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giovedì 18 luglio 2019

Pirelli: il sell-off non si ferma. Cosa sta succedendo?


Un'altra seduta da dimenticare per Pirelli che oggi ha archiviato la terza giornata in forte calo.

Pireli in forte calo con altri volumi di scambio

Il titolo, dopo aver lasciato sul parterre ieri quasi il 3,5% del suo valore, oggi ha terminato le contrattazioni con un bilancio altrettanto pesante.
Pirelli, che ha occupato l'ultima posizione nel paniere del Ftse Mib, si è fermato sui minimi intraday a 5,2 euro, con un affondo del 3,06% alimentato da fort volumi di scambio, visto che a fine sessione sono transitate sul mercato oltre 4,8 milioni di azioni, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 2,6 milioni di pezzi.
Pirelli ha continuato a perdere terreno oggi sulla scia delle negative indicazioni arrivate nei giorni giorni sull'andamento dei dati di mercato a giugno.

Pirelli paga pegno al rallentamento del mercato.

Equita rivede le stime

Michelin ha infatti diffusi l'aggiornamento sui volumi sell-in di mercato che il mese scorso hanno evidenziato un trend inferiore alla guidance 2019.
Proprio alla luce di queste indicazioni, che evidenziano la debolezza in particolare del mercato auto europeo, come segnalato anche da Nokian, gli analisti di Equita SIM hanno deciso di rivedere le stime del settore.
Per Pirelli, pur ritenendo che il segmento HV abbia sovraperformato il mercato, gli analisti hanno deciso di tagliare le previsioni per l'anno in corso sui volumi, con una riduzione da -1,2% a -2%.
Le stime sul fatturato sono state così ridotte dell'1%, mentre quelle sull'utile netto adjusted del 5% e quelle riferite al free cash flow nell'ordine del 4%, con una sforbiciata del 3% a 987 milioni di euro, per le previsioni sull'Ebit adjusted.

Gli analisti di Equita SIM segnalano che anche post revisione delle stime, Pirelli tratta a multipli compressi.
Con i risultati del secondo trimestre sarà importante dimostrare la capacità di tornare a generare free cash flow e fare luce sulle negoziazioni, confermate da Tronchetti Provera in assemblea, relative al rinnovo del patto con gli azionisti cinesi, e sul rischio di piazzamento da parte dei cinesi stessi, come riportato in più di un'occasione da indiscrezioni di stampa.
Gli analisti della SIM milanese hanno deciso di confermare la view positiva su Pirelli, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo rivisto al ribasso da 7,7 a 7,5 euro, sulla scia della revisione delle stime di cui abbiamo parlato prima.

Pirelli: la preview di Mediobanca sulla trimestrale.

Guidance a rischio

A puntare sul titolo è anche Mediobanca Securities che oggi ha ribadito la sua strategia bullish, con una raccomandazione "outperform" e un target price a 6,6 euro.
In vista dei conti del secondo trimestre che saranno diffusi da Pirelli il prossimo 1 agosto, gli analisti fanno sapere di attendersi un Ebit in calo su base annua, segnalando che la guidance per l'intero 2019 è a rischio.
Secondo i calcoli di Mediobanca, per raggiungere i target medi, Pirelli dovrebbe registrare un incremento del 9% dell'Ebit nel secondo trimestre, ma questa indicazioni appare piuttosto aggressiva per gli analisti.
Fonte: News Trend Online

Aria di break-out per l'Oro


Aria di break-out per l'Oro. Dai massimi di periodo a 1440 dollari circa, toccati a giugno, i prezzi hanno disegnato un bel triangolo simmetrico, configurazione rialzista in questo contesto grafico, percorrendone quasi i 3/4. Il fatto che gli indicatori di momentum siano tutti neutrali lascia ampio spazio per il completamento definitivo del break-out, che avverrebbe oltre area 1425/1430.
La prima area di resistenza significativa oltre quei livelli si pone a 1440, top del 26 giugno, poi in area 1500 dollari. Solo il rientro all'interno del triangolo, sotto i 1400 dollari, potrebbe mettere in discussione il segnale di forza appena inviato. La violazione di 1385 dollari circa potrebbe invece anticipare una rapida flessione verso area 1340, riferimento strategico nel medio termine che dovrà rimanere intatto per scongiurare cali più estesi.
(CC - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online 

