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lunedì 5 novembre 2018

Stockman: crollo azionario del 40% si sta avvicinando


David Stockman, ex direttore del budget del Presidente Reagan,non ha dubbi: il tanto temuto crollo sulle azioni a stelle e strisce è in arrivo. E i prodromi del suo arrivo si sono già visti sull'S&P500 che sta tentando, a quanto pare con poco successo, di rimbalzare dal suo peggior ottobre dal 2011 (-6,9% m/m).

La view di Stockman

Stando alle sue considerazioni, il presidente Usa con le sue politiche male indirizzate, miranti a rallentare il percorso di normalizzazione della Federal Reserve, sta giocando con il fuoco sullo sfondo di una ripresa che è ormai al culmine.
"Sta attaccando la Fed, secondo lui rea di andare troppo veloce nonostante abbia fatto politiche di accomodamento per oltre 8 anni.

I tassi al 2,13%, in realtà sono ancora al di sotto dell'inflazione".
Non solo, ma gli investitori dovrebbero prepararsi alla vendita anche per un altro motivo: la guerra commerciale tra Usa e Cina. Sebbene ultimamente siano girate voci di un'intenzione da parte del presidente Usa di riallacciare i colloqui con Pechino, resta il fatto che, come Stockman conferma, "La guerra commerciale non è lontanamente razionale" dal momento che è un gioco troppo pericoloso: in caso di un'esclation, opzione non lontana dalla realtà visto il temperamento imprevedibile di Trump, si rischiano contraccolpi sull'intera economia mondiale perchè la Cina fornisce circa il 30% dei beni importati dagli Usa, oltre che essere uno dei principali fornitori e acquirenti del resto del mondo.

Gli altri pareri

Il CEO di DBS Group Piyush Gupta, invece, è di tutt'altro avviso: secondo lui l'impatto a breve termine delle tensioni commerciali potrebbe essere esagerato.

Il motivo? Le società devono adeguarsi alle proprie catene di approvvigionamento: le strategie di investimento e gli impianti di produzione non possono essere stravolti dall'oggi al domani, il che permetterà alla produzione di essere abbastanza costante nel tempo.
"L'ipotesi che il commercio stia per precipitare è, credo, improbabile.

Le catene di approvvigionamento non sono così facili da spostare, orientativamente, per cambiare assetto ci vorrebbero tre, quattro anni per muoversi. Il processo è lungo e complicato: devi procurarti terreni adatti il che implica anche pratiche burocratiche, assumere lavoratori, costruire progetti e affidare appalti.
Tutto questo, nel 2019, non cambierà.”
Fonte: News Trend Online

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