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lunedì 7 giugno 2021

Imu 2021, acconto entro il 16 giugno: ecco tutte le agevolazioni

 

Imu 2021, mercoledì 16 giugno va versato l'acconto dell'imposta sugli immobili. Sono molte le agevolazioni, vecchie e nuove. Dallo sconto per i pensionati residenti all'estero, all'esenzione per alberghi, agriturismi, discoteche e fiere. Che si vanno ad aggiungere all'elenco degli immobili che sono già beneficiari di trattamenti speciali, come la prima casa, le strutture inagibili, gli edifici di pregio storico e quelli della Santa sede. In vista della scadenza ormai prossima, il Centro studi enti locali in un'analisi elaborata per l'Adnkronos ricorda le agevolazioni, vecchie e nuove, che riguardano l'Imu.

Fa il suo esordio la riduzione per i pensionati residenti all'estero con pensione in convenzione internazionale, i quali possono versare il 50% dell'Imposta se rispettano i seguenti requisiti: essere titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l'Italia (per i Paesi convenzionati); essere residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall'Italia. Per questi soggetti si applica una riduzione Imu del 50% all’unica abitazione posseduta in Italia a titolo di proprietà o di usufrutto, non locata o data in comodato d'uso. Oltre alla riduzione Imu, si applica anche la riduzione Tari di 2/3 dell’importo dovuto.

L'emergenza covid ha portato il legislatore a introdurre una serie di esenzioni dal pagamento della prima rata Imu che riguarderanno gli immobili adibiti a stabilimenti termali, balneari marittimi, lacuali e fluviali.

Lo sconto è previsto, poi, per alberghi e pensioni e relative pertinenze, agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence e campeggi (a condizione che i soggetti passivi siano anche gestori delle attività).

Non dovranno pagare l'imposta anche i proprietari di immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell'ambito di eventi fieristici o manifestazioni; discoteche, sale da ballo, night club e simili (anche in questo caso, a condizione che i soggetti passivi siano anche gestori delle attività). L'elenco degli esentati dal versamento comprende anche gli immobili posseduti dai soggetti passivi che hanno i requisiti per l’accesso ai contributi previsti dal decreto legge sostegni, purché gli stessi siano anche gestori.

Infine l'Imu non dovrà essere versate da cinema, teatri e sale per concerti e spettacoli, a condizione che i relativi soggetti passivi siano anche gestori delle attività ivi esercitate (sempre a condizione che i soggetti passivi siano anche gestori delle relative attività, l’esenzione si applica fino al saldo Imu 2022).

Sono inoltre confermate alcune riduzioni, come per gli immobili inagibili/inabitabili che potranno usufruire di uno sconto del 50%, previa presentazione di autocertificazione in cui si dichiara il possesso di una perizia redatta da un tecnico che attesti lo stato dell’immobile. Imposta dimezzata anche per gli edifici di pregio storico o artistico con vincolo diretto riconosciuto dalla soprintendenza.

A dover pagare solo il 50% di Imu sono anche i proprietari di immobili ad uso abitativo, non di lusso, dati in comodato d’uso ai parenti in linea retta (per una sola unità immobiliare, con contratto registrato e a condizione che il comodante possieda una sola abitazione in Italia e risieda anagraficamente e dimori abitualmente nello stesso comune in cui si trova l'immobile concesso in comodato). Il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all'immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, non di lusso. Per gli immobili locati a canone concordato con contratto registrato è invece previsto uno sconto del 25%.

Sono assimilate all’abitazione principale, e quindi esclude dal versamento: le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari; le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in assenza di residenza anagrafica; i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali adibiti ad abitazione principale; la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì, ai soli fini dell'applicazione dell'imposta, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso.

A non dover pagare l'Imu sono, inoltre; i proprietari di un solo immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto e non concesso in locazione dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e, con alcune eccezioni, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.

Ai singoli comuni viene inoltre concessa la possibilità di esentare dal pagamento l'unità immobiliare posseduta da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata. In caso di più unità immobiliari, la citata agevolazione può essere applicata ad una sola unità immobiliare. Si ricorda, inoltre, che l'esenzioni vale anche per gli immobili posseduti dallo Stato, dai comuni, e gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dagli enti del Servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali.

