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giovedì 8 novembre 2018

Bond oggi: meglio i Bei in Mxn o i Messico in Usd?


Un parallelo ad alto rendimento, come piace a molti investitori più audaci o ai trader, si riferisce al pianeta Messico, il cui “appeal” è cresciuto parecchio negli ultimi anni, non fosse altro per la volatilità dei corsi delle rispettive obbligazioni. Che appartengono a due filoni distinti dei sovranazionali in Mxn o dei governativi in Usd.
In realtà ve n’è un terzo, riferito ai governativi in Mxn, trattato solo sull’“Otc” e che oggi garantisce i rendimenti più elevati in assoluto. Limitiamoci tuttavia al confronto iniziale relativamente ai titoli quotati su Mot o Tlx. 

Indistintamente sotto 100

Le obbligazioni della Bei (altri emittenti sovranazionali sono presenti a Borsa Italiana ma con titoli mediamente meno scambiati) si caratterizzano per quotare tutte sotto la pari.

La più bassa è la Eib, come le altre indicata con la sigla in inglese, a cedola 6,5% su scadenza 2027 (Isin XS1588672144 – taglio 1.000 Mxn): gira a 87 Mxn, con un rendimento a scadenza – scherzo dei numeri – all’8,7%. La volatilità si colloca al 9,8% e il titolo ha accelerato la discesa da settembre in poi, con spread denaro/lettera talvolta ampio.
La curva degli yield Bei in peso messicani si muove fra un minimo dell’8,6% (il 5,5% scadenza 2023) e un massimo del 9,1% (il 7,625% scadenza 2022), il che rispecchia bene quella dei governativi in Mxn, molto piatta. Le vite residue si estendono al picco dei nove anni, con il già citato 2027, il cui rendimento è quasi identico a quello del corrispondente governativo nella stessa valuta.

Da segnalare su questo fronte che lo spread fra un 10 e un 30 anni Mexico in peso è solo di 25 pb, anomalia quasi irrealistica. Ne consegue di preferire – nell’ambito dei Bei – le scadenze più corte: per esempio il 4% 2020 (Isin XS1190713054 – taglio 1.000 Mxn), ieri ha chiuso sui 94 e fra l’altro si caratterizza per una volatilità media piuttosto bassa.

Addio sogni di gloria?

La debolezza dipende da fattori vari: incertezze sull’economia, con un’inflazione che continua a crescere, un tasso di interesse ormai al 7,75%, fattore primario di compressione delle quotazioni dei Bei, e una bilancia commerciale cronicamente in passivo, seppur agevolata dalla debolezza dell’Mxn.

La corsa sull’euro, iniziata a fine 2017, sembra essersi interrotta con il ritorno oltre i 22,5 Eur/Mxn, quando in estate si puntava a un rientro sotto i 21 e perfino all’obiettivo dei 20. I sogni di gloria appaiono sospesi e ora c’è incertezza sul trend di medio termine del peso, il che porta a una certa prudenza rispetto alle emissioni in tale divisa, salvo che si operi con una strategia di trading strettamente focalizzata sul cross monetario. 

In dollari la curva è migliore

L’alternativa sta allora nello scegliere la seconda opzione dei governativi in dollari (rating BBB+) quotati su Tlx.

Qui la curva è molto più regolare rispetto perfino a quella dei Treasuries Usa. Si va infatti dal 3,98% del 3,625% scadenza 2022 (Isin US91086QBA58 – taglio 2.000) al 5,5/5,6% dei vari 2040 e oltre. Visto che la ricerca di yield è sempre esasperata segnaliamo la situazione più interessante, riferita al super Matusalemme 5,75% scadenza 2110 (Isin US91086QAZ19 – taglio 2.000 Usd) che si caratterizza per una volatilità di oltre il 22%, effetto anche di una “duration” a 19.

Il titolo sta tornando verso il minimo storico di 90 Usd, con l’ultimo contratto ieri chiuso a 93,6, in un quadro di potenziali ulteriori margini di debolezza. Lo yield in corso è al 6,2%, favorito poi da un’aliquota fiscale al 12,5%. La liquidità è mediamente buona, con uno spread denaro/lettera che si muove quasi sempre oltre i 50 pb. 

Verdetto inesorabile

Se si vuole puntare sulla valuta messicana meglio collocarsi sulla parte corta delle scadenze, dato l’impatto da anomalia della curva dei governativi.

Attenzione però al peso, tornato a evidenziare debolezza nell’ultimo periodo, complici vari fattori politici ed economici. L’alternativa dei Messico in dollari è meno esasperata, soprattutto nel caso delle vite residue medio/corte. Un caso a parte quello del 2110, il più volatile ma anche redditizio fra i non pochi Matusalemme quotati sul secondario. 
Fonte: News Trend Online

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