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martedì 6 novembre 2018

Piazza Affari: acquirenti pronti a tornare al timone?


In linea con quanto accaduto nelle ultime due sessioni, anche la giornata è stata archiviata in maniera contrastata dalle Borse europee. Questa volta a spuntare il segno più è stato solo il Ftse100 che ha guadagnato lo 0,14%, mentre il Cac40 e il Dax30 sono scesi rispettivamente dello 0,01% e dello 0,21%.


A rimanere più indietro degli altri è stata Piazza Affari che ha visto il Ftse Mib terminare gli scambi a 19.281 punti, in flessione dello 0,56%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 19.397 e un minimo a 19.279 punti. 
Dopo tre sedute consecutive in salita, l'indice delle blue chips ha prestato il fianco ad alcune prese di profitto, registrando una flessione tutto sommato contenuta che non ha portato alla violazione di alcun supporto di rilievo.


Sulla carta dunque ci sono le condizioni per assistere ad una ripresa degli acquisti anche a breve, senza dimenticare però che le prossime giornate saranno scandite da diversi dati macro e societari, oltre che da un evento di rilievo quale quello di domani rappresentato dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Dal punto di vista tecnico il prossimo ostacolo al rialzo per il Ftse Mib è rappresentato dall'area dei 19.500, superata la quale ci sarà spazio per un allungo verso i 19.700/19.800 punti prima e in seguito in direzione della soglia dei 20.000 punti. In caso di rottura anche di questa barriera si potrà spostare lo sguardo sui 20.200 punti prima e successivamente sull'area dei 20.500.


Al ribasso invece la prima soglia da monitorare è quella dei 19.200, rotta la quale il Ftse Mib andrà a testare area 19.000. Oltre questo sostegno la discesa proseguirà verso i 18.800/18.700 punti prima e in seguito in direzione dei minimi dell'anno in area 18.500/18.400.

Il ribasso odierno potrebbe essere solo una pausa prima di una ripresa degli acquisti che dovrebbero condurre il Ftse Mib su livelli più alti di quelli raggiunti, ma il condizionale è d'obbligo viste le numerose incertezze su più fronti. 

Per ogg sul fronte macro Usa si segnala solo l'indice Redbook relativo alle vendite al dettaglio nelle maggiori catene statunitensi.

Come anticipato prima si svolgeranno le elezioni di metà mandato e in agenda troviamo un discorso di Robert Kaplan, presidente della Fed di Dallas. 

Sul versante societario da seguire prima dell'avvio degli scambi i risultati del terzo trimestre di Eli Lilly dai quali ci si attende un utile per azione di 1,35 dollari.

In Europa si conoscerà il dato finale dell'indice PMI composito che ad ottobre dovrebbe confermare la lettura preliminare a 52,7 punti, in calo rispetto ai 54,1 punti di settembre, mentre l'indice PMI servizi è visto a 53,3 punti, rispetto ai 54,7 punti del mese precedente.

Per i prezzi alla produzione di settembre si prevede una variazione positiva dello 0,4% dopo lo 0,3% di agosto. 

In Germania gli ordini all'industria a settembre dovrebbero evidenziare un calo dello 0,4% dopo il rialzo del 2% precedente. mentre il dato finale dell'indice PMI di ottobre dovrebbe confermare la lettura preliminare a 53,6 punti rispetto ai 55,9 punti di settembre.

Lo stesso dato in Francia è previsto a 55,6 punti, in rialzo in confronto ai 54,8 punti del mese precedente, mentre l'indice PMI servizi in Italia si prevede una lieve riduzione da 52,6 a 52,4 punti. 

A Piazza Affari si conosceranno i risultati del terzo trimestre di Banca Generali, Campari, Enel, FinecoBank, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, e Snam, segnalando che quest'ultima alzerà anche il velo sul piano industriale 2019/2022.


Alla prova dei conti saranno chiamati anche Brunello Cucinelli, Flack Renewables, Inwit, ItaliaOnline e Txt e-solutions.  
Fonte: News Trend Online

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