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lunedì 19 novembre 2018

Il mercato resterà orientato al ribasso: titoli buoni e cattivi

Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.
Piazza Affari ha indietreggiato nelle ultime sedute, perdendo in chiusura di settimana l'area dei 19.000. Quali implicazioni ciò potrà avere nel breve? Si aspetta il classico rally di Natale?
A Piazza Affari ci aspettiamo fino a fine anno un continuo ondeggiare fra supporti e resistenze, ora in un range individuato fra 18.300 e 19.300 punti di future con scadenza dicembre.
Non è da escludere però la possibilità di uscire nell'intraday da questo intervallo di prezzi, più verosimilmente verso i 18.000 punti che verso i 19.500, il tutto al netto di evoluzioni di natura economica e politica prevalentemente endogena.
Non ci aspettiamo un vero e proprio rally di Natale, ma un moderato e attento stock picking da parte dei professionisti, tesi ad imbellettare un anno pesante e difficile, a dir poco.
Per il  primo semestre 2019 sarà tutta un'altra musica, dettata dalla tenuta del nostro Governo, da possibili elezioni in Italia e da quelle certe in Europa.
Quanto al breve termine, dovremmo andare a ritestare la parte inferiore del range prima indicato, in area 18.000/18.200, con la pesantezza dei soli titoli finanziari e petroliferi.
Solo in caso di un impulso corale ribassista dei ciclici e del lusso potremo assistere a tentativi di rottura di questi livelli per approdare in area 17.800.
Qualora questa soglia venisse rotta nell'intraday e confermata in chiusura, si potrebbe anche andare dritto dritto, senza alcun ostacolo, fino ad area 17.000, ma per ora è meglio non sbilanciarsi troppo in tal senso.
Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) ha fallito il tentativo di recupero di area 2 euro, mentre Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) si è riportato al di sotto degli 11 euro. Qual è la sua view su questi due titoli?
Ormai sta diventando una bella gara fra questi due pesi massimi del settore bancario e pare non fare la differenza la maggior solidità di Intesa Sanpaolo, il suo importante utile e il mostruoso dividendo, giunto ad un rendimento di oltre il 10,50%. Anzi, proprio laddove si annida il maggior profitto, la speculazione ribassista picchia con insistenza.
Forse si teme un abbassamento o riduzione del dividendo, anticipato da un aumento di capitale.
Sta di fatto che sembra che gli 1,90 euro di Intesa Sanpaolo possano essere anche superati al ribasso, ricordandoci che con lo stacco del 2016 si arrivò a perdere più dell'incasso cedola, con prezzi approdati anche in area 1,55/1,60 euro. Certo il titolo poi ha ben recuperato ed è arrivato nel 2017 fin oltre i 3,2/3,25 euro cum cedola.
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Per Unicredit, senza questi sostegni, temiamo comunque che si possa arrivare a combattere strenuamente fin in area 10,20 euro, sulle prime voci di ricapitalizzazione.
Per Intesa Sanpaolo il consiglio è di mantenere in portafoglio, coprendo però le posizioni con opzioni out the money a lunga scadenza, mentre Unicredit è da maneggiare con cura e il consiglio è di alleggerire le posizioni long o anche di shortare.
Fca fatica a mettere a segno nuovi recuperi, mentre Ferrari (Xetra: 30092157.DEnotizie) si mantiene per ora al di sotto di area 100 euro. Cosa prevede per questi due titoli nel breve?
Fca è un titolo ciclico in questo momento molto forte rispetto al mercato, mentre Ferrari è un nome del lusso/ made in Italy,  che sta cercando di trovare una base per ripartire.
Tra i due direi FCA da preferire e interessante da valutare anche subito, tenendo presente che nel range affidabile 13,30/14,60 euro si trova sui supporti intermedi dei 14,20 euro e che quindi può essere accumulata tranquillamente a scaletta anche piu in basso.
Ferrari, dopo aver testato la scorsa settimana i buoni supporti di area 95,50/96,50 euro ed aver rimbalzato sopra 100 euro, ora sta ritracciando andando a formare un doppio minimo. Se quest'ultimo fosse un po' più alto, quindi crescente, creerebbe i presupposti per un allungo duraturo.
Come detto precedentemente, FCA è da mantenere e coprire con opzioni, mentre Ferrari è da maneggiare con cura.
Cosa può dirci in merito al ritracciamento che sta interessando il dollaro tanto nei confronti dell'euro quanto dello yen. Cosa si aspetta per questi due cambi ora?
Il cross euro-dollaro è visto con più forza al ribasso verso area 1,12, piuttosto che al rialzo oltre area 1,14.
Ci sono le condizioni più per un rafforzamento del dollaro che per l'euro, basta solo attendere.
Per il dollaro-yen è tutto più soft e la divisa giapponese pare essersi assestata ed accontentata del livello 114/114,50. Difficilmente quindi vediamo un movimento verso i massimi oltre area 120 di uno yen supersvalutato, osteggiato dagli USA.

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