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martedì 6 novembre 2018

Ferrari ko dopo conti senza sorprese. Broker meno compiacenti


Un'altra seduta tutta in discesa per Ferrari che perde terreno per la terza giornata consecutiva, mostrando una maggiore debolezza relativa rispetto all'indice di riferimento. Il titolo, dopo aver ceduto circa un punto percentuale ieri, oggi ha avviato gli scambi appena sopra la parità, salvo poi imboccare la via delle vendite e accelerare progressivamente al ribasso.
Mentre scriviamo, Ferrari, che occupa l'ultima posizione nel paniere del Ftse Mib, viene fotografato a 99,74 euro, con un affondo del 3,31% e oltre 400mila azioni transitate sul mercato fino ad ora, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 650mila pezzi.

I numeri del terzo trimestre

Ferrari continua ad essere penalizzato dalle vendite all'indomani dei conti del terzo trimestre che non hanno riservato particolari sorprese, motivo per cui il titolo finisce nel mirino dei ribassisti.
Il gruppo ha archiviato il terzo trimestre con un utile netto pari a 287 milioni di euro, più che raddoppiato rispetto ai 141 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.

Su base adjusted l'utile è salito del 5% a 146 milioni di euro, mentre i ricavi sono aumentati di un frazionale 0,3% a 836 milioni di euro.
Il margine operativo lordo si è attestato a 278 milioni di euro, in salita del 5%, mentre il reddito operativo è rimasto sostanzialmente invariato a 203 milioni.
Le consegne totali sono cresciute del 10,6% a 2.262 unità e il free cash flow si è attestato a 100 milioni di euro, escludendo il beneficio fiscale del patent box 2015-2017 che sarà contabilizzato nel quarto trimestre.

L'indebitamento netto industriale si è attestato a 372 milioni di euro, in calo del 21,4% rispetto ai 473 milioni della fine del 2017.

I risultati dei primi nove mesi dell'anno

Nei primi nove mesi dell'anno Ferrari ha registrato un utile netto in aumento del 49% a 596 milioni di euro, e su base adjusted l'utile è salito del 14% a 454 milioni di euro.
I ricavi sono rimasti sostanzialmente invariati a 2,575 miliardi di euro, mentre il margine operativo lordo è salito dell'8% a 841 milioni di euro e il reddito operativo del 9% a 630 milioni di euro.


Le consegne totali hanno riportato un incremento del 7% a 6.853 unità, con un free cash flow in calo da 315 a 288 milioni di euro.
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Confermata guidance 2018

Come previsto dagli analisti, Ferrari ha confermato i target già annunciati per il 2018, con consegne superiori alle 9mila unità, in cluse le hypercar.

I ricavi netti dovrebbero essere superiori a 3.4 miliardi di euro, e il margine operativo lordo adjusted è atteso pari o oltre gli 1,1 miliardi di euro.
L'indebitamento netto industriale è visto al di sotto dei 350 milioni di euro, inclusa la distribuzione già avvenuta di dividendi ai possessori di azioni ordinarie ed esclusi potenziali riacquisti di azioni.
Infine, per l'anno in corso si stimano spese in conto capitale intorno ai 650 milioni di euro.

Risultati buoni, ma senza sorprese

I numeri diffusi ieri da Ferrari sono stati buono nel complesso e questo non spiegherebbe la reazione negativa del mercato che è da ricondurre invece all'assenza di particolari sorprese.

C'è chi si aspettava qualcosa di più da Ferrari, inclusa un'eventuale revisione al rialzo della guidance che invece è stata confermata.
A tal proposito gli analisti di Jefferies spiegano che la trimestrale di Ferrari non ha rivelato particolari novità e anche per questo motivo la raccomandazione sul titolo resta ferma a "hold", con un prezzo obiettivo a 115 euro.

Bca Akros e Societè Generale tagliano il target price

Non si sbilanciano neanche i colleghi di Banca Akros che oggi hanno reiterato il rating "neutral" su Ferrari, tagliando il target price da 125 a 112,5 euro.

Anche in questo caso gli analisti fanno notare che i conti non hanno riservato sorprese, motivo per cui le loro stime sul gruppo restano invariate.
La revisione della valutazione obiettivo è stata decisa invece per tenere conto di un calo dei multipli del settore del lusso nell'ultimo mese.
Ad intervenire sul fair value di Ferrari è stata anche Societè Generale che da una parte ha ribadito la raccomandazione "hold" e dall'altra ha abbassato il prezzo obiettivo da 113 a 104 euro.

Gli analisti si aspettano che il gruppo batta la guidance 2020 e pur vedendo alcuni tratti in comune tra Ferrari ed Hermes ritengono che il primo non meriti la valutazione del secondo.

Citigroup resta bullish: Ferrari è un asset unico

A mantenere una view bullish sul titolo è invece Citigroup che oggi ha rinnovato l'invito ad acquistare, con un target price a 125 euro.
La banca americana riconosce che i conti del gruppo non hanno riservato particolari sorprese, ma al contempo riconosce che Ferrari è uno dei titoli più difensivi sotto la loro copertura.
La società del cavallino rampante infatti non risente del rischio di una guerra commerciale in quanto è poco esposta alla Cina e secondo gli analisti il titolo rappresenta un asseto unico.
Fonte: News Trend Online

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