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lunedì 3 dicembre 2018

Quattro temi di investimento chiave per il 2019


Gli analisiti di Allianz GI spiegano che il rialzo dei tassi d’interesse negli Stati Uniti, oltre che la riduzione del quantitative easing da parte della Federal Reserve (Fed) e della Banca Centrale Europea (BCE), con ogni probabilità nel 2019 comporteranno una diminuzione della liquidità e un aumento della volatilità.
Affrontare con successo le sfide dei mercati potrebbe richiedere maggiori competenze: gli investitori dovrebbero puntare sulla selezione attiva degli investimenti piuttosto che accettare passivamente l’andamento di mercato, anche se nessuna strategia è in grado di offrire garanzie in termini di sovraperformance.
È probabile che l’economia globale, il cui andamento si mantiene positivo, evidenzi un’ulteriore riduzione della sincronizzazione e una maggiore frammentazione, proseguendo nella tendenza iniziata nel 2018 quando le performance dei mercati sono entrate in territorio negativo.
I principali ostacoli alla performance saranno presumibilmente le tensioni commerciali e l’incertezza politica, mentre l’elevato prezzo del petrolio e le condizioni di saturazione del mercato del lavoro negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania e Giappone potrebbero accrescere i timori di rialzo dei tassi e dell’inflazione.
Gli analisiti di Allianz GI spiegano che negli ultimi anni, gli investitori si sono potuti permettere di “andare a traino” perché i mercati erano in rialzo, ma continuare oggi con questo approccio rischia di portare alla distruzione di valore anziché alla sua creazione.

Entrando in un periodo di ridotta correlazione fra le asset class, maggiore volatilità e rendimenti inferiori, soprattutto sul fronte azionario, adottare un approccio attivo nell’allocazione degli investimenti e nella selezione dei titoli assumere un ruolo sempre più rilevante.
Quattro temi di investimento chiave per il 2019.

Una nuova “tech cold war” potrebbe provocare una disruption nel settore tecnologico

Gli analisiti di Allianz GI spiegano che nel corso del 2018, l’amministrazione Trump ha individuato nella Cina una minaccia sul fronte strategico delle tecnologie.

Ciò ha prodotto timori in Cina in merito alla possibile inaccessibilità futura alle tecnologie americane, che rappresenterebbe una minaccia strategica per la sua sicurezza economica. Sia l’America che la Cina potrebbero pertanto essere indotte a sviluppare propri ecosistemi tecnologici distinti, instaurando una “tech cold war” (guerra fredda sulle tecnologie) che tra le possibili conseguenze potrebbe avere la riduzione dei margini di profitto, l’inibizione dell’innovazione e la disruption nelle supply chain mondiali delle aziende tecnologiche in Asia e negli Stati Uniti.

Il “Quantitative Tightening” potrebbe implicare minor crescita e maggiore volatilità

Gli analisiti di Allianz GI spiegano che le Banche Centrali hanno cominciato a ridurre le azioni di stimolo attraverso le quali avevano immesso massicce dosi di liquidità sui mercati per sostenere l’economia mondiale nel periodo successivo alla crisi finanziaria.

Negli Stati Uniti, la Fed sta alzando i tassi e cominciando il cosiddetto “quantitative tightening” (QT), con le dismissioni dei titoli acquistati nel periodo post-crisi. A mano a mano che il suo esempio verrà seguito dalle altre Banche Centrali, la volatilità nei mercati potrebbe aumentare.
A fronte del successo ottenuto dal Presidente Trump nell’“innescare il turbo” alla crescita già solida degli Stati Uniti, altri governi stanno considerando l’introduzione di stimoli fiscali nelle proprie economie.

