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mercoledì 5 dicembre 2018

L'Angolo del Trader


Debole FCA martedì dopo i dati sulle vendite in Italia a novembre: i marchi del Lingotto (escludendo Ferrari e Maserati) hanno fatto segnare un -9,9% a/a, contro il -6,3% del mercato. La quota di FCA scende al 24,1% dal 25,1% di un anno fa. E' andata decisamente meglio negli USA dove le vendite sono salite del 17% a/a.
Il Sole 24 Ore riferisce che FCA sta valutando di aprire una propria divisione di servizi finanziari negli USA: possibile l'esercizio dell'opzione per acquistare Chrysler Capital (gruppo Santander). Equita Sim ha confermato dopo i dati sulle vendite la raccomandazione "hold" con target a 17,8 euro, per gli esperti l'andamento delle vendite nell'area Nafta compensa quello del mercato europeo.

Le quotazioni sono scese fino a 14,882 euro per poi rimbalzare poco oltre i 14,90 euro (close lunedì a 15,116 euro). I prezzi si sono sostanzialmente rimangiati il rialzo di lunedì e sono tornati a testare dall'alto la media mobile esponenziale a 100 giorni, allineata con il picco del 27 novembre, che era stata superata proprio nella prima seduta della settimana con un gap avente base a 14,85 euro.
Solo discese al di sotto di questo sostegno, con conferme alla violazione di 14,50, area di transito della media esponenziale a 50 giorni, potrebbero mettere in discussione i recenti segnali di forza, in particolare il completamento del doppio minimo disegnato in area 13 euro dal 19 ottobre. La figura rialzista proietta obiettivi a 15,50 e a 16 euro, che rimarranno raggiungibili a meno di una violazione di 14,50.

Sotto quei livelli rischio di ricopertura del gap rialzista del 2 novembre con base a 13,74 euro. Supporto successivo a 13 euro.
Trevi Finanziaria Industriale ha accettato l'offerta vincolante presentata da MEIL Group per l'acquisizione delle società del Gruppo relative al settore Oil & Gas, segnatamente Drillmec S.p.A.
e Petreven S.p.A, offerta che prevede una valorizzazione delle partecipazioni basata su un enterprise value di 140 milioni di euro, su base debt free. MEIL Group è uno dei maggiori gruppi indiani del settore delle infrastrutture con ricavi annuali di 2,5 miliardi di dollari. Trevi ha anche comunicato che sta per essere definito l'accordo relativo ai principali elementi all'operazione di rafforzamento patrimoniale e di ristrutturazione dell'indebitamento alle quali partecipano i principali azionisti (Trevi Holding SE, FSI Investimenti S.p.A.

e Polaris Capital Management) e i rappresentanti delle banche finanziatrici. Il piano si basa su un aumento di capitale da 130 milioni da offrirsi in opzione ai soci esistenti e su una conversione del debito verso le banche finanziatrici in azioni ordinarie della società fino a un massimo di 310 milioni, con un rapporto di conversione pari a 4,5:1.
Il cda di Trevi si riunirà il 19 dicembre al fine di procedere all'approvazione dell'operazione. L'analisi del grafico di Trevi Finanziaria Industriale evidenzia il rimbalzo dal minimo storico a 0,2350 euro toccato il 21 novembre e il successivo movimento laterale a ridosso degli importanti riferimenti di area 0,29.

L'eventuale superamento degli stessi favorirebbe un allungo verso 0,3250/0,3300 almeno, con obiettivi successivi sul picco di settembre a 0,3680 e quindi sugli ostacoli di medio periodo a 0,39/0,40. Discese sotto area 0,26 anticiperebbero invece un test del minimo storico.
Digital Bros in ulteriore calo dopo il -12,25% accusato ieri dopo l'annuncio di possibili ritardi sulla data di lancio del videogioco OVERKILL's The Walking Dead in versione console in scia ai problemi societari della svedese Starbreeze (in amministrazione controllata, +70% a Stoccolma dopo il -65% di ieri).

Digital Bros precisa che questa situazione potrebbe avere effetti sulla guidance di fatturato del corrente esercizio, precedentemente stimata tra 145 e 190 milioni di euro: è attualmente in corso una valutazione. Il ribasso di Digital Bros potrebbe essere al capolinea. Negli ultimi tre mesi il titolo ha perso oltre il 40% del suo valore di borsa, toccando a 5,37 euro il livello più basso da maggio 2016 e il lato inferiore di un canale che scende dai record di fine 2016.
Dopo tre giornate fortemente negative, tuttavia, nella seduta di martedì i prezzi sono riusciti a terminare a ridosso dei livelli di apertura. Questa circostanza, unita al fatto che nel recente affondo il grafico dei principali oscillatori tecnici non abbia aggiornato i suoi minimi creando una divergenza rialzista, potrebbe dunque dare il via a un tentativo di rimbalzo.

Reazioni fino a 6,90 euro non fornirebbero però alcun segnale di ripresa: solo oltre area 8 si potrebbe infatti assistere a un miglioramento convincente e duraturo. Sotto 5,37 invece rischio di prolungamento del ribasso verso almeno 4,56 euro, per la ricopertura del gap rialzista del 24 maggio 2016.
(SF - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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