-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

mercoledì 7 novembre 2018

Elezioni Usa: una nazione divisa. Cosa succede adesso?

 
Dopo le ultime elezioni di ieri, il quadro della politica statunitense vede la nazione, se possibile, ancora più divisa. Se, infatti, i democratici hanno conquistato la Camera, i repubblicani hanno mantenuto i Senato, un risultato che è particolarmente significativo.
Senato il punto di svolta
Infatti paradossalmente, proprio al Senato, dove i conservatori avevano maggiori probabilità di perdere la maggioranza estremamente esigua sulla quale potevano contare (1 seggio) sono riusciti non solo a mantenere salde le proprie posizioni, ma persino a rafforzarle, il tutto mentre i democratici hanno vinto alla Camera con un margine di vantaggio piuttosto ampio. Uno scenario che, in realtà, era abbastanza prevedibile ma che, però, non ha segnato la fine di Trump. Se è vero che le urne rappresentavano anche una sorta di referendum sul presidente, è anche vero che i democratici, nonostante la partecipazione in massa degli elettori e la presenza altrettanto record di esponenti delle fasce sociali spesso discriminate dalla politica del presidente, non si è avuta quell'ondata dem che i numeri dei votanti faceva presupporre.
Cosa significa questo?
Che i repubblicani hanno retto bene l'impatto facendo ottime barricate e sapendo trovare bene argomenti e target di quella che pare essere stata una intelligente campagna elettorale. In tutto questo il presidente si è assicurato mano quasi libera nella politica estera, ramo in cui il parlamento ha meno potere rispetto all'inquilino della Casa Bianca, a differenza, invece, delle decisioni su tasse e investimenti interni, argomento che è di competenza quasi esclusiva del Congresso. In quest'ultimo caso è essenziale la sua approvazione. Per quanto riguarda la guerra commerciale, argomento sul quale il COngresso, come detto, può ben pco, le prospettive sono difficilmente interpretabili: recentemente Trump si è dimostrato intenzionato a voler allentare le tensioni con Pechino ma in molti hanno visto la decisione come una strategia prettamente politica. Da qui i timori di un intensificarsi delle rapprresaglie tra i due paesi.
Alla fine dei conti, quindi, il risultato delle urne è stato quello di un Congresso e di una società perpendicolarmente divisa in due. Stando così le cose, perciò, il primo dei pericoli in arrivo è che l'iter delle varie riforme possa essere di fatto bloccato.
La view degli analisti
La conferma dei timori arriva anche dalle parole di Goldman Sachs (NYSE: GS-PB - notizie) che in una nota ricorda come, in un Parlamento diviso, non sarà facile attendersi grandi rivoluzioni sul fronte fiscale o, per lo meno, non secondo quanto inizialmente voluto da Trump in campagna elettorale con la promessa di ulteriori tagli per la middle class. Per questo motivo è molto più facile pensare che le proposte dei tagli fiscali potrebbero essere soggette a forti cambiamenti durante l'iter parlamentare. Così come appare improbabile, per Goldman, che un Congresso diviso approvi grandi progetti per il rinnovo delle infrastrutture, altro pilastro della campagna elettorale del tycoon. In realtà sia democratici che repubblicani sono favorevoli al rinnovo delle infrastrutture, a dividerli sono le modalità di spesa con i primi che da sempre preferiscono piani di spesa pubblica mentre i repubblicani optano la partecipazione dei privati. Il punto di svolta, secondo Bank of America Merrill Lynch potrebbe arrivare con un mix dato da un dollaro indebolito, dalle pressioni di Trump sul Congresso per l'approvazione di piani di intervento e da un calo delle tensioni nell'ambito della guerra commerciale. In quest'ultimo caso si guarda con favore al recente patto tra Usa-Messico-Canada in sostituzione del vecchio NAFTA.
Battaglia su i farmaci
Resta poi aperto il fronte sanitario, argomento anch'esso particolarmente spinoso dal momento che era tra le priorità del 42% dei votanti. Ma anche in questo caso la proposta di una legge sul prezzo dei farmaci avanzata dai democratici alla Camera potrà arenarsi al Senato; nella migliore delle ipotesi, quella suggerita da Savita Subramanian di Bank of America Merrill Lynch ed appoggiata anche da Goldman, non è però da escludere che i due partiti trovino un punto di incontro per il taglio dei prezzi dei farmaci, a tutto discapito dei grandi nomi dell'industria farmaceutica.
Le considerazioni finali di Goldman sottolineano inoltre che sebbene il risultato delle urne non dovrebbe cambiare sostanzialmente la linea della politica Usa, sarà bene che gli investitori tengano ben presente un possibile, forte, rallentamento causato dalla frattura per certi versi profonda, presente al Congresso, rischio che si estenderà, per il 2019, anche alle delibere riguardanti il tetto di spesa. Statisticamente è molto probabile che ciò avvenga dal momento che a suggerirlo sono i precedenti nel 2011 e nel 2013, entrambi con un Congresso diviso.
Ma a prescidenre dalla posizione degli esperti, quello che più di tutto risalta agli occhi dell'opinione pubblica, però, è l'ostentazione della vittoria da entrambe le parti, ostentazione che, seguendo un'antica regola di logica, si autoannulla, portando quindi ad un'elezione senza vincitori.

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.