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martedì 21 gennaio 2020

Gentiloni: risposta Ue se Usa colpiscono Francia per digital tax

Bruxelles, 20 gen. (askanews) - La commissione europea e gli altri paesi Ue sono pronti a fiancheggiare la Francia, con una risposta unitaria, nel caso in cui gli Stati Uniti dovessero attuare le proprie minacce di compensare con nuovi dazi all'importazione la "digital tax" introdotta da Parigi, vista come un modo per colpire i giganti americani del Web. Ma la prima ipotesi a cui lavorano gli europei è quella di un accordo globale a livello Ocse per un nuovo e più efficace sistema di tassazione delle imprese digitali (non più basato sulla sede dichiarata delle società ma sui luoghi in cui avvengono le vendite). Lo ha detto il commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni, rispondendo ai giornalisti durante la conferenza stampa al termine dell'Eurogruppo.
Rispondendo a una domanda su eventuali "rappresaglie" contro gli Usa, se attueranno la loro minaccia, Gentiloni ha osservato: "Non userei la parola rappresaglie. Ma se ci sono delle misure contro la Francia, noi, a livello Ue, considereremo una risposta unitaria insieme a Parigi: è così che funzionano l'Unione Europea e il mercato unico. Spero che il dialogo in corso fra gli Stati Uniti e la Francia porti a una buona soluzione nei prossimi giorni, vedremo".
"Per la nostra proposta - ha spiegato il commissario - stiamo ora cercando un accordo globale. Il 29 gennaio ci sarà un incontro a livello dell'Ocse che potrebbe portare a una prima soluzione sul cosiddetto primo pilastro del processo di tassazione del digitale, e il piano è avere una proposta sul secondo pilastro a giugno".
"Naturalmente - ha spiegato Gentiloni - la Commissione deve avere un piano B, nel caso in cui ci sia un fallimento" all'Ocse, "ma questo non significa che ci stiamo già concentrando sul piano B. Stiamo lavorando a una soluzione globale e siamo convinti che sia ancora possibile, che sia per ora un'opzione praticabile (a game in town, ndr)".
"Prenderemo in conto un eventuale fallimento, se si verificherà nei prossimi mesi, e di fronte a un fallimento prenderemo la nostra decisione. Ma per ora siamo ancora impegnati a trovare una soluzione globale, come Commissione e come Stati membri nel quadro dell'Ocse e del G202", ha concluso Gentiloni.
Nell'approccio dell'Ocse, il "primo pilastro" riguarda i modelli di business altamente digitalizzati o altamente redditizi che interagiscono con i consumatori, e garantirebbe che una società sia tassabile in una giurisdizione in cui le sue vendite superano una certa soglia anche se la società stessa non è fisicamente presente in quel mercato. Il "secondo pilastro" mira invece a elaborare un sistema per garantire che le imprese multinazionali dell'economia digitale paghino un livello minimo di imposte.
Loc

Schiaffo Moody's a Hong Kong, la Borsa cede -2,5%. Borse Asia giù, pagano anche timori coronavirus e Fmi

