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giovedì 1 novembre 2018

Benzina: stangata da 200 milioni sugli Italiani in viaggio


Ponte di Ognissanti “salato” per gli italiani che decideranno di spostarsi in auto e trascorrere fuori casa qualche giorno di vacanza. I prezzi dei carburanti alla pompa, infatti, registrano sensibili aumenti rispetto al ponte dello scorso anno, e determineranno una stangata complessiva da circa 200 milioni di euro a carico degli automobilisti.
Oggi un litro di benzina costa mediamente il 12,8% in più rispetto allo stesso periodo del 2017, mentre per il gasolio la spesa arriva al +17% – spiega il presidente Carlo Rienzi –.

In sostanza rispetto ad un anno fa per un pieno di verde si spendono oggi 9,8 euro in più, per un pieno di gasolio +11,8 euro. Considerato che oltre 6 milioni di italiani approfitteranno del ponte di Ognissanti per spostarsi in auto lungo la penisola e trascorrere fuori casa qualche giorno di vacanza, i maggiori costi legati ai rifornimenti di carburante daranno vita ad una stangata per complessivi 200 milioni di euro.
Nei primi nove mesi del 2018 la spesa degli italiani per l’acquisto di benzina e gasolio auto è stata di ben 43,7 miliardi con un incremento sullo stesso periodo del 2017 di ben 3,5 miliardi (+8,7%).

Questa crescita è dovuta solo in parte all’aumento dei consumi che nel periodo hanno fatto registrare un incremento del 2,1%, mentre ben più incisivo è stato l’impatto sulla spesa dei rincari dei prezzi dei carburanti. Il prezzo medio ponderato della benzina nel periodo gennaio-settembre 2018, secondo le elaborazioni del Centro Studi Promotor, è stato infatti di 1,6 euro con un incremento sullo stesso periodo del 2017 del 4,92% e ancora più consistente è stato il rincaro del gasolio il cui prezzo medio è passato da 1,377 a 1,477 euro (+7,26%).
Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, la dinamica in atto nei prezzi dei carburanti auto potrebbe portare la spesa per benzina e gasolio nell’intero 2018 a quota 58 miliardi.

Un livello decisamente elevato, ma ancora lontano dal picco di 67,4 miliardi toccato nel 2012. La bolletta petrolifera nel 2018 incide comunque in maniera significativa sui costi di esercizio dei veicoli ed anche e soprattutto sulla crescita del prodotto interno lordo che, come risulta dai dati diffusi oggi dall’Istat, nel terzo trimestre 2018 si è arrestata.
Tra l’altro la crescita dei prezzi dei carburanti va soltanto in parte a beneficio del Fisco, mentre decisamente più consistente è la quota che va alla produzione e alla distribuzione di carburanti. Nei primi nove mesi dell’anno l’incremento di 3,501 miliardi di spesa è andato per 2,514 miliardi alla componente industriale, mentre all’Erario sono andati 987 milioni.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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