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venerdì 9 novembre 2018

Petrolio in bear market, ma tra i titoli oil ci sono tanti buy


Non accenna in alcun modo a placarsi la discesa del petrolio che dopo aver ceduto oltre un punto e mezzo percentuale ieri, continua a muoversi in ribasso. Questa mattina le quotazioni dell'oro nero vengono fotografate a 60,4 dollari, con una flessione dello 0,45% rispetto al close di ieri. 
Non più tardi di un mese fa il greggio si era spinto sui massimi degli ultimi quattro anni, superando ad inizio ottobre la soglia dei 76 dollari al barile.
Da questo piccolo le quotazioni hanno ceduto oltre il 20% e il petrolio è entrato così ufficialmente nel bear market, senza mostrare alcun segnale di ripresa per ora. 
I timori legati alle sanzioni Usa hanno avuto uno scarso impatto sul mercato e e le vendite continuano ad avere la meglio, anche sulla scia di una produzione Usa che appare sempre più vigorosa.

A ciò si aggiunga che nelle ultime settimane i dati sulle scorte strategiche hanno mostrato dei forti rialzi, ben superiori alle stime, contribuendo ad appesantire i prezzi dell'oro nero. 
Nessun sollievo è arrivato poi dalle indiscrezioni relative alle prossime mosse dell'Opec che potrebbe tornare a valutare nuovi tagli alla produzione nel tentativo di frenare l'emorragia dei prezzi.

In questa direzione sarà importante seguire le indicazioni che giungeranno dal vertice in agenda domenica, quando è prevista ad Abu Dhabi una riunione del club dei membri OPEC e non OPEC, prima del meeting ufficiale a Vienna che si terrà a fine anno. 
Intanto la flessione dell'oro nero penalizza i titoli del settore oil a Piazza Affari, con Tenaris ed ENI in calo oggi dell'1,13% e dell'1,289%, seguito da Saipem che arretra del 2,16%, mentre si difendono meglio Saras e Maire Tecnimont che oscillano entrambi sui valori del close di ieri al momento.



Nel comparto petrolio a Piazza Affari ci sono però diverse opportunità di investimento da cogliere, a partire da ENI che secondo Hsbc è da comprare, mentre sono di tutt'altro avviso i colleghi di Morgan Stanley. Questi ultimi infatti suggeriscono di sottopesare il titolo in portafoglio, con un prezzo obiettivo rivisto al ribasso da 16,7 a 14,6 euro.

Secondo la banca americana il settore presenta un minore margine di rialzo ora dopo la forte performance registrata in termini di flussi di cassa. A ciò si aggiunga che il progressivo indebolimento del mercato del petrolio è un fattore di ostacolo per il comparto. 

Per Saipem prevalgono nel complesso giudizi positivi, partendo da quello di Banca IMI che invita ad acquistare con un fair value alzato da 5 a 5,9 euro.

Sulla scia della trimestrale migliore delle attese, gli analisti hanno migliorato le stime sull'utile per azione, alzate del 28% per quest'anno e in media del 19% per il triennio 2018-2020. 

Ad indicare un buy per Saipem è anche Equita SIM che nei giorni scorsi ha ritoccato il prezzo obiettivo da 5 a 5,1 euro.
Gli analisti hanno aggiornato le stime dopo i conti trimestrali del gruppo, migliorando le attese sul 2019 del 3% in termini di Ebitda adjusted e del 12% per l'eps adjusted. 
La SIM milanese si aspetta che a partire dal prossimo anno le spese per investimenti delle compagnie oil tornino a crescere e al contempo segnala ulteriori opportunità nel 2019 legate ai progetti LNG, in particolare in Mozambico e Nigeria, dove Saipem è posizionata molto bene.



Più prudenti i colleghi di Jefferies che consigliano semplicemente di mantenere il titolo in portafoglio, con un target price a 4,2 euro. Il broker nei giorni scorsi ha migliorato del 2% le stime sui ricavi di Saipem e del 12% quelle sull'utile per azione riferite al 2019, riducendo però quelle sul 2020 rispettivamente nell'ordine del 5% e del 17%.

Bullish le strategie suggerite per Tenaris coperto da Jefferies con una raccomandazione "buy" e un target price a 17,75 euro.

Il broker mantiene una view positiva dopo i conti del terzo trimestre che gettano le basi per un miglioramento negli ultimi tre mesi dell'anno. 

A puntare su Tenaris è anche Mediobanca Securities con un rating "outperform" e un fair value ritoccato verso l'alto da 19,5 a 19,8 euro.
Quest'ultima mossa riflette una rivisitazione delle stime che sono state alzate del 2% sull'Ebitda di quest'anno e del 13% con riferimento all'utile netto. 

Meno entusiastica la view di UBS che sul titolo mantiene una view neutrale, con un prezzo obiettivo a 40 dollari, malgrado gli analisti riconoscano che il gruppo abbia diffuso solidi risultati trimestrali.



Spostando lo sguardo sui titoli a minore capitalizzazione, Mediobanca Securities punta su Saras con una raccomandazione "outperform" e un target price rivisto da 2,5 a 2,3 euro, sulla scia di un taglio delle stime sull'eps 2018. 

Indicazioni positive anche da Equita SIM che nei giorni scorsi ha rinnovato l'invito ad acquistare il titolo, con un fair value però ritoccato anche in questo caso al ribasso da 2,3 a 2,2 euro per via del rialzo dei tassi.


La SIM milanese invece si sbilancia meno su Maire Tecnimont, coperto con una raccomandazione "hold" e un prezzo obiettivo a 4,7 euro. Gli analisti hanno confermato la loro strategia dopo che i conti del terzo trimestre del gruppo sono stati sostanzialmente in linea con le attese, accompagnati da una conferma a tutti i livelli della guidance per l'anno in corso. 
Fonte: News Trend Online

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