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venerdì 7 dicembre 2018

Wall Street cauta dopo il job report. Fed meno aggressiva ora?


L'ultima seduta della settimana dovrebbe partire all'insegna della cautela per la piazza azionaria americana, stando alla lettura dei futures sui principali che al momento non fanno registrare variazioni percentuali di rilievo. Il contratto sull'S&p500 mostra un lieve rialzo dello 0,06%, mentre resta indietro quello sul Nasdaq100 che oscilla sulla parità.

L'intonazione del mercato è migliorata però negli ultimi minuti rispetto alla negatività che si registrava fino a mezz'ora fa. A risollevare i futures ha contribuito il report sull'occupazione che in riferimento al mese di novembre ha restituito un tasso di disoccupazione pari al 3,7%, in linea con la lettura precedente e con le attese degli analisti.


Sempre a novembre i non farm pay rolls, ossia i nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo sono stati pari a 155mila unità, in frenata rispetto alla lettura precedente rivista al ribasso da 250mila a 237mila unità. Il dato ha deluso le previsioni degli analisti che si erano preparati ad una rilevazione pari a 205mila unità.

Da segnalare che il dato di settembre invece è stato ritoccato verso l'alto da 118mila a 119mila unità. 
La retribuzione media oraria a novembre ha mostrato un rialzo dello 0,22%, rispetto allo 0,18% precedente, ma le stime erano per un incremento più ampio dello 0,3%.


Il report sull'occupazione, per quanto deludente sul fronte dei nuovi occupati nel settore non agricolo, sta favorendo una reazione positiva del mercato che guarda con fiducia ad una possibile frenata da parte della Fed nel percorso di rialzo dei tassi di interesse. La frenata dei numeri del lavoro infatti rende meno pressante l'urgenza di nuovi interventi al rialzo sul costo del denaro.

Intanto il mercato attende di conoscere un altro aggiornamento macro che sarà diffuso mezz'ora dopo l'avvio degli scambi. Si tratta del dato preliminare della fiducia Michigan che a dicembre dovrebbe attestarsi a 97 punti, in frenata rispetto ai 97,5 punti del mese precedente. 
Da segnalare un discorso di Lael Brainard, membro della Federal Reserve.


Sul fronte valutario il dollaro è in lieve vantaggio contro lo yen e sale ad un passo da quota 112,8, mentre il biglietto verde è debole rispetto all'euro che si spinge verso area 1,139. 
In forte rialzo il petrolio che viaggia in direzione dei 54 dollari al barile in attesa e gli acquisti interessano anche l'oro che sale poco oltre la soglia dei 1.243 dollari l'oncia.

Tra i vari titoli segnaliamo Broadcom che ieri a mercati chiusi ha diffuso i conti del quarto trimestre dell'ultimo esercizio fiscale. Il periodo in esame è stato archiviato con un utile netto più che raddoppiato da 532 milioni a 1,12 miliardi di dollari. Il risultato per azione è stato pari a 2,64 dollari e al netto delle voci straordinarie il dato sale a 5,85 dollari, battendo le stime fissate a 5,58 dollari.


I ricavi sono cresciuti del 12,4% a 5,44 miliardi di dollari, superando anche in questo caso le aspettative del mercato che puntava ad un fatturato di 5,39 miliardi di dollari. 
Per l'intero esercizio fiscale in corso Broadcom prevede di realizzare un giro d'affari pari a 24,5 miliardi di dollari, al di sopra dei 22,4 miliardi stimati dalla comunità finanziaria.
Da seguire Apple dopo che Morgan Stanley ha confermato la raccomandazione "overweight", con un prezzo obiettivo ridotto però a 236 dollari.


Jefferies invece ha riservato un upgrade a Tesla, con un cambio di rating da "hold" a "buy" e un target price che sale da 360 a 450 dollari.
Fonte: News Trend Online

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