Azionario asiatico in rosso, sconta i timori sul contagio del coronavirus e la decisione di Moody's di tagliare il rating su Hong Kong da "Aa2" ad "Aa3". Hong Kong è la peggiore, con una perdita che arriva a -2,5%. Male anche la borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei 225 che ha terminato la sessione in calo
dello 0,91% at 23.864,56 punti. Shanghai -1,23%, vede protagonisti soprattutto i cali delle compagnie aeree sulla scia dei timori su un possibile contagio del coronavirus. Sidney limita i danni a -0,19%; Seoul -0,96%.
Non aiuta l'altro downgrade, quello sulla crescita dell'economia globale, arrivato nelle ultime ore dal Fondo Monetario Internazionale, che ha rivisto al ribasso le stime per il 2019 e il 2020 portandole rispettivamente al 2,9% e al 3,3%.
A tal proposito, c'è da dire che l'FMI ha confermato l'outlook per il Pil dell'Italia al +0,5% nel 2020, come si evince dall'aggiornamento del World Economic Outlook. Tagliata però la previsione per il 2021, che scende a +0,7%, -0,1 punti percentuali rispetto alle stime di ottobre.
Sull'alert coronavirus, l'Oms ha convocato per la giornata di domani, mercoledì 22 gennaio, una riunione di emergenza per affrontare il caso dell'epidemia esplosa in Cina, che rischia di contagiare altri paesi.
Paura per la possibile trasmissione del virus trasmesso da uomo a uomo dopo che, stando a quanto riportato dal South China Morning Post Zhong Nanshan, direttore del Laboratorio statale per le malattie respiratorie ed esperto della sindrome severa respiratoria acuta (SARS), ha riferito che il contagio da uomo a uomo avrebbe coinvolto due famiglie del Guangdong. Si parla inoltre di un caso confermato a Wuhan.
Allerta a tal proposito anche in Italia, dove è scattata a Fiumicino la procedura di controlli sanitari degli aerei che arrivano dal Wuhan.
Tornando al Giappone oggi, nella sua prima riunione di politica monetaria del 2020, la Bank of Japan ha deciso, come da attese, di lasciare invariata la propria politica monetaria.
Il target del tasso di interesse a breve termine è stato mantenuto di conseguenza al -0,1%, così come è stato confermato attorno allo zero il target dei tassi dei titoli di stato giapponesi a scadenza decennale. Reiterata anche la forward guidance sui tassi di interesse. La BoJ ha reso noto infatti che manterrà i tassi di interesse ai valori attuali o più bassi, fino a quando sarà necessario per salvaguardare l'economia dai rischi che impediscono all'inflazione del Giappone di centrare il target prefissato (al 2%).
La Bank of Japan ha anche annunciato di aver rivisto al rialzo le stime sul Pil reale. Quelle per l'anno fiscale 2019-2020 passano dal +0,6% al +0,8%, su base mediana; quelle relative all'anno fiscale 2020-2021 sono state alzate anch'esse al +0,8% dal +0,7% precedente. Quelle per l'anno fiscale 2021-2022 sono state migliorate dal +1% precedente al +1,1%.
Tagliate invece le stime sull'inflazione. L'outlook sull'inflazione misurata dalla componente core dell'indice dei prezzi al consumo e relativo all'anno fiscale 2019-2020 è ora, su base mediana, di un incremento dello 0,6%, meno del +0,7% atteso in precedenza.
Le stime mediane per l'anno fiscale 2020-2021 sono state portate a un rialzo dell'1%, rispetto al +1,1% previsto in precedenza. Quelle, sempre su base mediana, relative all'anno fiscale 2021-22 sono state riviste al ribasso a +1,4%, rispetto al +1,5% dell'outlook precedente.
Laura Naka Antonelli

UBS raddoppia utili in IV trim. Ma non centra target chiave 2019 su Cet1 e cost-income

UBS Group, colosso bancario svizzero e tra i principali gestori di ricchi patrimoni al mondo, non è riuscita a centrare i target di bilancio stabiliti per il 2019, nonostante il forte balzo degli utili netti nell'arco del quarto trimestre. I risultati di bilancio sono stati diffusi in un momento in cui la banca lavora per rinnovare le proprie divisioni di investment bank e di wealth management, nell'ambito di un piano che tende alla riorganizzazione del suo business.
Nel quarto trimestre del 2019, gli utili netti sono saliti a $722 milioni, più del doppio rispetto ai $315 milioni del quarto trimestre del 2018 e meglio dei $632 milioni di profitti netti attesi dal consensus. Gli utili operativi sono saliti dell'1%, a $7.05 miliardi.
Nell'intero 2019, gli utili netti si sono attestati a $4,3 miliardi, mentre quelli operativi a $28,89 miliardi.
UBS non è riuscita però a centrare target chiave, come quello sul ritorno sul CET1 che era stato fissato attorno al 15% e quello sul ratio cost-income (costi-ricavi) su base adjusted stimato al 77% circa. I due valori si sono rispettivamente attestati, invece, al 12,4% e al 78,9%.
Per il periodo compreso tra il 2020 e il 2022 period, la banca punta ora a un ritorno sul CET1 tra il 12% e il 15% e su un ratio costi-ricavi tra il 75% e il 78%. Inoltre, "UBS intende aumentare i suoi dividendi per azione di $0,01 all'anno e di garantire maggiori ritorni di capitale attraverso riacquisti di azioni (operazioni di buyback).
Laura Naka Antonelli

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