A cui si aggiungono alcuni tipi di fabbricati: classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9; con destinazione ad usi culturali di cui all'art. 5-bis del Dpr. n. 60/1973; destinati esclusivamente all'esercizio del culto (purché compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione) e le loro pertinenze; di proprietà della Santa sede; appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l'esenzione dall'imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia.

Non versano l'imposta, inoltre, gli immobili degli enti non commerciali, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali delle attività cosiddette meritevoli previste dalla normativa. E quelli dati in comodato gratuito al comune o ad altro ente territoriale, o ad ente non commerciale, esclusivamente per l'esercizio dei rispettivi scopi istituzionali o statutari (ma solo se previsto dal Comune nel proprio Regolamento).

Per quanto riguarda i terreni agricoli, le esenzioni riguardano quelli: posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola, comprese le società agricole, indipendentemente dalla loro ubicazione; che si trovano nei comuni delle isole minori di cui all'Allegato A alla Legge n. 448/2001; a immutabile destinazione agrosilvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile; ricadenti in aree montane o di collina delimitate dalla Circolare Mef n. 9/1993.

Inflazione, volatilità dei mercati e decisioni della Fed

 

Il tema dell’inflazione si è arricchito di un nuovo tassello sul finire della settimana, quando negli USA sono stati presentati i dati sull’occupazione e la disoccupazione nel Paese di Joe Biden.

Ebbene i dati non sono positivi perché le attese vedevano una creazione di 650 mila posti di lavoro a maggio, mentre il dato reale è stato di 559 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli. Bene il tasso di disoccupazione sceso dal 6,1%, al 5,8% battendo le aspettative al 5,9%.

Questo dato ha fatto salire le quotazioni degli indici azionari USD perché significa meno surriscaldamento dell’economia dovuto all’intervento della Fed con il tapering, ovvero la riduzione del quantitative easing. Confermando quanto detto da BlackRock che consigliava di restare sulle azioni.

Inflazione e volatilità in aumento

L’inflazione è prevista in aumento, e come conseguenza porterà ad una maggiore volatilità sui mercati azionari in particolare, di cui l’investitore dovrà tenere conto.

In più articoli abbiamo dato indicazioni su come difendersi da un eventuale rialzo dell’inflazione e dalla volatilità conseguente sui mercati. Si tenga conto, anche, che l’inflazione è considerata (per ora) solo momentanea.

Le banche centrali non reagiranno

Secondo Allianz Global Investor, che ha pubblicato il report mensile dal titolo “In cerca di orientamento”, seppur è vero che l’inflazione è salita a livelli record e ora si sta pian piano trasferendo sui beni di acquisto, è anche vero che le banche centrali per il momento non intendono agire.

Quelle del G10, infatti, restano per ora attendiste su shock temporanei della domanda causati dall’approvvigionamento o dalla maggiore richiesta.

Crescita dei mercati finanziari in questo frangente

Quello che però appare chiaro è che l’immissione massiccia di liquidità da parte delle banche centrali abbia già spinto verso i massimi i mercati finanziari, quindi è possibile che siamo in una fase in cui i mercati potrebbero mettersi come in pausa e oscillare senza prendere una direzione decisa.

Ora è il momento dell’economia reale

Secondo il Rapporto di Allianz Global Investor, la crescita nella seconda metà del 2021 riguarderà principalmente l’economia reale dei vari continenti, anche se a più velocità. Alcuni Paesi emergenti hanno vissuto una forte battuta di arresto a causa della pandemia, vedasi India. Altri invece sono sulla buona rotta per uscirne.

I servizi in particolare sono visti in ripresa sostenuta in tutto il mondo. Mentre nel complesso Allianz prevede una crescita del Pil globale superiore al 6% nel 2021, che significherebbe il più consistente aumento da oltre 40 anni.

