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martedì 4 dicembre 2018

L’economia svizzera tossisce, USD in calo


Inflazione svizzera scesa più del previsto

By Arnaud Masset
L’inflazione primaria svizzera a novembre ha deluso le attese. L’indice dei prezzi al consumo è salito solo dello 0,9% a/a, dopo il rialzo dell’1,1% del mese precedente, mentre i partecipanti al mercato si aspettavano un aumento dell’1% a/a.
Si tratta della cifra più bassa dall’aprile del 2018, quando l’inflazione salì dello 0,8% a/a. Ancor più preoccupante il fatto che l’indice di fondo, che esclude le componenti più volatili come i prodotti energetici, sia sceso allo 0,2% a/a, a fronte del previsto 0,4%.
È sempre più evidente che l’economia svizzera sta soffrendo a causa dell’aumento delle incertezze geopolitiche.

Come suggerito dalle ultime cifre sul PIL, il rallentamento della crescita europea e gli scambi internazionali hanno avuto un forte impatto sull’economia elvetica. Nel terzo trimestre, il prodotto interno lordo è sceso dello 0,2% t/t, a fronte del previsto aumento dello 0,4% e del miglioramento, pari allo 0,7%, registrato nel mese precedente.
In questo contesto, è indubbio che l’economia svizzera continuerà a soffrire. Nel Bollettino Trimestrale, che sarà diffuso il 12 dicembre, la Banca Nazionale Svizzera (BNS) rivedrà sicuramente al ribasso le previsioni su inflazione e crescita.
Martedì, malgrado l’ondata di vendite sull’azionario, il biglietto verde è sceso in modo generalizzato e l’indice del dollaro ha perso lo 0,64%.

Il franco svizzero si è apprezzato dello 0,43% e la moneta unica è salita dello 0,55%. Gli investitori stanno riducendo lentamente la loro esposizione sul dollaro, sull’onda delle crescenti attese che il ciclo di rialzi della Fed sia giunto quasi al termine.

Si affievolisce l’entusiasmo per la tregua fra USA e Cina

By Vincent Mivelaz
Le borse asiatiche hanno perso slancio, perché cala l’ottimismo sulle relazioni commerciali fra USA e Cina.

Il Nikkei 225 giapponese sta chiudendo al -2,39%, mentre l’ASX 200 australiano e il Kospi sudcoreano hanno archiviato la seduta rispettivamente al -1,01% e al -0,12%. L’Hang Seng di Hong Kong è salito del +0,29%, mentre l’indice CSI 300 della Cina continentale ha guadagnato lo 0,21%.
Gli investitori stanno capendo che per le relazioni USA-Cina c’è ancora molto da fare. Sono in arrivo dazi del 25% su importazioni cinesi per un valore superiore ai 200 miliardi di dollari. Le autorità cinesi dovrebbero mandare dei negoziatori già all’inizio della prossima settimana, mentre il Rappresentante per il Commercio USA Robert Lighthizer si sta preparando a rappresentare la Casa Bianca.

Ecco i temi in programma: riduzione dei dazi cinesi sulle auto contro i produttori USA (attualmente pari al 40%); acquisto di prodotti agricoli USA; sussidi industriali cinesi; pratiche legate alla proprietà intellettuale.
Il governatore della banca centrale cinese (PBoC) Yi Gang ha confermato che sosterrà l’economia cinese allentando ulteriormente la politica monetaria.
Ciò permetterà un lieve recupero del renminbi cinese, che farà abbassare il rischio di altre fughe di capitale. Questa settimana l’USD/CNY ha perso l’1,72%, scambia a 6,8408 e nel breve termine si avvicinerà a 6,8350.
Autore: Swissquote Fonte: News Trend Online

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