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giovedì 6 dicembre 2018

I prezzi delle case di seconda mano calano marginalmente


I prezzi delle case di seconda mano accusano ancora una lieve flessione a novembre (-0,3%) attestandosi a una media di 1.754 euro/m2.Le quotazioni in Italia sono più basse del 3,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, secondo l’ufficio studi di idealista.
Il calo marginale dei prezzi evidenzia una tendenza alla stabilizzazione piuttosto diffusa in buona parte del Paese, dove le oscillazioni sono contenute tra il -1% e il +1% nella maggior parte delle aree regionali, provinciali e cittadine.

Regioni

Dieci macrozone sono interessate dai ribassi questo mese e altrettante registrano aumenti dei prezzi.

I cali maggiori si segnalano al sud, in Basilicata (-1,6%), Calabria (-1,3%) e Abruzzo (-0,8%). All’opposto, Valle d’Aosta (0,9%), Emilia Romagna (0,6%) e Campania (0,5%) sono le regioni che hanno avuto gli incrementi maggiori.
La regione più cara d’Italia è la Liguria con i suoi 2.535 euro al metro quadro, seguita dalla Valle d’Aosta (2.440 euro/m2) e il Trentino Alto Adige (2.355 euro/m2).
Sul fondo della graduatoria c’è la Calabria (876 euro/m2), fanalino di coda davanti a Molise (1.032 euro/m²) e Sicilia (1.086 euro/m2).

Province

Il trend negativo dei valori immobiliari a livello nazionale trascina a ribasso 56 mercati provinciali sui 107 monitorati.

I cali maggiori si registrano in provincia di Reggio Calabria (-5,6%), Matera (-4,4%) e Vibo Valentia (-3,5%).
I rincari maggiori spettano alle province di Brindisi (4,2%), Cuneo (2,8%), Caserta (2,2%) e Belluno (2%). Tutte le altre aree segnano aumenti inferiori al 2 per cento.
Savona (3.280 euro/m2) domina il ranking dei valori provinciali davanti a Bolzano (3.197 euro/m2) e Firenze (2.669 euro/m2).
Biella, con 655 euro al metro quadro, si conferma la più economica davanti a Caltanissetta (719 euro/m2) e Agrigento (768 euro/m2)

Grandi città e Capoluoghi

Nel corso del mese di novembre le città in terreno negativo sono salite a 55 dalle dalle 50 della scorsa rilevazione.

Più della metà dei centri capoluogo segnano variazioni marginali confermando la tendenza alla stabilizzazione dei prezzi. Tale andamento trova riscontro anche nelle performance dei principali mercati italiani che segnano deboli variazioni a Milano (-0,7%), Roma (-0,5%) e Napoli (-0,1%).
Agli estremi dei risultati del mese Terni (-6,8%), Cuneo (-5,3%) e Cosenza (-3,8%) sono i centri con i maggiori ribassi.
Rieti (4,4%), Lecco (4,2%) e Vercelli (3,4%) sono le città che hanno evidenziato una maggiore propensione agli aumenti da parte dei proprietari.
Con i suoi 4.410 euro al metro quadro, Venezia risulta la città più cara del Paese su Firenze (3.685 euro/m²) e Milano (3.554 euro/m²).

Biella (716 euro/m²) ritorna il capoluogo più economico davanti a Caltanissetta (720 euro/m²) e Agrigento (851 euro/m²).
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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