This article was originally posted on FX Empire

Cosa sono gli stablecoin e perché interessano gli investitori

 

 

Il primo esempio di stablecoin è Tether, in particolare nella sua versione legata alla valuta statunitense USDT (Tether USD). Questo stablecoin per molti anni ha svolto il ruolo di sostituto del dollaro americano sulle piattaforme di scambio delle criptovalute, dove per motivi legali era complesso implementare lo scambio con dollari USA senza incorrere in sanzioni penali come accaduto alle prime piattaforme. Anche Bloomberg nel Crypto Outlook di giugno 2021 ha riconosciuto a questo stablecoin il ruolo di “dollaro digitale” di fatto. Ora le cose stanno un po’ diversamente, i principali scambi accettano anche le valute fiat, ma gli stablecoin continuano a svolgere un importante ruolo di connessione.

Cosa sono gli stablecoin e quale funzione hanno nel presente e nel futuro del comparto delle criptovalute? Ecco in sintesi alcuni spunti su cui aprire una riflessione più ampia.

Cos’è uno stablecoin?

Stable coin, significa moneta stabile. Stabile rispetto a cosa? Stabile perché generalmente legata ad una valuta a corso legale come il dollaro, e come sappiamo le valute fiat oscillano meno nel mercato forex, rispetto alla volatilità presente nel mercato delle criptovalute.

Proprio dalla alta volatilità delle criptovalute è nata l’esigenza di questa forma di moneta digitale ibrida, che unisce il mondo delle criptovalute alle tradizionali valute fiat: una sorta di ponte di connessione tra le due realtà.

Generalmente uno stablecoin è legato 1:1 alla valuta fiat, quindi avremo che 1 USDT o 1 USDC (USD Coin), valgono quanto un dollaro americano.

Da un punto di vista tecnico, invece, uno stablecoin non è molto diverso da un token ERC-20. La maggioranza di essi, infatti, viene generata utilizzando gli smart contract della piattaforma Ethereum, e da lì resi disponibili all’intero mercato. Ma anche altre piattaforme come TRON emettono stablecoin, e Tether infatti usa anche questa piattaforma per fare il “minting” (conio) di USDT.

Un accenno storico prima di chiudere il paragrafo per dire che la blockchain di Bitcoin, è stata la prima ad ospitare lo stablecoin di Tether sfruttando Omni Layer, una piattaforma per la realizzazione di asset sul sistema peer-to-peer Bitcoin. Non ha avuto molto successo a causa della bassa scalabilità della rete e per varie difficoltà tecnologiche.

Da dove deriva il valore degli stablecoin?

Il valore degli stablecoin, come accennato in precedenza, deriva dal collaterale sottostante a cui sono legati. Principalmente il loro valore è legato alle valute fiat come l’euro o il dollaro, quindi, 1 USDT vale quanto 1 dollaro statunitense.

Alcune stablecoin, tuttavia, hanno come collaterale le materie prime. Un esempio è pax gold, il cui valore è legato all’oro, quindi 1 PAXG vale quanto un’oncia d’oro.

Tipologie di stablecoin esistenti

Sul lato tecnico possiamo distinguere gli stablecoin nelle seguenti categorie:

  • valore legato alle valute fiat;

  • valore legato alle materie prime;

  • valore legato alle criptovalute;

  • algoritmiche.

Mentre le prime due tipologie le abbiamo descritte nel paragrafo precedente e appaiono ben chiare da dove derivano il loro valore, le altre due tipologie richiedono un minimo di approfondimento ulteriore.

Le stablecoin legate alle criptovalute usano un crypto asset come collaterale per la successiva generazione dello stablecoin. A gestire questo tipo di stablecoin è una applicazione decentralizzata presente su Ethereum, in cui l’utente blocca una certa somma di ether (ETH) e ne ottiene in cambio una determinata quantità di stablecoin calcolata sul prezzo di ETH nei mercati. Alla restituzione dello stablecoin, quest’ultimo viene bruciato mentre l’utente ritorna in possesso dei suoi ether al netto delle commissioni e degli interessi. MakerDAO con la sua stablecoin DAI, è basata su di un principio di funzionamento di questo tipo.

