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mercoledì 7 novembre 2018

Il rimbalzo può proseguire; onere prova spetta ai rialzisti


Continua il processo di recupero dei mercati azionari. Nel contesto conseguito, in cui il 90% dei listini globali ha raggiunto una condizione negativa di medio-lungo periodo per violazione delle rispettive medie mobili a 200 giorni; è naturale che a questo punto l'onere della prova spetti ai rialzisti: che devono scardinare le resistenze più immediate per godere di un certo credito.
Per il momento il tentativo appare credibile soltanto negli Stati Uniti.
Dopo essere entrato in downtrend di breve periodo lo scorso 4 ottobre, per violazione del long stop giornaliero a 2911 punti, ad un mese di distanza lo S&P500 riconquista la tendenza benigna, sempre di breve periodo, avendo ieri chiuso oltre lo short stop giornaliero a 2744 punti (un bel trade, in ottica short, non c'é che dire...).

Il benchmark americano si trova ora nell'orbita della media mobile a 200 giorni, che di fatto tuttora regge. Non va trascurato quanto rilevato ieri: la pendenza della media è ora negativa e, in simili circostanze, l'eventuale ritorno sopra di essa non ribalta favorevolmente il contesto di fondo.
Ad ogni modo la seduta di ieri è risultata confortante in termini di ampiezza di mercato: un dato da tenere sotto stretta osservazione perché, come ripetuto alla nausea, tutte le ripartenze quest'anno hanno difettato di questo decisivo elemento qualitativo.
Nel Vecchio Continente l'Eurostoxx50 ha manifestato una discreta reazione dopo aver sollecitato il primo obiettivo ribassista poco sotto i 3100 punti.

Ma, evidentemente, deve ancora dimostrare che questo rimbalzo sia qualcosa di differente da un mero rally correttivo: la resistenza opposta dalla media mobile a 200 settimane è sempre lì, pronta a contenere le velleità rialziste del popolare indice europeo. Idem dicasi per la borsa italiana: incerta negli ultimi giorni sul da farsi, ma probabilmente dotata di sufficiente energia per proseguire nelle prossime settimane il ritracciamento di quanto perso per strada negli ultimi sei mesi.
Certo, è difficile eccitarsi per un mercato la cui economia manifesta sempre più segni di transito in un contesto recessivo, come denunciato dalla lettura dell'ISM Servizi di ieri - la più bassa degli ultimi quattro anni; probabilmente, però, in una certa misura già anticipata proprio dal bear market formalmente conseguito di recente a Piazza Affari.
Nota.

Il presente commento è un estratto sintetico del Rapporto Giornaliero, pubblicato tutti i giorni entro le 8.20 da AGE Italia; pertanto eventuali riferimenti a studi tecnici vanno intesi riferiti ai grafici ivi riportati.
Autore: Gaetano Evangelista Fonte: News Trend Online

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