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venerdì 30 novembre 2018

Verso un nuovo taglio dell'Equity nell'asset allocation?


Negli Stati Uniti, la spinta propulsiva generata dalle parole concilianti di Powell - passato in poche settimane da un orientamento aggressivo circa la politica monetaria da adottare, ad uno notevolmente più ragionevole - non persuade più di tanto gli investitori, le cui antenne sono ora orientate verso Buenos Aires.
Steccano i mercati azionari dopo la buona prova di mercoledì.
Piazza Affari non si è mossa granché dopo la fiammata di inizio ottava. Il vistoso gap lasciato aperto lunedì minaccerebbe l'assorbimento delle quotazioni, per il momento però sostenute dall'inclinazione positiva del momentum. Allargando la visuale confideremmo ancora nella possibilità di un'estensione di questo rally correttivo, ma sarebbe bene non farsi eccessive illusioni.
Anche negli Stati Uniti, la spinta propulsiva generata dalle parole concilianti di Powell - passato in poche settimane da un orientamento aggressivo circa la politica monetaria da adottare, ad uno notevolmente più ragionevole - non persuade più di tanto gli investitori, le cui antenne sono ora orientate verso Buenos Aires e le vaghe possibilità di un'intesa commerciale fra Stati Uniti e Cina.

Il rallentamento congiunturale sta spingendo sempre più investitori a mettere un po' di reddito fisso in portafoglio, con il rendimento del T-Note decennale sceso ieri sotto il 3%, per la prima volta da settembre.
Interessante a questo punto osservare il rapporto fra mercato azionario e mercato obbligazionario americano; in questo caso rappresentato dal T-Bond, con i titoli governativi USA che pur costituisce il 40% del paniere del Bloomberg Barclays U.S.
Aggregate Index. Lo Stock/Bond ratio (SBR) è in uptrend ininterrotto da settembre 2016: quando finalmente ebbe ragione della resistenza che lo contenne per tutti i mesi precedenti. Quel breakout condusse ad un upgrade di prospettive e conseguente sovrappeso per l'Equity americano, con lo SBR che non si più voltato indietro; concedendo al massimo alcuni temporanei ripiegamenti: fino alla recenti settimane, per l'appunto, quando ha decisamente puntato verso il basso.
Trovando opportunamente il sostegno della vecchia resistenza dinamica, ora diventata supporto.

Il rimbalzo dello S&P è risultata finora provvidenziale per evitare scelte ben precise in termini di preferenza fra mercato azionario e mercato obbligazionario americano. Questa sera vedremo se la reazione avrà consentito di evitare un'ulteriore taglio nell'asset allocation globale.
Autore: Gaetano Evangelista Fonte: News Trend Online

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