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lunedì 3 dicembre 2018

Piazza Affari può ancora salire, ma la paura c'è ed è tanta


Al recupero registrato nella giornata di giovedì, ha fatto seguito un ritorno delle vendite in chiusura di ottava, con le Borse europee tutte in calo. Il conto più salato è stato pagato dal Ftse100 con un ribasso dello 0,83%, mentre si sono difesi meglio il Dax30 e il Cac40, con un calo rispettivamente dello 0,36% e dello 0,05%.

Piazza Affari strappa un altro piccolo segno più prima del week-end

Si è distinta in positivo Piazza Affari che è stata l'unica a chiudere gli scambi in rialzo in Europa.

Il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni a 19.188 punti, con un progresso dello 0,15%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 19.235 e un minimo a 19.071 punti.
Positivo anche il bilancio settimanale visto che nelle ultime cinque sedute l'indice delle blue chips ha messo a segno un rialzo del 2,53% rispetto al close del venerdì precedente.
La salita di Piazza Affari nell'ultima settimana è da ricondurre interamente al poderoso rally messo a segno lunedì scorso, quando l'indice si è spinto con slancio al di sopra di area 19.000, arrivando a mettere sotto pressione la soglia dei 19.300 punti.

Nelle sedute successive il Ftse Mib si è mosso sostanzialmente tra i 19.100 e i 19.300 punti, con lievi perforazioni di questi due livelli che però non sono stati violati nè al ribasso nè al rialzo.

Ftse Mib: servono altri sforzi per un recupero più credibile

Le quotazioni hanno dato vita ad una reazione dopo il nuovo avvicinamento dei minimi dell'anno in area 18.400, ma sembra che abbiano trovato un ostacolo in area 19.200/19.300, violata solo nell'intraday.


Lo scenario di fondo non cambia per il nostro mercato, visto che l'impostazione si conferma chiaramente ribassista, ma nel breve non sono da escludere ulteriori tentativi di recupero.
L'indice delle blue chips tuttavia non dovrebbe andare molto lontano nel breve, anche perchè la visibilità sul fronte politico resta bassa e tanto basta per condizionare il sentiment degli investitori.

Una dimostrazione di ciò è arrivata proprio la scorsa settimana, quando allo slancio molto positivo di lunedì scorso, Piazza Affari non è stata in grado di far seguire ulteriori apprezzamenti.
Si procede con il freno a mano tirato e anche quando si presentano occasioni di acquisto come quella vista all'inizio della scorsa ottava, gli investitori faticano a ritrovare un entusiasmo che vada oltre l'arco temporale di una singola seduta. 
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Del resto motivi per essere cauti ce ne sono e anche non così pochi, se si pensa che ai problemi propri dell'Italia, alle prese con uno scontro con Bruxelles che si profila più o meno lungo, si aggiungono quelli di uno scenario globale costellato da numerose incertezze su più fronti.


Si spiega così l'incapacità del mercato di dare vita a recuperi più o meno duraturi e convincenti almeno per il momento.
Dal punto di vista tecnico, con il superamento di area 19.200/19.300 il Ftse Mib andrà a mettere sotto pressione i massimi di novembre in area 19.500/19.600, superata la quale sarà probabile un allungo verso la soglia dei 20.000/20.200 punti che potrebbe rappresentare verosimilmente un target ideale da raggiungere prima di fine anno.
Al ribasso la prima soglia supportiva da monitorare è quella dei 19.000 punti, la rottura della quale favorirà con buona probabilità la chiusura del gap-up lasciato aperto la scorsa settimana poco sotto area 18.800.
Molto importante sarà la tenuta di questo livello per evitare approfondimenti ribassisti che troveranno un approdo sui minimi dell'anno a 18.500/18.400 punti.

In caso di sfondamento di questo cruciale supporto bisognerà abbandonare qualsiasi speranza di recupero nel breve, preparandosi piuttosto ad ulteriori cadute verso i 18.000 punti in primis e in seguito in direzione dei 17.700/17.500 punti.  

I market movers in America

Per la prima seduta della prossima settimana sul fronte macro Usa si segnala il dato finale dell'indice PMI manifatturiero di novembre che dovrebbe confermare l'indicazione preliminare a 55,4 punti, in calo rispetto ai 55,9 punti del mese precedente.
Per l'indice ISM manifatturiero di novembre le attese parlano di un rialzo da 57,7 a 58 punti, mentre le spese per costruzioni ad ottobre dovrebbero evidenziare una variazione positiva dello 0,4%, in rialzo rispetto alla lettura sulla parità di settembre.
Da segnalare i discorsi di alcuni membri della Fed e in particolare di John Wiliams, presidente della Fed di New York, di Robert Kaplan, a capo della Fed di Dallas e di Lael Brainard, membro del Board guidato da Powell.

I dati macro e gli eventi in Europa

In Europa si conoscerà il dato finale dell'indice PMI manifatturiero che a novembre dovrebbe confermare la lettura preliminare a 51,5 punti, in calo rispetto ai 52 punti di ottobre.

Per l'indice Sentix di dicembre si prevede un rialzo da 8,8 a 9 punti.
In Germania la versione finale dell'indice PMI manifatturiero di novembre dovrebbe confermare quella preliminare a 51,6 punti, rispetto ai 52,2 punti del mese precedente. Lo stesso dato in Francia è atteso in calo a 50,7 punti dai 51,2 punti di ottobre, mentre in Italia l'indice PMI manifatturiero dovrebbe attestarsi a 49,2 punti.
Da segnalare che in giornata è prevista la riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles.

Fca sotto i riflettori a Piazza Affari

A Piazza Affari i riflettori saranno puntati su Fca in attesa dei dati sulle immatricolazioni di auto in Italia con riferimento al mese di novembre.
Fonte: News Trend Online

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