Le stablecoin algoritmiche sono la tipologia più complessa ma anche la meno utilizzata, perché fondamentalmente non hanno un collaterale su cui ancorare il loro valore. A garantire per esse sono gli algoritmi e gli smart contract che gestiscono la fornitura del token. Potremmo definirle le valute delle “banche centrali decentralizzate”, nel senso che proprio come una banca centrale ha il potere di emettere una valuta fiat (euro o sterlina, ecc.) senza legarla a nulla, così anche queste stablecoin vengono generate dal rispettivo DAO senza legarle al valore di un altro asset. Per questo motivo sono anche le stablecoin più volatili come dimostra il prezzo di AMPL.

I principali stablecoin per capitalizzazione di mercato

Qui di seguito una lista non esaustiva dei principali stablecoin disponibili sul mercato in ordine di capitalizzazione di mercato attuale:

  1. Tether (USDT)

  2. USD Coin (USDC)

  3. Binance USD (BUSD)

  4. Dai

  5. TrueUSD (TUSD)

  6. Paxos Standard (PAX)

  7. HUSD

  8. sUSD

  9. PAX Gold (PAXG)

  10. Ampleforth (AMPL)

Chi garantisce uno stablecoin?

La garanzia che uno stablecoin sia effettivamente legato ad un corrispondente asset da qualche parte, è una delle note dolenti.

Le aziende possono essere anche molto trasparenti fornendo dati continui, o pubblicando i report di audit esterni, tuttavia resta sempre un certo grado di incertezza dovuto al fatto che nessuno può verificare se 100 milioni di USDT corrispondono ad altrettanti USD depositati presso la banca X.

Fare trading con gli stablecoin è possibile?

Sì, è possibile fare trading con gli stablecoin grazie alle numerose piattaforme di scambio che listano coppie del tipo: USDT/BTC; BUSD/BTC; DAI/ETH; ecc.

Alcune piattaforme offrono anche la possibilità di scambiare tra loro gli stablecoin, è il caso della coppia USDT/USDC, BUSD/USDT, ed anche BUSD/USDC e molte altre.

Come comprare uno stablecoin?

Gli stablecoin si possono acquistare presso gli exchange scambiando una criptomoneta in cambio dello stablecoin, oppure utilizzando valuta fiat.

Le stablecoin legate alle criptovalute come multi-collateral DAI, di MakerDAO, può essere acquisita sulla piattaforma decentralizzata vincolando gli ETH di cui si dispone. In questo caso si tratta di una presa in prestito dello stablecoin e non di un vero e proprio acquisto. L’operazione richiede infatti il pagamento di alcune commissioni e di interessi sul prestito.

Come guadagnare dagli stablecoin

Alcuni servizi online dedicati al lending, riconoscono allettanti tassi di interesse a favore dei risparmiatori che depositano i propri stablecoin sui conti di tali aziende finanziarie.

I tassi di interesse annualizzati, da tempo offerti per le criptovalute, nel caso degli stablecoin possono superare il 10% a favore del depositante.

Quale futuro per gli stablecoin

Come anticipato in apertura della guida, gli stablecoin sono diventati un punto di giunzione tra le valute fiat e il settore delle criptovalute. Ancora di più, sono diventate il passaggio dalla moneta contante e quindi fisica, alla moneta digitale.

Le banche centrali hanno bene intuito questo loro ruolo e anche per questo motivo sono seriamente interessate a sviluppare una propria valuta digitale, nota come moneta digitale della banca centrale (CBDC). L’euro digitale è, ad esempio, la soluzione a cui pensa la Banca centrale europea (BCE) e che dal 2025 potrebbe presentare al pubblico i primi test reali. La potenziale migrazione delle valute fiat da un modello basato sul contante, ad un modello basato sulla moneta digitale a corso legale, potrebbe far venir meno l’utilità di uno stablecoin quale punto di connessione. Ma questa è solo una ipotesi che il tempo ci chiarirà se corretta o sbagliata.

Concludendo

Gli stablecoin sono un punto fermo del settore delle criptovalute, i loro vantaggi sono attualmente confermati dal crescente numero di servizi nati intorno a loro. Con molta probabilità sarà difficile farne a meno anche nel futuro.

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