Potremmo quindi assistere ad un aumento delle emissioni di obbligazioni governative sui mercati, nel momento in cui anche le Banche Centrali stanno riversando i titoli in proprio possesso. Con ogni probabilità questo comporterà l’incremento dei tassi richiesti per ottenere finanziamenti e colpirà i soggetti più indebitati nell’economia globale, soprattutto i mercati emergenti.
Qualora ciò si verificasse, dovremmo aspettarci un rallentamento della crescita e maggiori possibilità di default.

I criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG) si stanno affermando tra gli investitori, che ne riconoscono il potenziale ai fini di gestire i rischi e generare performance

Gli analisiti di Allianz GI spiegano che i valori di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (Environmental, Social and Governance) sono diventati di grande interesse per gli investitori.

Le aziende che considerano e gestiscono questi fattori, dedicando attenzione ad aspetti come una governance solida, il cambiamento climatico e la diversità nella composizione degli organi aziendali (board diversity) probabilmente vedranno rafforzata la propria posizione negli anni a venire.
Gli investitori che valutano i criteri ESG possono trarne ulteriori spunti per individuare le opportunità in un mercato che richiede una sempre maggiore selettività.
Il crescente interesse per questi fattori di sostenibilità ha comportato la creazione di numerose categorie per classificare e differenziare i diversi approcci in termini di filosofia e di risposta alle esigenze degli investitori.

Per questa ragione è importante essere chiari sull’approccio adottato.
L’approccio “Integrated ESG” – ovvero l’integrazione delle valutazioni dei fattori ESG all’interno di un processo di investimento esistente – sta riscuotendo sempre maggior favore.
In AllianzGI adottano un approccio rigoroso, non affidandoci interamente a rating ESG esterni e a metodologie di terzi: i nostri professionisti degli investimenti mettono in discussione potenziali investimenti in titoli caratterizzati da un rating ESG basso, contribuendo ad un dibattito interno all’azienda.

Poiché i nostri gestori possono avere nei loro portafogli anche titoli “rischiosi” sotto il profilo ESG, ci troviamo in una posizione privilegiata per fare attività di engagement con le società stesse in cui investiamo, al fine di introdurre cambiamenti volti a ridurre tali rischi e a migliorare il potenziale di rendimento nel lungo termine.
Alcuni investitori sono interessati a indirizzare i propri investimenti in modo tale da raggiungere obiettivi attraenti non solo dal punto di vista finanziario, ma anche extra finanziario.

Ciò può avvenire applicando screening negativi, oppure, ed è sempre più così, attraverso screening positivi, contribuendo a realizzare un più ampio impatto sociale.
La sostenibilità ESG nelle sue diverse forme sarà uno dei temi d’investimento rilevanti nel 2019 e negli anni successivi.
Per consolidare gli investimenti ESG come attività mainstream, gli asset manager dovranno essere chiari rispetto all’approccio adottato e alle modalità con cui vengono soddisfatte le diverse esigenze e aspettative dei propri clienti.

Le crescenti disuguaglianze stanno danneggiando l’economia e trasformando la politica

Gli analisiti di Allianz GI spiegano che le disuguaglianze economiche che stanno aumentando nei vari Paesi del mondo, sono un fattore rilevante nella spinta alla diffusione di sentimenti contrari alla globalizzazione, una tendenza che pare possa ulteriormente acuirsi.

Tali disuguaglianze rappresentano un tema politico che ha contribuito all’ascesa di partiti nazionalisti e populisti, e possono frenare la crescita, destabilizzare i sistemi sociali e mettere sotto pressione i bilanci pubblici.
Le crescenti disuguaglianze stanno portando nelle urne sempre più voti di elettori disillusi e scontenti dello status quo, favorendo lo sviluppo di nuove proposte politiche che potrebbero aumentare ulteriormente la volatilità sui mercati.
Inoltre, sembra che i Millennial siano destinati a diventare una forza politica sempre più potente nel prossimo decennio e, considerate le loro caratteristiche come gruppo demografico, appare probabile che le loro istanze siano volte a chiedere equità, trasparenza e chiarezza sul contributo delle aziende al bene comune.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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