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venerdì 7 dicembre 2018

Le Borse precipitano, si salvi chi può


Senza freni, sui mercati borsistici si è scatenato uno tsunami di vendite e potrebbe essere il segnale definitivo, ormai si parla apertamente di “recessione mondiale”, e le Borse come sempre … anticipano.
Chiaramente tutti rivolgono lo sguardo al di là dell’Oceano, e Wall Street è categorica: si vende! Punto!
Quest’ottava dovremmo ricordarcela per molto tempo e invito soprattutto chi non ha una lunga esperienza a farne tesoro.
Ecco le tappe fondamentali:
Fine settimana, G20, Trump sembra aver litigato con Putin, ma questo per i mercati di Borsa non è un problema, la Russia è un gigante politico, ma un nano in campo finanziario. Trump quindi si rivolge in maniera più che amichevole verso Xi Jinping, ed in questo caso, invece, i cosiddetti “mercati” sono molto attenti.
Mezzanotte di domenica, come sempre si riprende a contrattare i futures sui principali indici di Borsa americani che, sull’onda del paventato ritorno di fiamma fra Usa e Cina, schizzano all’insù.
Ecco la “trappola” nella quale molti cadono.
Sembra un evidentissimo segnale rialzista, parte il rally di fine anno (pensano in molti, anzi, quasi tutti).
E proprio in quel momento qualcuno, e sappiamo sempre chi, proprio in quel momento vende, ma gli ordini di acquisto sono talmente tanti che i “sellers” si nascondono agevolmente.
Wall Street apre così la nuova ottava con un rialzo, ma gli indici a stelle e strisce non mostrano euforia come invece avevano manifestato i listini del Vecchio Continente, il guadagno si ferma poco sopra il punto percentuale. 
Ed ecco che il giorno successivo i “sellers”, non possono più nascondersi, il Dow Jones e lo S&P500 crollano lasciando sul terreno oltre tre punti percentuali, il Nasdaq quasi quattro.
Ma si sa che il giorno dopo i mercati possono fermarsi un attimo a riflettere, Wall Street infatti è chiusa in segno di lutto (per la morte dell’ex Presidente Bush Senior).

In Europa ovviamente continua la discesa, gli investitori non si fidano … e fanno bene.
Perché oggi arriva la mazzata decisiva, Londra (-3,1%), Parigi (-3,3%) e Francoforte (-3,5%), una gelata da paura!
Ed ovviamente la nostra Piazza Affari non poteva fare eccezione, sul Ftse Mib (-3,54%) non poteva salvarsi nessuno, soltanto tre titoli riescono a ridurre il calo entro il punto percentuale, e sono: Italgas (-0,52%), Campari (-0,80%) ed Atlantia (-0,81%).
Sul fondo invece ecco Finecobank (-6,77%), Saipem (-6,39%) e Diasorin (-6,34%).
Al momento Wall Street ritraccia leggermente dai minimi di giornata, il Dow Jones perde due punti percentuali, ribassi ancora minori per lo S&P500 (-1,7%) ed il Nasdaq (-1,4%).
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro
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Autore: Giancarlo Marcotti Fonte: News Trend Online

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