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giovedì 6 dicembre 2018

Borse scosse dal caso Huawei. Timori per tensioni Cina-Usa


Non si arresta la discesa delle Borse europee che dopo il calo delle ultime due sedute oggi stanno vivendo una giornata ad alta tensione. In assenza di indicazioni da Wall Street, chiusa ieri per lutto nazionale legato alla scomparsa dell'ex presidente Bush senior, i listini del Vecchio Continente hanno seguito da subito la negativa intonazione delle Borse asiatiche, tra le quali il Nikkei 225 ha ceduto quasi il 2%.

Ad appesantire il sentiment degli investitori contribuisce la notizia trapelata nelle ultime ore relativa all'arresto, avvenuto sabato scorso da parte delle autorità canadesi, di Meng Wanzhou, CFO di Huawei nonchè figlia del fondatore del gruppo. La richiesta di arresto è partita dagli Stati Uniti con l'accusa di presunte violazioni delle sanzioni iraniane e tanto basta a riaccendere i timori sulle tensioni tra Cina e Usa.


L'avversione al rischio torna prepotentemente a dominare la scena e così il Cac40 arretra del 2,45%, seguito dal Ftse100 e dal Dax30 che perdono rispettivamente il 2,54% e il 2,56%. 
Sul fronte macro l'unico dato macro di oggi è stato diffuso in Germania dove gli ordini di fabbrica ad ottobre hanno evidenziato una variazione positiva dello 0,3%, in linea con l'indicazione del mese precedente ma oltre le previsioni degli analisti che si erano preparati ad un calo dello 0,1%.



Sotto scacco anche Piazza Affari dove il Ftse Mib scivola pesantemente in area 18.850, con un affondo del 2,46%. Tensioni anche sul fronte obbligazionario con lo spread BTP-Bund in salita di circa due punti e mezzo a ridosso dei 286,5 punti base, mentre è in corso alla Camera il dibattito sulla manovra 2019.


Tra le blue chips spicca la caduta verticale di Diasorin che lascia sul parterre oltre il 7% del suo valore dopo la bocciatura di Kepler Cheuvreux che ha tagliato il rating da "buy" a "hold", con un prezzo obiettivo ridotto da 100 a 76 euro. 

Il caso Huawei penalizza l'intero settore tecnologico e così STM accusa il colpo con un ribasso del 4,59%.


Male i titoli del settore oil nel giorno in cui prende il via il meeting dell'Opec per discutere di un taglio alla produzione. L'oro nero intanto arretra in direzione dei 51 dollari al barile e così Saipem flette del 4,58%, seguito da Tenaris che perde circa il 3%, appesantito anche dalla notizia relativa alla richiesta di arresto del presidente Rocca da parte del tribunale argentino nell'ambito dell'indagine su presunte tangenti pagate ai membri del Governo.

Le vendite colpiscono anche ENI che si muove sostanzialmente in linea con l'indice di riferimento, mostrando un calo del 2,32%. 

In rosso le banche con Ubi Banca e Unicredit in arretra di quasi il 4%, seguiti da Banco BPM e Intesa Sanpaolo che flettono entrambi di poco più del 3%, mentre Mediobanca e Bper Banca viaggiano in rosso del 2,5% e dell'1,94%.



Pesante Fca che mostra un ribasso del 3,5% dopo che gli emendamenti della finanziaria prevedono un contributo per l'acquisto di automobili elettriche, ibride o a metano, al fine di disincentivare l'acquisto di mezzi più inquinanti. 

Tra le blue chips che si difendono meglio troviamo alcune utilities come Enel che cala dello 0,25%, seguito da Terna e Italgas che arretrano dello 0,5% e dello 0,68%, mentre A2A e Snam scendono dello 0,9% e dell'1,25%.


Impegnativa oggi la seduta sul fronte macro Usa visto che si conoscerà la stima ADP che in riferimento al mese di novembre dovrebbe evidenziare la creazione di 200mila nuovi posti di lavoro nel settore privato rispetto alle 227mila unità di ottobre. 
Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione dovrebbero calare da 234mila a 226mila unità, mentre la bilancia commerciale ad ottobre dovrebbe mostrare un deficit di 54,9 miliardi di dollari, in peggioramento rispetto ai 54 miliardi precedenti.


Il dato finale della produttività non agricola del terzo trimestre è atteso in rialzo del 2,3% rispetto al 2,2% precedente, mentre il costo unitario del lavoro dovrebbe mostrare un progresso dell'1,1%, in frenata rispetto all'1,2% dell'ultima lettura. 
Per il dato finale dell'indice PMI servizi a novembre si prevede una conferma della lettura preliminare a 54,4 punti, in calo rispetto ai 54,8 punti di ottobre, mentre l'indice ISM servizi a novembre dovrebbe calare da 60,3 a 59,9 punti.


In calendario anche gli ordini alle imprese che ad ottobre dovrebbe mostrare una flessione del 2% dopo il rialzo dello 0,7% precedente. 
Nel pomeriggio è prevista un'audizione del presidente della Fed, Jerome Powell, che parlerà davanti al Congresso. 
 
A mercati chiusi si conosceranno i risultati degli ultimi tre mesi di Broadcom, dai quali ci si attende un utile per azione di 5,58 dollari.
Fonte: News Trend Online

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