro, nelle analisi macro ci si riferisce ovviamente all’andamento generale dei contagi e delle capacità dell’economia e di tornare alle attività pre Covid-19.
Quindi gli utili sono assolutamente in grande contrazione nel 2020 e si punta nel 2021 per rivedere i livelli del 2019.
Se guardiamo il mercato basandoci sulle stime del 2020 i multipli di borsa che vediamo in questo momento sono assolutamente esagerati.
Ma se analizziamo lo stesso mercato sulle stime del 2021 e ci sommiamo la presenza attiva della FED allora forse i multipli che vediamo sono addirittura convenienti.
E quindi concludo come avevo iniziato dicendo che in questo momento di tanta incertezza l’unica cosa di cui possiamo essere certi è che c’è la FED che sarà lì ad aiutare i mercati.
Basandosi su questo investitori e trader s’continuano a premere il tasto BUY.


N.B.: Le analisi e le operazioni da me pubblicate sono personali e non costituiscono una sollecitazione all'investimento o al risparmio pubblico o alla diffusione di qualunque strumento o servizio di intermediazione, né consigli personalizzati ai sensi del TUF , si tratta in realtà di mie opinioni e operazioni personali.
  
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