Piazza Affari resta a galla, ma la minaccia ribassista permane


Nuova chiusura in ribasso per le Borse europee che dopo il calo di ieri hanno continuato a perdere terreno oggi. 
A fine sessione il Dax30 è sceso dello 0,92%, mentre il Ftse100 e il Cac40 hanno riportato un calo rispettivamente dello 0,56% e dello 0,38%.

Ftse Mib fermo a ridosso della parità

Si è difesa decisamente meglio Piazza Affari che è rimasta sostanzialmente a galla, con il Ftse Mib fermatosi a 22.09 punti, in frazionale rialzo dello 0,05%, dopo aver toccato nell'intraday un massimo a 22.196 e un minimo a 21.924 punti.
L'indice si è mosso oggi in un range un po' più ampio di quello della vigilia, senza fornire tuttavia nuovi spunti rispetto al quadro già delineatosi nelle ultime sessioni.
Da una parte il Ftse Mib vede il suo rialzo contenuto per ora dall'area dei 22.2000/22.300, mentre al ribasso la soglia dei 22.000/21.800 punti sta contenendo la spinta dei venditori.
Sarà solo con una rottura decisa di uno di questi due estremi che si assisterà ad una nuova direzionalità sul mercato.
Al rialzo, oltre i 22.200/22.300 punti il Ftse Mib punterà in primis all'area dei 22.500 punti e successivamente ai 22.800 punti, superati i quali sarà probabile un approdo in area 23.000, con eventuali estensioni rialziste fin verso i 23.000/23.100 punti nella migliore delle ipotesi.
Al ribasso l'indice dovrà difendere l'area dei 22.000 prima e in seguito quella dei 21.800, per evitare discese più marcate.
Sotto i minimi della scorsa settimana in area 21.800 il Ftse Mib scenderà verso l'importante supporto dei 21.500 punti.
L'eventuale cedimento anche di questa soglia aprirà le porte ad una prosecuzione delle vendite verso i 21.250/21.200 punti prima e in seguito in direzione di area 21.000, in corrispondenza della quale è atteso un ritorno degli acquisti.

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La fase di consolidamento in atto potrebbe anche essere propedeutica ad una ripresa degli acquisti, ma molto dipenderà dalla tenuta dei supporti, rotti i quali sarà reale il rischio di una correzione.   

I market movers in America

Sul fronte macro per l'ultima seduta della settimana si segnala solo il dato preliminare della fiducia Michigan che a luglio dovrebbe attestarsi a 98 punti, in lieve calo rispetto ai 98,2 punti della versione definitiva di giugno.
Da segnalare un discorso di James Bullard, presidente della Fed di St.Louis, oltre al quale parlerà anche Eric Rosengren, a capo della Fed di Boston.
Sul versante societario da seguire prima dell'apertura di Wall Street i risultati del secondo trimestre di American Express e di BlackRock che per non deludere le attese dovranno centrare l'obiettivo di un utile per azione pari rispettivamente a 2,04 e a 6,51 dollari.

I dati macro e gli eventi in Europa

In Europa si guarderà alla Germania dove saranno resi noti i prezzi alla produzione che a giugno dovrebbero evidenziare un calo dello 0,1%, in linea con la lettura precedente.
A mercati chiusi è atteso l'aggiornamento del rating della Germania da parte di Fitch e di Moody's.

I titoli da seguire a Piazza Affari

A Piazza Affari si conosceranno i risultati del primo semestre di quest'anno di BB Biotech.
In calendario le assemblee di CIR e Cofide per l'approvazione del progetto di fusione delle due società.
Fonte: News Trend Online

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