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giovedì 8 novembre 2018

Futures azionari Usa ed Europei ringraziano le Midterm


Oliver Marciot, Investment Manager del fondo Multi Asset Navigator di Unigestion, spiega che sulla base dei risultati elettorali, i futures azionari statunitensi ed europei sono in rialzo di circa l'1%, a seguito della risoluzione di una delle fonti di incertezza politica. Secondo le nostre stime, questo risultato riflette una rifocalizzazione del mercato su fondamentali che rimangono positivi per l’azionario, soprattutto negli Stati Uniti, e che non cambieranno in modo significativo con una Camera a maggioranza democratica.

Ci aspettiamo piuttosto uno stallo politico nei prossimi due anni, che probabilmente terrà a freno qualsiasi spesa fiscale supplementare significativa. Questa pressione al ribasso sui rendimenti è già stata avvertita nei Treasury a 10 anni, il cui rendimento è sceso di circa 5 pb, riflettendo anche l’atteggiamento leggermente meno interventista della Fed alla luce del minore stimolo interno.
Con il calo dei rendimenti, anche il dollaro USA è sotto pressione e l'indice DXY è in calo dello 0,8% da quando i risultati elettorali sono diventati definitivi.
Questi risultati hanno alcune importanti implicazioni che è importante non trascurare per i prossimi anni ed in vista delle elezioni presidenziali del 2020.
In primo luogo, la probabilità di un impeachment di Trump è significativamente più bassa: Nancy Pelosi - frontrunner per il ruolo di prossima House Speaker - ha dichiarato martedì sera che la Camera voterebbe sull'impeachment solo se ci fosse un chiaro sostegno bipartisan - spiega Oliver Marciot -.

Senza Mueller, che ne rappresenterebbe una conferma, sembra improbabile che tale supporto si manifesti, soprattutto a seguito del rafforzamento della maggioranza repubblicana al Senato.
In secondo luogo, con la maggioranza alla Camera, i Democratici ora controllano i comitati che supervisionano le agenzie esecutive e hanno il potere di tenere udienze e convocare testimoni.
Mentre molti di questi comitati hanno sottoposto l'amministrazione Trump ad un livello di supervisione modesto sotto il controllo repubblicano, i Democratici hanno dichiarato che utilizzeranno maggiormente questi poteri.
In terzo luogo, i Democratici hanno anche ottenuto sette Governatori, alcuni dei quali in stati chiave come Pennsylvania, Michigan e Kansas - spiega Oliver Marciot -.

Con il censimento statunitense del 2020 e il ridisegno delle mappe distrettuali a livello statale, i Democratici useranno certamente il loro nuovo vantaggio per disfare il “gerrymandering” (cioè la modifica dei distretti elettorali per favorire un partito) repubblicano o impegnarsi nei loro.
In Florida, i Democrats hanno annunciato una misura elettorale per ripristinare il diritto di voto per la maggior parte dei pregiudicati che hanno scontato la loro pena, riportando al voto quasi 1.,6 milioni di persone (Fonte: The Washington Post) e riportando l’equilibrio in questo Stato spesso in bilico.
Infine, nonostante abbia perso la corsa per il seggio del Senato del Texas, la buona performance di Beto O'Rourke (che ha perso con uno scarto di circa il 2,5%) fornisce ai Democratici un forte candidato per le elezioni presidenziali del 2020.

Tutto questo suggerisce che, nonostante risultati vicini alle aspettative, i Repubblicani potrebbero trovarsi ad affrontare un ambiente molto più sfidante nel 2020, aggiungendo elementi di incertezza sui mercati  che gli investitori si troveranno ad affrontare.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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