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venerdì 2 novembre 2018

L'Angolo del Trader


Molto bene ieri Mediaset (+4,36% a 2,7770 euro) che ha accelerato al rialzo fino a toccare i massimi da fine settembre. Nessuna notizia particolare in grado di spiegare un movimento così repentino. Ricordiamo però le indiscrezioni de La Stampa secondo cui l'a.d. di Telecom Italia, Amos Genish, insiste per cedere Persidera a I Squared e non a Rai Way (che però non può acquistare i mux), nonostante un'offerta più conveniente.
L'obiettivo sarebbe quello di liberarsi rapidamente dei mux e non avere problemi di antitrust in caso di futura integrazione Telecom/Mediaset, facendo quindi un favore a Vivendi: i francesi sono oggi in minoranza nel cda ma Genish è stato piazzato al timone di Telecom proprio dal colosso transalpino.

L'analisi del grafico di Mediaset evidenzia l'avvicinamento all'importante ostacolo rappresentato dal massimo del 28 settembre a 2,8080 euro. Una vittoria su questo livello comporterebbe l'invio di una serie di segnali grafici rialzisti (testa e spalle in formazione da fine luglio e doppio minimo da inizio settembre) capaci di spingere il titolo verso 2,95/3,00 almeno, con obiettivo di medio periodo sui 3,40 (massimi allineati visti tra dicembre 2017 e maggio 2018).
Sotto 2,62/2,65 probabile invece un affondo in area 2,45.
Telecom Italia (+2,85% a 0,5340 euro) si è mossa al rialzo ieri, estendendo il recupero delle ultime sedute e toccando i massimi da fine settembre. Il titolo ha approfittato della buona intonazione del settore in scia a BT (+8,61% a Londra) che ha realizzato risultati semestrali superiori alle attese e rivisto al rialzo le stime per l'esercizio in corso.

Inoltre Il Sole 24 Ore ha scritto che il governo è pronto a sostenere il progetto di integrazione della rete con quella di Open Fiber. L'analisi del grafico di Telecom Italia evidenzia la rottura del massimo del 18 ottobre a 0,5272 euro, operazione che ha determinato il completamento del doppio minimo in formazione da inizio mese, pattern rialzista con obiettivo ideale sul picco del 19 settembre a 0,5774.
Solo oltre questo ultimo riferimento si creerebbero i presupposti per un tentativo di inversione della tendenza ribassista in essere da aprile (conferme sopra 0,66/0,67). Discese sotto area 0,51 preannuncerebbero invece un test dei supporti a 0,4770 circa , decisivi per scongiurare il rischio di riattivazione del trend negativo verso il minimo dell'estate 2013 a 0,4655, con appoggio successivo in area 0,43.
Tenaris si muove in netta controtendenza rispetto al settore, debole in scia alla flessione del greggio, grazie a dati trimestrali ben al di sopra delle attese.

Il periodo luglio-settembre è andato in archivio con ricavi a 1,899 miliardi di dollari (consensus Bloomberg 1,827), EBITDA a 394 milioni (369) con margine al 20,7% (20,2%), EBIT a 258 milioni (226), utile a 247 milioni (199). Il gruppo prevede un quarto trimestre "forte", mentre per il primo trimestre 2019 le vendite sono attese piatte rispetto al trim4.
Lo scenario 2019 sarà condizionato dall'implementazione dello United States–Mexico–Canada Agreement e dall'applicazione dei dazi conseguenti. Le quotazioni si sono spinte nell'intraday fino a quota 13,565 per poi flettere in area 13,25, bene al di sopra della chiusura di mercoledi' a 13,135 euro.

La rottura di 13,16, picco del 29 ottobre gia' messo alla prova senza successo il 31 ottobre, ha completato il piccolo doppio minimo che i prezzi avevano disegnato in area 12,50 dal 26 ottobre. Da notare che il primo minimo delle figura e' un "martello", tipologia di candela che compare in prossimita' di forti supporti, e infatti in area 12,50 si collocano il minimo del 14 febbraio (altro esempio di "martello") e soprattutto la base del canale discendente che parte dal top di maggio.
Tale canale potrebbe dimostrarsi una semplice pausa correttiva del rialzo in atto dai minimi (anzi dal doppio minimo) di area 11 euro toccati ad agosto e a ottobre del 2017, solo la rottura del suo limite superiore, a 14,80, dove transita anche la media mobile semplice a 100 giorni, sarebbe tuttavia una conferma in questo senso.

Prima di arrivare su quella resistenza i prezzi dovranno superare quota 13,90, poi 14,63, lato alto del gap ribassista dell'11 ottobre. Al di sopra dei 14,80 euro il titolo incontrerebbe una solida resistenza a 15,30/35 e poi potrebbe tentare la ricopertura del gap dell'11 luglio a 16,45. Sotto 12,85, rischio invece di ritorno a 12,50, supporto che dovra' essere rispettato per evitare una accelerazione ribassista verso gli 11,50 euro almeno.
(SF - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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